Mettiamo le mani sul dLive classe C di Allen & Heath

Mettiamo le mani sul dLive classe C di Allen & Heath

Da oltre un anno la Allen & Heath commercializza i mixer digitali dLive classe C, una serie compatta di superfici di controllo e mixer a rack che ha aperto la piattaforma dLive ad un'ampia gamma di usi per eventi dal vivo, AV, installazione fissa, conferenze e sale riunioni. La classe C è basata sul processore un FPGA a 96kHz XCVI, che consente fino a 36 elaborazioni virtuali parallele che è anche il motore della serie di punta, la dLive classe S, con la quale condivide anche l'architettura di processamento DEEP, che consente l'implementazione diretta di compressori ed emulazioni di classe superiore per tutti gli ingressi e i canali di mix.

La serie comprende 3 superfici di controllo: il modello a rack C1500 con 12 fader; il C2500 con 24 fader e il modello C3500 a doppio schermo, collegabili a 3 MixRack: CDM32, CDM48 e CDM64. I CDM ospitano il core XCVI con conversione 96kHz @ 24bit ed elaborazione a 96bit, connessioni fino a 128 ingressi (anche se il potente core FPGA consente di gestirne fino a 160) con elaborazione completa e 16 ritorni stereo FX dedicati e l'architettura totalmente configurabile per 64 bus di mix, con elaborazione completa su tutti i canali di mix, il tutto con latenza di 0,7ms.

Da notare che la latenza è allineata temporalmente per tutto il processing interno dall'ingresso fino alle uscite L/R, bus e matrix. La dLive Classe C è supportata da un'ampia gamma di schede di rete, incluse Dante, Waves, MADI, fibreACE ottica e altre, ovviamente è compatibile con l'hardware Classe S ed il sistema di monitoring/missaggio personale ME ed è supportata da un panorama completo di app, software Director e accessori.

Caratteristica interessante per chi lavora principalmente nelle installazioni è la possibilità di usare la rete aziendale per il cablaggio del sistema tramite indirizzamento TCP/IP.

Bene, dopo questo diluvio di caratteristiche, specifiche, sigle e numeri... apriamo il flight case e tiriamo fuori un'elegante superficie di controllo che con i suoi colori e la posizione intelligente di tutti i controlli diventa comprensibile in pochi minuti, anche senza sfogliare il manuale!

Ovviamente per poter sfruttare in pieno le immense potenzialità di questo versatile mixer non basta leggersi l'interessante guida rapida per utilizzo e gratificazione immediati ma è necessario approfondire sia tramite il manuale che mettendoci la testa, le mani e le orecchie per apprezzare le funzioni meno appariscenti, quelle che magari non penseremo mai che possano servirci, come il doppio insert pre e post EQ+DYN, per poi scoprire che contribuiscono a rendere il nostro suono più adeguato alle esigenze e il nostro workflow più efficiente. 

Inutile dire che ha tutte le opzioni che ci aspettiamo da un sistema di questa fascia di prezzo (mandate aux, matrice, assegnabilità dinamica di I/O, controlli altamente reattivi, mix surround, presa anteriore per play/rec fino a 24/96 tramite chiavetta USB, memoria interna e memoria USB per scene, history, ecc) quindi ci piace menzionare le cose che rendono unica la Classe C. 

La schermata principale è suddivisa in 6 aree, le due degli angoli superiori che indicano canale e mix attivi, seguite dalla colonna dedicata a pre e filtri e dalla versatile colonna per tre controlli assegnabili, al centro c'è un'ampia area dedicata a tutte visualizzazioni necessarie infine l'area inferiore è assegnabile per consente ulteriori controlli visivi, generalmente per livelli o EQ.

Nell'utilizzazione ci ha colpito particolarmente la colonna dedicata alla Human User Interface, personalizzabile tramite Setup, per scegliere 3 pagine di richiamo rapido fra Gate & Comp, Gate, Comp, Send levels, mandate FX e scene.
Per la nostra simulazione abbiamo configurato in modo diverso il Setup dei canali per poter richiamare le funzioni che durante un concerto devono avere accesso istantaneo... altrimenti ne va della qualità dell'audio!

