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Pedali Sonicake: assaggiamoli!

Testiamo alcuni effetti a pedale di un'azienda che ha degli obiettivi piuttosto ambiziosi...

Sonicake è una startup con sede in Cina che produce effetti per chitarra e altri apparecchi audio. Ho ricevuto una loro email che mi invitava a scegliere liberamente dal loro catalogo on-line alcuni prodotti da testare e recensire.
Suonava un po’ come una sfida… e l’ho accolta di buon grado!

Nelle note introduttive del proprio sito ufficiale, la Sonicake si presenta come un gruppo di appassionati di musica che ha assunto l’impegno di produrre strumenti con rapporto qualità/prezzo senza precedenti, con l’obiettivo di diventare niente meno che il sito di shopping online numero uno al mondo nel settore degli strumenti musicali.
Infatti la loro ambiziosa dichiarazione d’intenti è: “amplificare la bellezza sonora di questo mondo selvaggio“.

Con questi presupposti altisonanti e lusinghieri, mi immergo nel catalogo di prodotti, per vedere se qualcosa in particolare attira la mia attenzione…

I pedali Sonicake sono suddivisi in diverse categorie, tra cui: la serie “Minilane“, una linea di stompbox in formato mini, pedali di espressione e Volume/Wah e la serie Sonicbar, una linea di multieffetti compatti e pratici, concepiti come una combinazione “chiavi in mano” di vari effetti a pedale. C’è anche un’interessante linea di accessori.

La serie Minilane offre molte soluzioni interessanti per aggiungere effetti economici e di ridotte dimensioni a pedaliere sovraffollate, a corto di spazio. 
Ho scelto il “Sonic Dub”: un modello base di loop station, con un solo interruttore a pedale e un controllo volume. Ho pensato di poter integrare un piccolo looper da tenere sempre “a portata di mano” nella mia pedaliera, per espandere le possibilità sonore in un live set. 

Parlando di espandere le possibilità sonore, la mia scelta successiva è il “Wave Crush”, un downsampler per effetti lo-fi. 
Quindi ho puntato sul “Vol-Wah”, che promette di combinare sonorità da Crybaby vintage a un pedale volume, in leggero formato da viaggio.

Infine, nella serie Sonicbar, sono stato attratto dal “Twiggy Blues“, presentato come un’avvincente soluzione “all-in-one” per i concerti di un musicista di blues o di rock’n’roll senza fronzoli.

Aspettavo ancora una risposta alla mia mail quando, con mia sorpresa, un pacco da Sonicake con tutto ciò che avevo chiesto è arrivato alla mia porta. 
È ora di raccogliere la sfida e mettere questi quattro pedali sul banco di prova! 

Unboxing e prova dei pedali

sonicake

Ogni mini-pedal è corredato da un foglietto illustrativo con le istruzioni fondamentali, un’ imbottitura protettiva ed una striscia di velcro 3M.

Il Sonic Dub è un pedale looper ridotto all’essenziale per una grande semplicità d’uso e dimensioni minime. È pensato per intrufolarsi in qualsiasi pedaliera, risparmiando spazio senza sacrificare la qualità del suono. Infatti, la sua frequenza di campionamento audio ad alta risoluzione garantisce una perdita di qualità percepita davvero minima. 

Nonostante le dimensioni ridotte, il Sonic Dub è in grado di fare tutto ciò che ci si può attendere da un looper per un uso diretto “live”… e anche di più. 

sonicake sonic dub

Con il suo singolo footswitch si può avviare la registrazione e creare una base in loop, sovrapporre un numero virtualmente infinito di tracce, annullare e ripetere l’ ultima traccia sovraincisa (undo e redo) e interrompere la riproduzione, con un doppio click. 
La singola manopola controlla il volume di riproduzione del loop. 

Sebbene questo pedale sia decisamente più indicato a questo tipo di utilizzo “in diretta”, rapido ed immediato, ha anche 3 banchi di memoria, ciascuno con una capacità massima di ben 12 minuti di riproduzione audio; il che supera di gran lunga le esigenze di un semplice utilizzo “live”.

sonicake sonic dub

Infatti il Sonic Dub dispone anche di una porta USB con cavo in dotazione. Ciò permette di importare tracce di accompagnamento preregistrate o caricare clip audio per arricchire la performance con contributi sonori (rumoristica, parlato, etc.).

