Chi studia chitarra da qualche anno conosce bene la sensazione: i box della pentatonica imparati a memoria, le solite diteggiature che tornano sempre uguali e la fatica di far uscire dalle mani quello che si ha in testa.
È proprio da qui che parte FretFlow, una nuova app per lo studio della chitarra nata in Campania dall’incontro tra un docente e turnista, Carmine Santimone, e un informatico chitarrista, Luigi Serra.
L’obiettivo dichiarato è ambizioso: riunire in un’unica applicazione studio della tastiera, armonia, lettura, tecnica ed ear training, evitando a chi studia di dover saltare continuamente da un’app all’altra o districarsi tra fogli e schemi sparsi.

Chi c’è dietro
FretFlow, almeno nelle intenzioni, non è la solita app sviluppata a tavolino. Da una parte c’è Carmine Santimone, docente di chitarra e turnista, laureato in Chitarra Classica e in Chitarra Pop/Rock al Conservatorio “G. Martucci” di Salerno, che ha messo a frutto l’esperienza maturata tra aula e palco per individuare le esigenze concrete di chi studia.
Dall’altra c’è Luigi Serra, informatico formatosi all’Università di Salerno e chitarrista a sua volta, che ha tradotto questa impostazione didattica in una piattaforma software.
Insomma, un progetto pensato da chitarristi per chitarristi, come sottolineano gli stessi sviluppatori, e interamente campano dalla progettazione alla scrittura del codice.
FretFlow è a tutti gli effetti una startup e il team lavora al progetto ormai da circa un anno.
Cosa fa: tastiera, scale e armonia
Il cuore dell’app è lo studio della tastiera. Si parte dai box di scale e modi lungo tutto il manico per arrivare a intervalli, triadi e quadriadi, con la possibilità di affrontare la stessa scala secondo modalità differenti.

L’esempio scelto dagli sviluppatori rende bene l’idea: la minore melodica per intervalli di quarta, in salita, in discesa o alternata, oppure le pentatoniche suonate attraverso specifici raggruppamenti ritmici, il tutto configurabile in pochi passaggi.
Sul fronte armonico, FretFlow permette di armonizzare le scale utilizzando tutti i rivolti, lavorare sui voicing drop 2 e drop 3 ed esplorare nuove posizioni ed estensioni: proprio quel tipo di lavoro sulla tastiera che, sui libri, può richiedere pagine e pagine di schemi.
Studio organizzato, spartito, tecnica ed ear training
Uno degli aspetti più interessanti, almeno sulla carta, riguarda l’organizzazione dello studio. I moduli didattici tengono traccia dei progressi e del tempo dedicato a ogni argomento, permettendo di sapere con precisione quante ore sono state impiegate, per esempio, sulle triadi della scala maggiore e di riequilibrare di conseguenza la routine sui punti più deboli.
Tutto ciò che compare sul manico viene trascritto in tempo reale anche sullo spartito e, con un clic, esercizi e schede possono essere condivisi con allievi, colleghi o insegnanti: una funzione particolarmente utile anche in ambito didattico.

Non mancano una sezione dedicata alla tecnica, pensata per lavorare sulla sincronizzazione tra le due mani, e un sistema di ear training per il riconoscimento di note, intervalli, scale, triadi e accordi.
Completano il pacchetto un metronomo integrato per lavorare sulle suddivisioni, suoni personalizzabili che spaziano dalla chitarra classica all’acustica, dall’elettrica pulita o distorta fino al basso a quattro o cinque corde, un layout configurabile e un’interfaccia disponibile sia in italiano sia in inglese.

Disponibilità e prossimi sviluppi
FretFlow viene presentata come un’app in continuo sviluppo: il team dichiara di lavorare quotidianamente agli aggiornamenti e annuncia l’arrivo di nuove funzioni, senza però entrare per il momento nei dettagli.
Nel frattempo l’app è già utilizzata sul campo: secondo quanto riferito dal team, alcuni docenti e allievi del Conservatorio di Salerno la stanno impiegando con risultati positivi.
Gli sviluppatori stanno inoltre raccogliendo i suggerimenti di chi utilizza l’app, con l’obiettivo di orientare anche i prossimi aggiornamenti sulla base delle esigenze emerse durante l’utilizzo.
La nostra lettura
Di app per studiare la chitarra ce ne sono a decine e molte si concentrano su un solo aspetto: chi sulla tastiera, chi sull’ear training, chi sugli accordi.
La scommessa di FretFlow è riunire questi strumenti sotto lo stesso tetto, con un’impostazione più vicina alla didattica musicale che al videogioco. La presenza di un insegnante nella progettazione emerge già dal tipo di esercizi proposti: quarte sulla minore melodica, drop 2 e drop 3 e raggruppamenti ritmici sulle pentatoniche sono argomenti che vanno ben oltre le esigenze di chi ha appena iniziato a suonare.
Per formulare un giudizio completo sarà naturalmente necessario utilizzare l’app con continuità e valutarne il funzionamento nel lungo periodo. Per ora, FretFlow appare come un progetto italiano che prova a concentrare in un’unica piattaforma strumenti didattici normalmente distribuiti tra applicazioni e metodi differenti.












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