Proviamo l'overdrive definitivo di Strymon

Proviamo l'overdrive definitivo di Strymon

Quando si parla di nuovi effetti a pedale e di Strymon è impossibile non drizzare occhi e orecchie data l'altissima qualità dei prodotti cui ci ha abituato questo marchio negli ultimi anni. Tra le ultime creazioni arriva l'overdrive Riverside, frutto di accurate ricerche per ricreare l'agognato sound della saturazione valvolare.
Sembra cosa "banale" detta così, visto che molti pedali battono questa strada a parole e/o a fatti, ma come da tradizione Strymon, c'è molto di più.
Prima però ascoltiamo, grazie alla chitarra di Francesco Savarese.

Prima di tutto, gli stadi di guadagno sono sviluppati in cascata, così da avere gradualmente un maggior livello di saturazione aggiungendo ogni volta ricchezza armonica, senza perdere nulla in naturalezza. IN e OUT del segnale sono analogici (JFET) mentre il DSP ha il compito di gestire la dinamica e la tipologia di armoniche generate in ogni stadio.

Il primo stadio, completamente analogico, è controllato digitalmente solo per quanto riguarda la gestione dell'headroom. I successivi stadi di guadagno aggiungono fino a 20dB sempre in analogico.
Per farla breve, senza scendere in particolari che potrete leggere ai link in calce, ciò che Strymon ha voluto raggiungere è l'avere un tocco sotto le dita da tradizione analog e quindi sviluppata con i relativi appositi componenti e circuiti, ma allo stesso tempo non ha rinunciato alle possibilità del digitale nel poter gestire il dettaglio sonoro (24-bit 96kHz A/D e D/A a 32 bit) e la complessità timbrica raggiungibile, che spesso, quando si aggiungono molti stadi di guadagno uno dietro l'altro, diventa man mano più opaca, confusa, meno dinamica e con bassa headroom.

Proviamo l'overdrive definitivo di Strymon

Numerosi i controlli, a partire dal pannello frontale che oltre alle regolazioni classiche mostra due mini switch: Low Gain/Hi Gain e Normal/Mid Push. Sul pannello posteriore, oltre alle prese jack, troviamo inoltre settaggi per la presence e due ingressi per un footswitch che controlla il boost e per un pedale di espressione.

In più, visto che il digitale è a disposizione, non poteva mancare la possibilità di salvare in preset di memoria i propri settaggi preferiti e richiamarli con lo switch Favorite e tutti noi sappiamo bene quanto è noioso trovare un perfetto sweet spot e ritrovarsi per qualche motivo con le manopole girate (e non solo quelle...). Basta quindi con fogli di carta, macchie di pennarello vicino ai potenziometri o pezzi di scotch a fermare le manopole.

Magia delle magie, connettendo con un cavo stereo l'uscita boost all'ingresso EXP di un altro pedale Strymon (anch'esso dotato di Favorite) si possono richiamare i preset di entrambi i pedali.

Proviamo l'overdrive definitivo di Strymon

Si aggiunge poi la noise reduction integrata, così da eliminare rumori di fondo sgraditi anche ai più alti livelli di distorsione.

Raccontarvi tutto di questo pedale è davvero difficile, per cui vi invitiamo a consultare la pagina ufficiale del distributore italiano, Backline.

Proviamo l'overdrive definitivo di Strymon