Naturalmente la porta USB permette anche di esportare i loop creati con il pedale e salvarli su computer.

sonicake wavecrush

Il secondo pedale preso in esame è il Wave Crush. Questa piccola stompbox dispone di 3 modalità commutabili: la posizione centrale del micro-switch è la posizione predefinita: il pedale funziona come un semplice downsampler digitale. Ciò significa che riduce deliberatamente la frequenza di campionamento e la risoluzione in bit.

In questa modalità è possibile creare suoni retrò da elettronica digitale anni ’80 e altri effetti lo-fi. Le altre 2 posizioni dell’interruttore sono chiamate “Radio” e “Gramo”. Con un po’ di licenza creativa, sono rispettivamente interpretate come effetti di radio fuori sintonia e distorsioni e rumore di fondo di un grammofono.

Dunque, la maggior parte degli stompbox lotta strenuamente per offrire un’elevata qualità sonora e preservare l’equilibrio timbrico originale dello strumento; al contrario, il Sonicake Wave Crush è fatto per degradare deliberatamente il timbro della chitarra e stravolgerlo in modo radicale.

Qual è quindi il senso di questo effetto? Come qualsiasi altro strumento che segue percorsi insoliti, il Wave Crush stimola la creatività artistica: occorre pensarlo quasi come se fosse uno strumento a sé stante. 
Nel filmato in allegato suggerisco questo tipo di approccio usando l’audio di un discorso storico caricato sul Sonic Dub. 

sonicake vol/wah

Qual è, in genere, il pedale di gran lunga più ingombrante e pesante della pedaliera? Certamente, il wah wah!
Dunque, se ne fai un uso moderato, o magari lo usi occasionalmente soltanto per un paio di brani in scaletta, il suo peso e il suo ingombro risulteranno decisamente sproporzionati nell’economia del setup.
Di conseguenza, potresti essere tentato dall’idea di ridimensionarlo e valutare un’alternativa più pratica all’ingombrante pedale tradizionale stile Vox. Allora il Sonicake Vol/Wah potrebbe essere quello che stai cercando.

Il Vol/Wah fa ciò che promette: questo pedalino completamente analogico, crea effettivamente credibili sonorità da wah vintage, con l’aggiunta di un pedale volume fluido e reattivo. 
Il tutto è contenuto in soli 14 Cm di lunghezza, con un involucro di plastica rigida che coniuga un peso ridotto a una costruzione solida. Lo switch commuta dalla modalità wah alla modalità volume pedal: due lucine a led indicano lo stato di funzionamento. 

Due aspetti potrebbero essere migliorati. Il primo è che il pedale non ha una vera e propria modalità di bypass: infatti anche in modalità volume il pedale opera attraverso un circuito attivo che esercita un’influenza non trascurabile sulla dinamica del segnale.
Questa influenza è sensibile anche quando il pedale è completamente abbassato verso la punta per erogare il massimo volume di uscita.

Il secondo inconveniente è che in modalità wah il livello di uscita è tarato un po’ troppo alto: attivando il wah si ottiene un notevole incremento di volume.

Detto questo, il Sonicake Vol/Wah offre un ottimo rapporto qualità/prezzo: porta i tradizionali suoni di un wah in formato da viaggio, con la comoda aggiunta di un pedale volume funzionale. 

sonicake vol/wah

I multieffetti

Hai ricevuto un invito a partecipare ad una jam? Sei veramente tentato di andarci ma un pensiero ti trattiene: preparare la strumentazione e trasportare amplificatore e pedaliera, magari per suonare soltanto due o tre brani. L’alternativa è viaggiare più leggeri e affidarsi agli strumenti che troverai sul posto, rischiando di ritrovarti a disagio e suonare con un pessimo suono. 

Sonicake offre una soluzione per questo genere di situazioni: la serie Sonicbar, è una linea di 5 multieffetti economici e molto compatti, ognuno dei quali offre una comoda combinazione di 4 effetti a pedale, accuratamente selezionati per un particolare genere musicale.

