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Hughes & Kettner ampman

Ampman, un amplificatore che si crede pedaliera

C'è un settore di mercato negli strumenti musicali oramai molto florido, quello dell'amplificazione in formato pedale. Hughes & Kettner ha un ruolo da leader in questo e presenta ora il suo nuovo Ampman.

Molto tempo fa, quando si parlava di “Amp in a Box”, si faceva quasi sempre riferimento a tipologie di prodotti che “davano l’impressione” di portarsi un amplificatore in formato ridotto.
Oggi con le possibilità costruttive analogiche e digitali moderne, possiamo trovare sul mercato interi sistemi di amplificazione dal form factor di uno o due pedali “tipo Boss”.

Uno degli ultimi esempi è quello portato dalla casa teutonica Hughes & Kettner, che dopo la sua pedaliera della serie Spirit, mette sul mercato l’Ampman.

Dimensioni da piccola pedaliera 

L’intero Ampman più o meno è grande quanto un Eventide della serie factor e un pedale Boss affiancati (250 x 52 x 153 mm), che è un paragone abbastanza maccheronico ma che può rendere l’idea.
Riesce a trovare posto in una pedaliera anche se si vuole creare un sistema “all in one” con qualche accorgimento, il peso non è estremo (2 kg) e lo rende facilmente trasportabile.

Molto difficile pretendere dimensioni minori per una macchina che non ha nulla di digitale e che offre una serie di opzioni molto nutrita.

Hughes & Kettner Ampman

Full Optional 

Possiamo decisamente affermare che i progettisti H&K non hanno far voluto mancare niente all’Ampman, parliamo infatti di una amp a pedale a due canali, un controllo di boost, una mandata effetti richiamabile da footswitch, una Red Box (il simulatore di cassa storico di Hughes & Kettner), un’uscita con finale da 25 watt su 8 Ohm.

Analizziamo con ordine il pannello posteriore, dato che abbiamo:

  1. Ingresso per la chitarra
  2. Noise gate regolabile (generale per tutta la macchina)
  3. Send & Return della mandata effetti
  4. Tasto di accensione e spegnimento della Red Box
  5. Selettore per ingressi microfonico o di linea
  6. Uscita della Red Box
  7. Selettore del cabinet
  8. Volume dell’uscita cuffia
  9. Uscita cuffia
  10. Aux in per le basi
  11. Tasto di accensione
  12. AES per il risparmio energetico
  13. Uscita del finale verso la cassa (25 watt in 8Ohm)
Hughes & Kettner Ampman

Per quanto riguarda la sezione controlli:

  1. Gain
  2. Tone
  3. Resonance
  4. Sagging
  5. Presence
  6. Volume
  7. Master Volume
  8. Solo volume
Hughes & Kettner Ampman

Come suddetto, i canali sono due, con equalizzazione e volume indipendenti: un pulito e un lead.
Ma andiamo con ordine a capire cosa fanno i controlli di equalizzazione, che necessitano almeno di una lettura nel libretto di istruzioni, perché a un primo sguardo possono dire poco o addirittura nulla:

  • Resonance – Gestisce la risonanza tra amplificatore e cabinet e per avere un suono finale più “grosso” e “spesso”; se messo nel mezzo è neutro.
  • Sagging – Regolazione della saturazione da gestire insieme al gain e al tone (ricalca quella saturazione dello stadio finale di solito descritta come l’amp che si “imballa” e crea quella sensazione di piacevole compressione dirty sull’attacco delle note, NdR).
  • Presence – Permette di gestire la brillantezza e la quantità di armoniche percepite.

Non è una cosa molto “comune” trovare questo tipo di controlli, rispetto ai classici bassi/medi/alti di un amplificatore e che si trovano su qualsiasi altro dispositivo sul mercato.

L’AES è il sistema, imposto per legge europea, di risparmio energetico: questo sistema (che può essere spento in qualsiasi momento attraverso l’apposito tasto) spegne automaticamente la macchina se non riceve nessun input audio per un’ora e mezza, ovviamente il conteggio viene azzerato non appena arriva un segnale in ingresso.

Il Noise Gate è un riduttore del rumore di fondo, che permette di scegliere la soglia di attivazione del circuito. In tal modo possiamo controllare eventuali rumori di fondo fastidiosi, però può compromettere la dinamica se usato in dosi eccessive.

