Il mondo degli amp in a box ha di per sé una pletora di opzioni da diversi anni, quindi cosa spinge un costruttore a investire in un progetto di tal senso? Essenzialmente la capacità di replicare quella risposta timbrica, ma anche di aggiungere cose che dell’amplificatore vero e proprio, non sono del tutto presenti, o comunque raggiungibili in maniere da rendere poco utilizzabili le orecchie.
Il Jailbreaker di Volta Custom è probabilmente questo tipo di idea, una ricerca spasmodica di perfezione timbrica, con qualcosa in più.
Design Utile, coerente con l’ amplificatore
Il pedale si “legge” bene a partire dalla gerarchia dei controlli: la prima fila di controlli riprende le manopole del Marshall originale e la suddivisione in due canali (Normal e Hot) è immediata, tramite footswitch apposito.
Le etichette dei controlli di drive e level del canale hot appaiono abbreviate, una scelta pratica, non pigra: ridurre il font avrebbe reso la scritta illeggibile, quindi meglio sacrificare qualche vocale e mantenere dimensioni coerenti con il resto del pannello.
Un filo più complicata da capire è la seconda fila di controlli, ovvero Tight, Mids e Mojo, perché non si tratta di manopole rotative ma di semplici mini-switch.
I Mids sono progettati in questo modo:
- In basso, avviene una sottrazione
- In mezzo non accade nulla (flat)
- In alto, avviene un’addizione
Il Tight, che agisce sulle basse frequenze, è più complesso e ci sono tre casistiche possibili:
- Attivo su entrambi i canali
- Attivo sul canale Normal ma non sul canale Hot
- Non attivo su entrambi i canali
Il Mojo, che simula la risposta morbida e più incisiva in termini di saturazione di una valvola raddrizzatrice, è regolato semplicemente On-Off.
Oltre questo, non ci sono particolari difficoltà di comprensione dei controlli, non sono presenti trimmer interni di qualche tipo, quindi il totale controllo del pedale è a portata di mano.
Controlli utili per tutto
Escludendo i controlli abbastanza palesi di gain e volume, andiamo a spiegare quelli che sono i controlli di equalizzazione presenti sul pedale.
Iniziamo in primis da quello più “banale” che è il controllo di tono: per ovvie ragioni di spazio si è dovuto inglobare l’intero comportamento di una sezione di equalizzazione di un amplificatore in un solo controllo. Come vantaggio abbiamo che è una regolazione più veloce, di contro che è una regolazione meno di fino.
Essenzialmente ha un fulcro centrale che è più o meno centrato sui 1000 Hz; da questo fulcro, tende a lavorare sulle basse e alte frequenze, abbassando le prime e alzando le seconde, così da passare a un suono abbastanza cupo ma non sgonfio a un suono particolarmente arioso.
Il controllo Mids lavora su uno step di 3 decibel intorno ai 500 Hz, ma questa frequenza centrale dipende anch’essa dal controllo di tono, quindi abbiamo questo fulcro centrale variabile in base a abbiamo impostato il tono generale del pedale.
Il controllo di tight invece funge da taglio sulle basse frequenze di tipo shelf, questo serve per avere una distorsione più “ferma” sulle basse frequenza, ed è accostabile al comportamento del canale hi treble che possiamo trovare sull’amplificatore.
L’ ultimo controllo è invece quello del Mojo, essenzialmente è un controllo di sagging, ma non è un controllo che potremmo definire “lineare”. Il suo comportamento, che si rifà a quando la valvola rettificatrice GZ34 tipica del JTM 45 andava vicino al suo limite, è molto dipendente dal controllo di tono, generando diversi tipi di distorsione.
Possiamo dire che, escludendo la sezione di equalizzazione, e la mancanza delle valvole, siamo davanti a una riproduzione più che rispettosa dell’amplificatore dal punto di vista dei controlli, per ottenere la risposta più vicina possibile a quella del JTM, e nemmeno troppo cervellotica, da gestire con una curva di apprendimento abbastanza veloce senza avere una conoscenza troppo importante del vero amplificatore.
Come suona quindi?
Carpire il suono effettivo del JTM45 “base” è già di per sé un’operazione non semplice, se aggiungiamo anche il voler replicare il bluesbreaker la situazione diventa decisamente spinosa, e non solo da parte del costruttore, ma anche per l’utilizzatore.
Non è un’operazione di prima mano nemmeno il riuscire ad abbinare dignitosamente questo pedale con un amplificatore, perché avendo comunque un carattere molto forte (parliamo della replica del suono di un intero amplificatore, non solo della sezione di preamplificazione), l’abbinamento può effettivamente diventare assai complicato.
Possiamo partire da un idea di fondo abbastanza semplice: essendo stato testato sulla base di un Fender Hot Rod Deluxe, l’ idea di fondo del costruttore è quella di “Marshalizzare” una base di quel tipo, quindi il punto di partenza è quello.
Prendendo questo spunto iniziale, la scelta è andata sull’amplificatore più “neutro” che ho in studio, ovvero il Bogner Lafayette con finale EL84, che è monocanale con un solo volume e due controlli di tono che danno piccoli aggiustamenti; il più semplice e lineare che ho a disposizione e che ha un’impronta di pulito Fender Oriented.