C’è il modello “Rockstage” per il classic rock, il “Twiggy Blues” per blues e rock’n’roll, il “Black Hammer” per il metal e poi abbiamo il “Sonic Wood” per chitarra acustica e il “Boom Avenue” dedicato al basso.
Su ogni modello, vi sono i 4 effetti più utili ad un determinato stile musicale e un simulatore di cabinet integrato, per collegarsi direttamente all’interfaccia audio o all’impianto di amplificazione.

Il tutto è racchiuso in un robusto involucro metallico lungo solo 26 centimetri; entra comodamente nella tasca di una gig bag. I multieffetti Sonicbar funzionano con un alimentatore convenzionale da 9V, addirittura fornito in dotazione con ogni modello. 

Sonicake twiggy blues

Ho scelto di testare il modello Twiggy Blues, presentato come una soluzione “all-inclusive” per il musicista blues-rock’n’roll.
Per primo nella catena dei 4 effetti troviamo il compressore. È descritto come “segreto”, il che mi ricorda il Chase Tone “Secret Preamp”, ma non potrei dire se ci sia davvero una connessione. 
Trovo spesso i compressori un po’ troppo invadenti per le dinamiche blues, ma devo ammettere che un uso moderato di queste due manopoline ingrossa il timbro in modo piacevole.

A seguire troviamo la parte centrale del Twiggy Blues, la sezione overdrive, denominata “Blues“.  Il circuito è ispirato ad overdrive analogici classici come l’Ibanez Tube Screamer e il Boss Blues Driver. In questo caso otteniamo un minore risalto della gamma media e una piacevole accentuazione delle frequenze medio-alte.

Il risultato è una convincente emulazione di distorsione valvolare, specialmente in combinazione con il compressore. La Sonicake usa toni ben più celebrativi descrivendola come: “suono di amplificatore Dumble a meno di 90 Euro“.

Il passo successivo è il Delay, denominato “Slapback“.  La descrizione delle istruzioni dice “con carattere analogico”, il che significa che è digitale, ma in effetti bisogna riconoscere che ha quasi il calore di un Delay “old school”.

Gli effetti slapback-echo sono efficaci e, come dimostrato in video, le ripetizioni sono corpose e morbide. La catena degli effetti è chiusa dal Reverb, denominato “Air”. La sua singola manopola consente di spaziare tra il suono di ambiente di una piccola stanza e l’acustica di una grande sala. 

Il bundle è completato da un simulatore di cabinet. Con questo interruttore attivato è possibile collegare l’uscita direttamente al mixer o all’impianto di amplificazione generale o alla scheda audio e smussare le frequenze indesiderate.

Ovviamente il Twiggy Blues da 26 centimetri/90 Euro o qualsiasi altra Sonicbar di Sonicake, non è pensato per sostituire la nostra complessa e costosa strumentazione al completo.
Tuttavia, è interessante notare che sono riuscito ad ottenere una resa soddisfacente del mio suono abituale, addirittura anche collegando la chitarra direttamente all’impianto attraverso il Cabinet Simulator. Ciò significa che il Twiggy Blues è un’ottima soluzione per una breve esibizione ad una jam session, per un breve set con cambi palco frettolosi, per la partecipazione ad un programma radio, uno showcase o per suonare in casa o numerose altre applicazioni analoghe.

Il Twiggy Blues può essere un perfetto compagno di viaggio, soprattutto in aereo, e un’utile ruota di scorta in tour. Inoltre, non riesco ad immaginare un punto di partenza migliore per principianti e chitarristi con un budget limitato. Multieffetti simili sono prodotti anche da Valeton e Tech 21, che produce il “Fly Rig”, più sofisticato e costoso.

In conclusione: i pedali Sonicake hanno decisamente un rapporto qualità/prezzo vantaggioso e vale la pena provarli, soprattutto se vuoi sperimentare qualche effetto nuovo senza svuotare il salvadanaio.
Inoltre consiglio vivamente la serie “Sonicbar” per una soluzione portatile ed economica “all-inclusive”.

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