Hughes & Kettner Ampman

Per quanto riguarda invece il sistema di  di simulazione proprietario di Hughes & Kettner, abbiamo una serie di timbriche così suddivise:

  1. 1×12 Modern Thiele Port
  2. 2×12 Modern Front Port
  3. 2×12 Vintage Open Back
  4. 4×10 Alnico Open Back
  5. 4×12 Vintage
  6. 4×12 British
  7. 4×12 Modern
  8. 4×12 American 

Unico neo – ma forse per alcuni può essere un vantaggio – non si può modificare nulla dei parametri della simulazione. Questo li rende di utilizzo più immediato, anche se ovviamente i più smanettoni avrebbero preferito qualcosa in più.

È ben pensata la disposizione dei footswitch e dei vari potenziometri, l’unico che potrebbe causare una lieve difficoltà è quello del “solo” che, a livello di lettura è lievemente meno intuitivo, ma è una cosa che si risolve dopo il primo quarto d’ora di utilizzo…

Hughes & Kettner Ampman

Forse per alcuni il il sistema di equalizzazione potrà sembrare particolare, che è l’unica reale nuova abitudine forzata di questo dispositivo, ma per il resto la dotazione è completa e per alcuni aspetti anche ben oltre le necessità di moltissimi musicisti.

Due versioni per due decadi diverse 

L’Ampman viene venduto in due versioni, una è la Classic (quella grigio canna di fucile) e una Modern (quella grigio antracite).

La differenza, ovvia, è nel suono dei canali presenti su entrambe le macchine: nell’Ampman Classic abbiamo una coppia di canali più vintage oriented e per suoni che vanno dal rock anni ‘60-’70, fino all’hard rock anni ‘80, mentre il Modern copre quelle decadi che vanno da fine anni ‘80 al nuovo millennio.

Il resto della dotazione è identica, sia per quanto riguarda i controlli che per quanto riguarda le simulazioni.

Come suona l’H&K Ampman

Andiamo al succo della questione, abbiamo in pratica quattro canali che possiamo utilizzare (i due canali principali a cui si aggiungono i boost) che permettono una serie di opzioni che definire indifferente sarebbe una menzogna spudorata.

Non sono dei canali che “derivano” da altri già noti, prendono a piene mani dalla tradizione di Hughes & Kettner, qualche utilizzatore “storico” potrà ritrovare dei suoni familiari, ma andiamo nel dettaglio…

  • Ampman Classic Clean Channel – L’idea di fondo è molto British, però non è un canale estremamente “cattivo” nemmeno andando su di gain (senza boost attivato) ed è alquanto “sparkling”, molto aperto e con delle alte a fuoco ma non fastidiose. Il meglio lo dà con il controllo di sagging bello spinto che ti permette di avere quel suono tipico dell’amplificatore sulla soglia dell’edge.
  • Ampman Classic Lead Channel – L’idea di fondo è quella di un Marshall Sound ma con più cattiveria, è un canale che ha molto poco di “pulito” e che va gestito con un pizzico di cura in più, perchè altrimenti si rischia di ottenere un suono sgradevole. Bisogna essere attenti a giocare con il tono per non essere troppo scuri e non esagerare con il controllo di sagging altrimenti si rischia di ottenere un suono non intelligibile, che causerà solo danni al mix finale del vostro gruppo/progetto. Se ben gestito, si arriva a ottenere suoni fino all’hard rock, ma non aspettatevi onde quadre da metallari, non è quel tipo di sound, con il boost sempre attivo e il gain a poco più della metà è secondo me il suo sweet spot.
  • Ampman Modern Clean Channel – Suono molto più flat di quello del Classic, ha un timbro che ricorda quei tipi di clean da testata high gain attuale, quindi molto chirurgico e con un pochino di “carattere” in meno, ma molto utilizzabile con effetti di ambiente e modulazioni. Se dovessimo fare un riferimento storiografico, anche se andiamo a parlare quasi di un esatto opposto, ricorda quei suoni della prima era dei transistor, che per molti versi hanno fatto comunque la storia della chitarra (più per i generi metal oriented).
  • Ampman Modern Lead Channel – Canale molto “estremo” dal punto di vista sonoro, ha già di per sé un gain molto importante e se si tende ad aggiungerne ulteriormente si rischia di avere un suono quasi fuzzoso. Strizza non poco l’occhio ai metallari ma non ai suoni tipici del Djent, non la reputo una macchina per fare quel tipo di genere, ma è molto indicata per l’Alternative Metal o per quelle sonorità che, per certi versi, ricordano la distorsione di un Orange.

Il Classic riesce, quindi, a sopperire le richieste del chitarrista che vive di classic rock, arriva fino all’hard rock ma oltre non è assolutamente il suo campo.
Per generi più estremi il Modern riesce a sopperire le richieste del metallaro classico senza problema alcuno. Con nessuno dei due ci vedrei dei suoni attinenti al jazz, forse qualcosa di fusion moderna.