La catena è così composta: Fender Lonestar Stratocaster -> Bogner Lafayette -> Red Seven Amp Central con IR Celestion con V30 -> Motu Ultralite Mk5
Partiamo dal pulito, essenzialmente il pluto è una versione più “spigolosa” di quello di un bassman, come schema costruttivo vuole, ma tenuto a bassi livelli di gain e volume può essere una nuance interessante. Però, non credo che in solitaria sia il suo utilizzo migliore, con il Mojo attivo abbiamo quella saturazione ulteriore che permette di avere un pulito abbastanza edgy, anche se ti viene sempre voglia di inserire un blues driver o un sd1 prima.
Se invece andiamo gia più “carichi” in termini di gain e tendiamo a far “imballare l’amplificatore”, la situazione cambia radicalmente e siamo probabilmente nel suo territorio migliore, ma non tanto perché intrinsecamente suoni meglio su un fantomatico sweet spot, ma perché è quel settaggio dove effettivamente il controllo del suono non è più nel pedale, bensì nel chitarrista.
Sei in un punto di mezzo dove plettrando più forte ottieni un “crunchettone”, ma anche un pulito se togli volume dalla chitarra. Questo è a tutti gli effetti un secondo/terzo canale di un ampli in tutto e per tutto. Ok che te lo aspetti da un amp in a box, ma la differenza è nel Mojo, perché come abbiamo visto nel precedente paragrafo, il comportamento della rettificatrice è molto importante per avere quell’appeal sonoro tipico dei dischi anni 60-70, dove “loro” potevano permettersi di avere l’amplificatore oltre metà volume (cosa che oggi difficilmente riusciremmo a fare).
Il canale Hot, posso reputarlo personalmente anche “troppo”, un di più ulteriore, ma che fa parte della filosofia che Volta mette in pedali come il 1987 Pro. Nasce come il canale “a cannone” dell’amplificatore che tende a emulare.
Non è un suono particolarmente invasivo, cioè non è un lead vero e proprio, è un piccolo passo oltre quello che abbiamo definito “crunchettone” e che tende un pelo a ingolfare, ma senza risultare fuzzoso. Utile di sicuro per la solistica, aggiunge quel po’ di compressione e di attacco che può fare la differenza, ma per ritmiche o similari continuo a preferire il primo canale tenuto a livelli di gain e volumi alti, che permette di tenere un ventaglio sono praticamente come quello di un amplificatore.
Da qui parte un ragionamento doveroso, devo trattare questo pedale come se fosse un amplificatore da pedalboard o solo come un pedale a due canali?
Personalmente lo posso reputare utile abbinato direttamente a una IR con dei Greenback e direttamente sul mixer, avresti un setup estremamente minimale ma anche estremamente convincente Immagina di poter avere un ampli intero aggiungendo un clean booster (tipo lo sparkle drive mini di Tc Electronics). Con un Mooer Radar per caricare le IR avresti un amplificatore a due canali (pulito e distorto) crunchabile in qualsiasi momento attraverso un pedalino oppure andare direttamente in solo, il tutto nello spazio poco più grande di un Korg SDD 3000 a pedale, mica male come idea.
Reputo l’utilizzo “classico” su un amplificatore molto più che soddisfacente, il comportamento del primo canale tenuto per il collo, unito al Mojo, mi permette di avere quel suono drive molto “cranked” a volumi tutto sommato gestibili, ottimo per classic rock e blues rock.
Ovviamente, non sperate di ottenere dei suoni lead, non è assolutamente il suo scopo di utilizzo, è un pedale per il rock anni 60-70 e fa bene questo mestiere, cercare un suono da hard rock simil anni 80 sarebbe una follia, esistono tante altre soluzioni (anche dello stesso brand) che fanno questo lavoro in maniera egregia. Diciamo che al massimo potete aspirare a un lead alla Angus Young, non di più.
Vuoi sentirti Clapton in poco ingombro? Allora ok. Vuoi farci i Motley Crue? Non è il pedale che fa per te, per quello esiste il 1987, sempre dello stesso brand.
Per chi nasce questo tipo di pedale
Fare paragoni con il resto del mercato pedali risulterebbe abbastanza complicato e per certi versi inutilmente lungo, perché il mercato degli amp-in-a-box definirlo saturo sarebbe veramente una cosa fin troppo lapalissiana.
Ma volendo forse fare un paragone potrei azzardare quello con lo xotic BB preamp custom shop, che oggi non viene più nemmeno prodotto (e le cifre possono anche superare il costo del Jailbreaker) e che però non ha un secondo canale e non ha lo stesso numero di controlli.
Ma è veramente tutto qui il plus alla fine? Personalmente credo di no, essenzialmente il plus “vero” di queste tipi di realtà è quello di potersi interfacciare con chi costruisce e chiedere qualche aggiunta o qualche modifica, che può essere una cosa non indifferente, se si ha anche il tempo di mettersi lì a capire se è effettivamente necessaria una modifica o meno, o anche solo avere la possibilità di chiedere alcuni settaggi consigliati direttamente al costruttore.
Il Jailbreaker nasce per il blues-rocker, ma anche per chi ha un’esigenza molto specifica, per chi non ha necessità ulteriori se non di “quel suono lì” che è comunque distintivo per buona parte degli artisti degli anni 60 e 70.















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