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Soundmit entra in CremonaMusica: i sintetizzatori incontrano la liuteria

Soundmit entra a CremonaMusica, mettendo in dialogo sintetizzatori, progettazione elettronica e tradizione della liuteria italiana.

Il mondo dei sintetizzatori e delle tecnologie musicali elettroniche entra ufficialmente nell’universo di CremonaMusica. Soundmit, manifestazione italiana dedicata alla sintesi sonora, alla progettazione elettronica e ai nuovi strumenti musicali, approda infatti all’interno della rassegna cremonese, mettendo in comunicazione due mondi apparentemente lontani ma accomunati da una stessa domanda: come si costruisce uno strumento capace di trasformare un’idea musicale in suono?

Il punto di partenza dell’iniziativa è proprio il superamento di una distinzione che oggi appare sempre meno netta. Da una parte la liuteria, con secoli di storia nella lavorazione di legni, corde e componenti acustiche; dall’altra sintetizzatori, circuiti, software e sistemi modulari. In entrambi i casi, però, dietro allo strumento rimangono progettazione, competenze tecniche, ricerca timbrica e rapporto diretto con il musicista.

Il sintetizzatore non appartiene soltanto all’elettronica

Associare il sintetizzatore esclusivamente alla musica elettronica significa raccontarne soltanto una parte della storia. Nel corso del Novecento questi strumenti hanno attraversato infatti musica classica, rock, jazz, pop, cinema e produzione televisiva, diventando progressivamente una presenza strutturale nel modo moderno di comporre e registrare musica.

Le radici affondano nei primi strumenti elettronici del secolo scorso, a partire dalle ricerche di Léon Theremin e Maurice Martenot, quando l’elettricità cominciò a essere utilizzata direttamente per generare il suono. Il passaggio decisivo arrivò poi negli anni Sessanta con i sistemi sviluppati da Robert Moog e Don Buchla: oscillatori, filtri, amplificatori e modulatori potevano essere collegati tra loro permettendo al musicista non soltanto di eseguire una parte, ma di progettare il timbro stesso dello strumento.

Uno degli episodi più simbolici di questa relazione tra passato e tecnologia arrivò nel 1968 con Switched-On Bach di Wendy Carlos, che utilizzò il sintetizzatore Moog per rileggere la musica di Johann Sebastian Bach. Il sintetizzatore, insomma, iniziò una delle proprie stagioni più importanti facendo qualcosa di apparentemente poco futuristico: tornando indietro di qualche secolo.

Dal progressive al MIDI

Da lì la diffusione fu rapidissima. Il rock progressivo degli anni Settanta trasformò il sintetizzatore in uno degli elementi centrali del proprio vocabolario sonoro, con gruppi come Emerson, Lake & Palmer, Genesis, Yes e Pink Floyd. Parallelamente Kraftwerk, Tangerine Dream, Jean-Michel Jarre e Vangelis contribuirono alla nascita di linguaggi destinati a lasciare un’impronta profonda sulla musica dei decenni successivi.

Gli anni Ottanta portarono poi sintesi digitale, campionatori e MIDI, standard che consentì finalmente a strumenti prodotti da costruttori differenti di comunicare tra loro. Un cambiamento tecnico che ha avuto conseguenze enormi anche sull’organizzazione degli studi di registrazione e sui processi di produzione musicale.

Oggi il confine si è ulteriormente allargato: accanto ai grandi produttori operano piccole aziende, progettisti indipendenti e maker, mentre il movimento DIY continua a creare strumenti realizzati in serie ridotte o completamente personalizzati. È una dimensione che, curiosamente, riavvicina l’elettronica proprio alla logica della bottega artigiana: pochi esemplari, forte identità progettuale e rapporto stretto tra chi costruisce e chi suona.

Soundmit incontra Cremona

È in questo contesto che si inserisce l’arrivo di Soundmit a CremonaMusica. Fondata nel 2011 da Francesco Mulassano, la manifestazione riunisce negli anni costruttori, designer, sviluppatori, musicisti e aziende legate alla sintesi e alle tecnologie musicali, affiancando ai prodotti anche workshop, incontri e dimostrazioni.

La scelta di Cremona assume quindi un significato che va oltre l’aggiunta di una nuova area espositiva. La città rappresenta uno dei luoghi simbolo della costruzione tradizionale degli strumenti ad arco, mentre Soundmit porta nello stesso contesto la cultura della progettazione elettronica contemporanea. Due percorsi tecnologicamente diversi, ma entrambi costruiti attorno alla relazione fra materiali, progetto, suono e musicista.

«Ho sempre considerato il sintetizzatore non come un’alternativa agli strumenti tradizionali, ma come una loro naturale evoluzione» (Francesco Mulassano). Il fondatore di Soundmit interpreta quindi l’ingresso nella manifestazione cremonese come una prosecuzione coerente di un percorso dedicato alla progettazione degli strumenti musicali e alla diffusione della cultura tecnologica.

Dalla bottega al laboratorio elettronico

L’aspetto probabilmente più interessante dell’incontro è proprio questo. Osservato da vicino, un laboratorio di sintetizzatori non è concettualmente così lontano da una bottega di liuteria come potrebbe sembrare. Cambiano i materiali e gli strumenti di lavoro: microprocessori, potenziometri, circuiti stampati e codice prendono il posto di legno, colle e vernici. Ma rimane la necessità di prendere decisioni sul comportamento dello strumento, sull’interazione con il musicista e sulla sua identità sonora.

Un sintetizzatore può affiancare un quartetto d’archi oppure diventare l’unica sorgente sonora di un concerto; può simulare strumenti esistenti o produrre timbri che non hanno equivalenti nel mondo acustico. Proprio questa trasversalità è uno degli elementi che hanno permesso alla sintesi elettronica di attraversare linguaggi musicali molto differenti senza appartenere definitivamente a nessuno di essi.

L’incontro tra CremonaMusica e Soundmit prova quindi a raccontare la costruzione degli strumenti musicali come una storia continua, nella quale tradizione e tecnologia non costituiscono necessariamente due schieramenti opposti. Dal violino al modulare Eurorack, in fondo, la questione resta sorprendentemente simile: qualcuno immagina un suono e deve trovare il modo di costruire lo strumento capace di produrlo.

Maggiori informazioni sul sito ufficiale di Soundmit.



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