Circuito di Boost 

Il controllo di boost avviene prima del circuito di amplificazione, quindi si ottiene più gain in entrata, ed è un valore fisso, riesce a rimanere abbastanza intelligibile e non snatura in maniera troppo esacerbante il suono finale.
Possiamo dire che non tende a eccedere in termini di compressione, non ingolfa particolarmente il suono distorto e permette di avvicinarsi meglio alla soglia di edge per quanto riguarda i suoni puliti.

Circuito di Solo

Il potenziometro rosso, come abbiamo detto prima, controlla il livello di “Solo”, ovvero di un ulteriore booster di volume che possiamo utilizzare per uscire dal mix, non di tantissimo, ma quanto basta per uscire in maniera chirurgica. Non ho notato particolari enfatizzazioni di frequenze, ma facciamo un test per gradi.

Hughes & Kettner Ampman

Collegando la mia Fender Lonestar con pickup Bertozzi, ho impostato circa un valore di solo pari a +2, poi +4 e infine a un +6 per poter avere un idea di cosa succede: la risposta è lineare e senza nessuna correzione aggiunta, fa il suo dovere senza colpo ferire, riuscendo a mantenere intatto il carattere e la dinamica dello strumento.

Due parole sul finale di potenza

Il finale di potenza integrato genera 25 watt su 8 Ohm, ma che diventano 50 wattsu 4 Ohm e 12,5 watt su 16 Ohm.
Ora, il finale è abbastanza lineare e fa il suo dovere senza fare giri di giostra incredibili, però è un plus che va molto oltre le necessità, forse è una di quelle cose di cui si potrebbe fare a meno per via della portabilità stessa del prodotto.
Garantisce un bel volume ma non so fino a che punto mi porterei anche una cassa insieme all’Ampman, mi viene da immaginare una situazione senza un impianto voce.

Possiamo espanderlo? 

Una delle limitazioni più evidenti è la mancanza di un IR Loader integrato, logicamente Hughes & Kettner ha deciso di implementare la sua tecnologia proprietaria (Red Box), ma questo non vuol dire che dobbiamo rimanere nel contesto delle sue simulazioni.

Disabilitando, infatti, la Red Box (basta metterla su Off) possiamo collegarla a un qualsiasi IR Loader esterno, seguendo quindi la catena come segue:

Chitarra -> Ampman (Uscita della red box disattivata) -> IR Loader

Nulla di troppo complicato, se qualcuno ha delle IR preferite e ci tiene a utilizzarle, non mi viene in mente nessun altro modo (e non credo nemmeno sia possibile) per poterle utilizzare con questa macchina.

Hughes & Kettner Ampman

Lo street price è competitivo?

Per 350 euro ci portiamo a casa un prodotto completo per le situazioni più disparate, ma soprattutto che sarebbe estremamente difficile da ricreare in moduli separati, contando che ci servirebbe:

  • Un preamplificatore o un modulo di amplificazione completo
  • Almeno un overdrive per il secondo canale
  • Un pedale booster
  • Un mixer a pedale per la mandata effetti
  • Un finale a pedale per gestire una cassa (se non si ha un amplificatore a pedale intero)
  • Una Red Box

Sommando il tutto sia in termini logistici che di costi, penso che si superano facilmente le 600/700 euro (scontando i vari cavi,una borsa + pedalboard dove stivare il tutto e un alimentatore multiplo).

Quindi, possiamo definirlo come un prodotto relativamente economico, perché permette di essere autonomo al costo di una piccola testata (anche valvolare, ma di quelle da 5 watt con pochissimi controlli e senza alcun tipo di optional).

In conclusione, per chi nasce l’Ampman?

Possiamo definirlo senza troppi giri di parole un prodotto perfetto per la fascia media dei chitarristi, riesce a sopperire più che ottimamente le necessità dei musicisti subito dopo le prime esperienze e per chi, anche a più alto livello, suona spesso in giro.

Hai bisogno di studiare e non hai spazio in casa? Attacchi cuffie e aux e vai.
Suoni in una situazione dagli spazi striminziti? Due pedali, Ampman e vai nell’impianto.
Non vuoi rinunciare alla cassa? Hai il finale. 
Non ti piacciono le simulazioni? Stacchi la redbox e metti un IR Loader.
Non vuoi più usare l’amplificatore? Lo metti in pedaliera.

Possiamo definirla una bella interpretazione del suono prêt-à-porter senza finire nel mondo digitale, che è facile da usare e completo per tutte le esigenze di base per chi suona live.

Hughes & Kettner è un marchio distribuito da Backline.

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