Interessante l'EQ grafico sul master che abbiamo sia per la differente visualizzazione in alto dell'area centrale ma anche per i quattro tipi diversi di processamento e di suono.

Per quanto riguarda le emergenze una soluzione geniale è il ganging dinamico fra qualsiasi ingresso che nella nostra simulazione ci ha consentito di unire i settaggi di un canale già impostato con qualsiasi nuovo ingresso aggiunto "al volo", tipo una tom in più o un microfono per un coro diventato troppo "largo" per esigenze di spazio.
Per la sezione di ingresso abbiamo apprezzato l'ottimo processamento vintage che ha mostrato un carattere veramente interessante per il suono valvolare con opzioni di grande impatto quali il passaggio da triodo a pentodo e le altre impostazioni presenti.

Per chi adora la possibilità di smanettare in segnaliamo la disponibilità di ben 64 Dyn8 (potente elaborazione con 4 bande di EQ dinamica e 4 bande di compressione multibanda) una sezione che ci ha dato una risposta potente, complessa a primo acchitto (molto aiutata da una grafica intuitiva e di grande impatto visuale) ma molto creativa.

Abbiamo girato poco ma apprezzato immediatamente la flessibilità della sezione l'AMM (Automatic Mic Mixer) progettata per riunioni riservate, anche senza fonico, e che può lavorare anche in simulazione Dugan fino a 64 canali per 1, 2 o 4 zone.

Infine menzioniamo una soluzione utilissima dal vivo quando in luoghi chiusi o aperti abbiamo a che fare con problemi di illuminazione (noi avevamo un fastidioso riflesso da un led) della superficie di controllo e del(i) display: questo sistema offre grandi possibilità di modificare la visualizzazione e ottimizzarla all'illuminazione presente tramite Control/Dimmer.

Il secondo display, presente solo nel 3500C, si rivela estremamente utile per continuare a lavorare sugli ingressi e avere contemporaneamente l'accesso immediato a funzioni ausiliarie quali impostazioni del sistema, indicatori di livello (presenti in modo semplificato nella parte inferiore del display principale) e il routing complessivo.

Anche questo schermo è diviso in 6 parti, negli angoli superiori c'è l'indicazione della scena selezionata e della successiva, la colonna di sinistra ha i widget per le scene mentre quella a destra continua a mostrare le tre pagine di richiamo immediato. L'area centrale è molto versatile per scorrere fra le varie pagine di impostazioni, richiamo e controllo (incluso RTA, dispositivi del rack, ecc) mentre l'area inferiore è di nuovo assegnabile ma al 90% la sua utilizzazione sarà per i livelli delle mandate aux, dei gruppi ecc.

Il MixRack è certamente meno intrigante della superficie ma è la vera anima del sistema e con tutte le sue connessioni e possibilità di espansione (via fibreACE, gigaACE, superMADI, Waves V3, AES3, Dante, Ethersound ecc) rappresenta il giusto complemento per un sistema di gestione del suono (trovo riduttivo chiamarlo mixer!) che nasce orientato verso produzioni medie, ma ha ben poco da invidiare a quelli progettati per le produzioni più importanti!

Le affermazioni fatte da Nic Beretta (a capo del Product Marketing A&H) alla presentazione sono state rispettate anche nei minimi dettagli "La sfida per dLive classe C è stata di realizzare un'esperienza di mixaggio digitale di nuova generazione, accessibile a persone che non vogliono portare o installare un impianto ingombrante per i concerti. Per i service la classe C è un potente e versatile cavallo di battaglia per tutte le applicazioni, da eventi aziendali a festival regionali. In chiese, teatri e altri locali ha la capacità di gestire qualsiasi manifestazione senza rubare spazio ai posti a sedere e siamo sicuri che sia anche il sistema più accessibile fra i mixer della sua classe".

Per quanti trovassero impegnativa la spesa per il sistema completo terminiamo con una soluzione interessante di rateizzazione intelligente: grazie all'architettura è possibile mixare surfaceless, controllando un MixRack tramite un computer portatile o un tablet, posticipando l'acquisto della superficie di controllo!

Per maggiori informazioni collegatevi al sito ufficiale o a quello del distributore italiano Exhibo.