In sintesi. La Gibson Les Paul Custom è uno dei simboli del chitarrista solista, oggi diffusissima nei generi più heavy. Nata negli anni Cinquanta come la chitarra più elegante del catalogo Gibson, debuttò con i pickup P90 prima di accogliere gli humbucker. Il suo suono scuro e compatto nasce dall’uso del mogano e della tastiera in ebano. Ne parla l’esperto Davide Tomassone, con Moreno Viglione alla chitarra.
La Les Paul Custom è forse uno dei simboli del chitarrista “protagonista”, di quello che sfodera quell’assolo fulminante e intenso in grado di oscurare il resto della band, che si tratti di un guitar hero di ieri o anche moderno e impegnato in generi più heavy, in cui la Custom è spesso largamente impiegata da decenni.
Un vero e proprio simbolo nel mondo hard rock, un po’ grazie al suo look, un po’ anche per queste sonorità lievemente più scure e compatte, dall’attacco netto, merito del totale uso del mogano e dell’ebano della tastiera.
Nata elegante, diventata icona del rock
Attenzione però, la Custom non è nata certo per jeans strappati, borchie e corna agitate in aria, tutt’altro, fu concepita negli anni ’50 per essere la chitarra più elegante del catalogo, cucendogli addosso un vero e proprio abito da sera, molto adatta ai completi altrettanto eleganti dei musicisti delle big band.
In quella veste venne alla luce con i pickup P90, per poi ovviamente accogliere anch’essa i neonati humbucker.
La scelta dei legni: mogano ed ebano
Come dicevamo, la più grande differenza sta nella scelta dei legni, che abbandonarono i bilanciamenti mogano/acero per seguire altre fortunate strade.
Di questo come sempre ci parla l’esperto Davide Tomassone e, come già sapete, sentiremo alcune riedizioni recenti in azione grazie alle mani di Moreno Viglione.
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Dal P90 all’humbucker: l’evoluzione del suono
Alla sua nascita la Les Paul Custom montava i pickup single coil P90, capaci di un suono brillante e mordente che ben si adattava al jazz e alla musica da big band dell’epoca. Con l’arrivo degli humbucker, verso la fine degli anni Cinquanta, lo strumento cambiò carattere: il nuovo pickup eliminava il ronzio tipico dei single coil e offriva un suono piu’ pieno, caldo e potente, perfetto per gli amplificatori spinti del rock.
È anche grazie a questa combinazione, mogano massiccio e humbucker, che la Custom è diventata negli anni una delle chitarre piu’ amate dai chitarristi hard rock e metal. Il suo attacco netto e la sua compattezza timbrica la rendono ideale per assoli incisivi e riff potenti, mantenendo però quel tocco di eleganza che l’ha sempre distinta dagli altri modelli del catalogo.
Perché la Custom resta un riferimento
Pochi strumenti riescono a unire estetica e funzionalità come la Les Paul Custom. La finitura lucida, i bordi in binding multiplo e l’hardware dorato la rendono immediatamente riconoscibile, mentre la costruzione in mogano garantisce sustain e corposità. È una chitarra che si fa notare sia sul palco sia all’ascolto, e che continua a essere prodotta in numerose varianti e riedizioni.
Per chi vuole capire davvero come suona e da cosa dipende il suo carattere, niente è piu’ utile che ascoltarla in azione. Nel video allegato, l’esperto Davide Tomassone illustra le caratteristiche della Custom e alcune riedizioni recenti vengono provate dalle mani di Moreno Viglione, per cogliere le differenze rispetto agli altri modelli Les Paul.
Per chi ha fretta: 5 cose da sapere sulla Les Paul Custom
È una delle Les Paul più ambite di sempre, simbolo del chitarrista solista e oggi molto diffusa nei generi heavy.
Fu concepita negli anni Cinquanta come la chitarra più elegante del catalogo Gibson, adatta ai musicisti delle big band.
Alla nascita aveva i pickup P90, per poi accogliere anche i neonati humbucker che ne hanno definito il suono moderno.
Sonorità scure e compatte, dall’attacco netto, merito dell’uso del mogano e della tastiera in ebano.
Ne parla l’esperto Davide Tomassone, mentre alcune riedizioni recenti vengono provate dalle mani di Moreno Viglione.
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