HomeStrumentiChitarra - Test & DemoL’anima “analogica” del delay Strymon Timeline
Strymon Timeline

L’anima “analogica” del delay Strymon Timeline

Un delay così completo, seppur digitale, non si scorda certo dei suoni più vintage...

Cominciamo quindi dalla coppia di algoritmi più classici del mondo della chitarra, ovvero la simulazione di Tape e di Delay analogico, come si comporta il Timeline?
Stiamo parlando di due capisaldi del mondo analogico portati nel mondo del digitale, ovvero:

  • dBucket
  • dTape 

Il primo corrisponde a un delay analogico puro, infatti il  bucket brigade (BBD) è una linea di ritardo analogica a tempo discreto (ovvero non estremamente lunga), sviluppata nel 1969.
Esso è composto in una serie di sezioni di capacità da 0 fino a un numero N, il segnale analogico memorizzato viene spostato lungo la linea dei condensatori, un passo ad ogni ciclo di clock. Il nome deriva dall’analogia con il termine brigata del secchio, usato per indicare una fila di persone che passano secchi d’acqua.

Il secondo, come tutti sappiamo o possiamo evincere facilmente, è la simulazione di un echo a nastro degli anni ’60-’70, che ormai abbiamo assorbito come “standard” in moltissime macchine non solo di questi ultimi anni, ma anche stompbox e multieffetto più datati.

Come nel Mobius, tutti gli algoritmi hanno dei parametri modificabili e controllabili attraverso le manopole in questo caso di:

  • Grit
  • Filter
  • Speed
  • Depth

Vediamo quindi più nel dettaglio come vengono gestiti.

Parametro 1 – Range: varia la quantità di circuiti della bucket brigade attraversati dal segnale ritardato. Single è essenzialmente un “chip” della bucket brigade da 4096 stadi, mentre Double è equivalente a due “chip” della bucket brigade da 4096 stadi messi in serie.

Grit – In dBucket, la manopola grit assume la funzione di BUCKET LOSS. Questo controlla la quantità di perdita di “chip” della bucket brigade in ogni fase dell’algoritmo dBucket, da nessuna perdita al minimo del valore del potenziometro, alla perdita rumorosa e completa al massimo del valore del potenziometro. 

Grit – In dTape, la manopola GRIT assume la funzione di TAPE BIAS. Questo controllo regola la polarizzazione della macchina a nastro, da sotto-polarizzata a eccessivamente polarizzata. Bias imposta la gamma dinamica e l’headroom del segnale di delay. Livelli di bias più elevati determinano un volume dell’eco ridotto e una headroom limitata. Impostazioni di bias più basse producono gli echi più puliti con il maggior margine di sicurezza. Per una macchina a nastro polarizzata in modo ottimale impostata alle 9:00. Per una macchina a nastro sotto polarizzata con risposta in frequenza extra alta impostata al minimo.

Filter – In dBucket, il controllo del filtro rende le ripetizioni più scure o più luminose a seconda delle preferenze. 12:00 è un’impostazione del filtro neutro. Ruotando il filtro in senso orario le ripetizioni diventano più scure e diventeranno progressivamente più scure ad ogni ripetizione. Aumentando la perdita del secchio si scuriranno ulteriormente le ripetizioni. La rotazione del filtro in senso antiorario rende le ripetizioni più luminose applicando un equalizzatore “post” high shelf al segnale wet.

Filter – In dTape, la manopola del filtro assume la funzione di TAPE AGE. Questo controlla la larghezza di banda del nastro proprio come cambierebbe nel tempo in una tradizionale macchina per il ritardo del nastro. Man mano che i nastri normali si consumano, la loro larghezza di banda diventa limitata. Il controllo TAPE AGE ricrea questo. Impostare al minimo per un nastro fresco e completo di larghezza di banda. Quando la manopola viene ruotata in senso orario, il nastro diventerà progressivamente più scuro.

Speed – In dTape, la manopola speed assume la funzione di TAPE CRINKLE. Questo controllo regola la quantità e la gravità delle irregolarità del nastro, inclusi attrito, pieghe, giunzioni e contaminanti, le caratteristiche del Crinkle seguono la velocità del nastro. 

Depth – In dTape, la manopola depth assume la funzione di WOW & FLUTTER. Questo controllo varia la quantità di fluttuazioni della velocità del nastro legate meccanicamente. Ciò si traduce anche in una modulazione naturale in stile tape machine. Ruotare la manopola completamente in senso antiorario permette un suono perfettamente intonato, pulito e regolare, girando la manopola completamente in senso orario si può ascoltare il suono di un nastro che necessita di manutenzione. 

Entrambe le simulazioni cercano di dare la più ampia fetta di suoni ottenibili, ma in maniera molto macroscopica, possiamo cercare di associare il suono di un Electro Harmonix Memory Man per quanto riguarda il dBucket e il sempreverde Binson Echorec per quanto riguarda il dTape.

Giocando con i controlli però è possibile ottenere le sfumature ben diverse dal solo Memory Man, si può arrivare senza problemi al suono del Carbon Copy di MXR oppure a quello del T-Rex Replica, certo parlare di suono identico è un azzardo, ma come sempre parliamo di suoni ottenibili da una macchina che fa più di una sola emulazione per volta.

Stesso discorso vale per il dTape che non accosterei come suoni al Roland Space Echo (avendo provato quello vero, sento che manca una fetta timbrica importante), ma si può avvicinare a quello di un Echolette Ng51 (provato dal vivo anche quello, la sensazione di “mancanza” è stata meno pesante).

Ovviamente, entrambi questo algoritmi, come anche sul Timefactor di Eventide, coprono un arco cronologico di circa un trentennio dagli anni ’60 fino ai ’90 (nonostante durante gli anni ’80 si sia cominciato a fare un largo uso di ritardi digitali in formato stompbox e rack) per quasi qualsiasi genere musicali, dal rock al pop fino anche al jazz (sul blues faccio un appunto, molti usano il riverbero mentre altri no, l’uso del delay nel blues moderno è comunque una “normalità”, quindi dipende dal gusto della persona).

Sono entrambi due algoritmi necessari per il Classic Rock e per tutte le loro derivazioni venute fuori nel corso degli anni, è molto probabile che solo con questi due algoritmi (salvo qualche eccezione) possiate coprire il 50 o 60% dei vostri suoni.

Dopodiché si passerà a parlare di suoni più moderni, ma non è ancora questo il momento, ci vediamo alla prossima puntata.

>>> VAI ALL’INDICE DELLE PUNTATE <<<