Le corde Santa Cruz sono a tensione parabolica

Le corde Santa Cruz sono a tensione parabolica

Per le sue splendide chitarre acustiche Santa Cruz ottimizza il rapporto in tensione fra le corde con due set innovativi come quello del test.

"Gauge means nothing, tension means everything"

Lo slogan campeggia chiaro e perentorio sulla busta che contiene le sei corde da montare sullo strumento. Unico dato disponibile la dicitura Mid Tension.
Di specificare lo spessore/diametro (gauge) non se ne parla proprio.

L'unica comunicazione è la possibilità di scegliere in alternativa un set Low Tension e che per sviluppare questo prodotto ci sono voluti una decina d'anni di ricerche allo scopo di trovare corde in grado di valorizzare pienamente la qualità di strumenti costruiti con ogni attenzione per produrre un suono ricco di armoniche e di sustain

Il primo chiarimento arriva dal disegnino che mostra inequivocabilmente come lo stesso tipo di diametro esterno della corda si possa ottenere con rapporti diversi fra anima in acciaio e avvolgimento. L'evidente conseguenza è che due .020, ad esempio, possono avere una tensione molto diversa fra di loro ed è proprio la tensione a determinare il volume di suono di una corda rispetto alle altre.

Questo spiega perché a volte cambiando marca di corde, a parità di classificazione (Light, Medium, etc), spessori (.012-.054, .013-.056…) e materiale (Bronze, Phosphore Bronze, Nickel, etc), è possibile avvertire differenze nella pressione richiesta alle dita sulla tastiera, nell'equilibrio, nel suono in generale. La parola magica è, appunto, tensione.

E non è certo un concetto negativo come siamo abituati troppo spesso a considerare nei rapporti umani o nell'analizzare la propria salute. Un grado opportuno di tensione è dopotutto ciò che tiene in piedi il nostro corpo e ogni altra cosa esistente in natura, nonché - appunto - il fattore che permette a una corda di produrre un determinato suono.

La scelta del materiale è andata in questo caso verso il bronzo fosforoso o Phosphore Bronze, che da qualche decina d'anni è il preferito da molti chitarristi per il calore del suono, sottoposto in questo caso a un trattamento protettivo proprietario a base di vapori per garantire una maggiore resistenza all'ossidazione. Stesso scopo per il trattamento anti-corrosivo riservato all'acciaio dell'anima interna e delle corde lisce.

Pienamente destabilizzati dalla mancanza di precise indicazioni sui singoli spessori abbiamo dunque montato un set di Santa Cruz Medium Tension su un'acustica artigianale di tipologia 000, tastiera con attacco al 14° tasto e cassa in palissandro. In precedenza era equipaggiata con un set di corde .013-.056 sempre in Phosphore Bronze, adatte alla scala corta della chitarra e a frequenti scordature per sfruttare open tuning spesso a bassa tensione.

Premesso che le impressioni sulla qualità di un set di corde sono ancora più soggettive e discutibili di quelle relative a una chitarra, le abbiamo lasciate sullo strumento a stagionare per diverse settimane a pieno contatto con l'afa e l'umidità estiva.
Risultati: apparentemente l'aria dell'estate romana non le infastidisce più di tanto.

A distanza di più di un mese una cosa è sicura: suonare la chitarra in questione è un piacere. Lo era sicuramente anche prima, ma sembra proprio di avvertire un pizzico di appeal in più, sia per le mani che per le orecchie. Andando al sodo: la chitarra suona molto bene ed è stata promossa alla prima fila, giusto a portata di mano.

Il set Medium montato rimane performante anche calando l'accordatura di un tono intero, ma offre il meglio di sé a pitch standard, rispondendo felicemente (è il caso di dirlo…) sia alle delicatezze del fingerpicker che alla rude energia del plettratore selvaggio in vena di groove meno educati.

Sarà la suggestione, ma sembra di notare qualche vantaggio nel mantenimento di una buona intonazione anche lavorando con un capotasto mobile, in posizioni aperte particolarmente sensibili a ogni variazione nei rapporti di potere fra le corde e le varie forze in gioco.

Richard Hoover - Roger Siminoff Richard Hoover - Roger Siminoff

È fondamentale specificare chi sia uno dei personaggi cui Richard Hoover, il fondatore di Santa Cruz Guitars, si è rivolto per sviluppare le proprie corde. Si tratta di Roger Siminoff, nome notissimo a livello internazionale agli appassionati di strumenti acustici per essere stato il creatore di preziose riviste specializzate come Picking e Frets, veri punti di riferimento per tutti negli anni ottanta.

Siminoff è un'autorità mondiale per quanto riguarda tutto ciò che concerne il mandolino Gibson e il banjo e in 50 anni di attività ha prodotto vari brevetti, libri sulla costruzione degli strumenti, centinaia di articoli sulla fisica del suono e liuteria in generale.
Fra i suoi progetti più importanti proprio quello relativo alla produzione di corde studiate per compensare le problematiche strutturali dei singoli strumenti ponendo attenzione soprattutto alle differenze in tensione.

Se Roger è oggi felicemente pensionato, nel suo sito siminoff.net è tuttora possibile acquistare varie tipologie delle sue Straight Up Strings, prodotte per chitarra acustica e anche per banjo e mandolino, strumenti in cui la struttura del ponte rende particolarmente evidente l'importanza di ottimizzare la tensione relativa delle corde.

Le corde Santa Cruz nascono da un progetto composito che integra l'esperienza di Siminoff con altri fattori essenziali alla creazione di un prodotto che tiri fuori il meglio da chitarre di altissimo livello. Anima in acciaio, avvolgimento e persino il pallino terminale sono dunque scelti con scrupolosa cura per poi essere assemblati da un produttore di fama mondiale.

Importante! 
Le chiacchiere valgono poco, soprattutto quando si tratta di corde e... orecchie. Serve una prova fisica per capire la differenza. Mai come in questo caso è caldamente raccomandabile l'esperienza pratica.

Maggiori informazioni sulle corde Santa Cruz dall'importatore Sergio Tomassone e ovviamente da Santa Cruz Guitar Company.


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