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Chitarre d’epoca, collezioni rare e storia del suono al Guitar Show 2026

Al Guitar Show 2026 di Bologna, l'area vintage curata da Vintage Authority raduna collezionisti, rivenditori e artigiani con i loro strumenti d'epoca.

Nel weekend tra il 15 ed il 17 Maggio, si terrà nel quartiere fieristico di Bologna l’edizione 2026 del Guitar Show. Quello del 2026 sarà il secondo appuntamento bolognese, in continuità con le edizioni tenutesi negli anni precedenti a Padova. È un evento in costante crescita, fino al punto da essere divenuto trai più grandi di Europa.

Oggi il Guitar Show arriva a contare centinaia di espositori da tutto il mondo, con migliaia di strumenti in mostra e migliaia di visitatori. Nel suo ambito si svolgono decine di seminari e dimostrazioni di vario genere. 

In seno a questa manifestazione, ci sarà un’area dedicata completamente al vintage, ovvero ai gloriosi strumenti d’annata prodotti nella “epoca d’oro” dell’industria musicale, il periodo di grande innovazione creativa compreso trai primi anni ’50 e la metà degli anni ’70.

Questa sezione del Guitar Show è curata da Vintage Authority, dal 2023 partner dell’organizzazione. Lo spazio dedicato al vintage conterà circa una trentina di espositori.

Tra questi ci saranno stand di collezionisti come Andy’s Guitar Collection di Andrea Cesarini, Flavio Camorani, Filo Bianchi, “Vintage Choice” di Furio Pozzi e i “padroni di casa” “Vintage Authority” di Roberto Gandolfi e Simone Falavigna.

I Partigiani di Wandrè, coordinati da Marco Ballestri e Gianfranco Borghi, sono da anni impegnati nella divulgazione degli strumenti costruiti negli anni ’50 e ‘60 nella fabbrica del mitico Antonio “Wandrè” Pioli a Cavriago.

Chi scrive esporrà nello stand “Bob’s Tone Review”, dove sarà disponibile una selezione di strumenti vintage del collezionista di lungo corso Giacomo Bagorda.
Ci saranno quindi rivenditori specializzati come Rock‘n’Vintage di Mariano Freschi e Roberto Cola.

Infine esporranno artigiani esperti nel restauro di strumenti vintage e nella costruzione di fedeli repliche di originali d’epoca come Vincenzo Atzori, Andy’s Guitar Shop, e Davide Santucci.  

Abbiamo rivolto qualche domanda ad uno dei promotori, Roberto Gandolfi, per comprendere meglio questa iniziativa e capire cosa c’è da attendersi.

Bob: Ciao Roberto, perché dedicare un’area del Guitar Show di Bologna agli strumenti vintage?

Roberto: Il motivo fondamentale è che gli strumenti d’annata possono contare su un cospicuo numero di appassionati, specie a livello internazionale. Un’area dedicata al vintage e all’usato di qualità è dunque un importante valore aggiunto per una manifestazione come il Guitar Show. 

Bob: Da chi è composto il team organizzativo?

Roberto: L’organizzazione centrale dell’evento fa capo a Luca Friso di Playstudio. L’area vintage è coordinata da Vintage Authority che, oltre a me e Simone Falavigna, conta su un consistente staff di circa una decina di persone; abbiamo poi il supporto esterno di altri organizzatori, tra cui Daniele Benintendi e Leo Barbieri.

Bob: Come nasce questa iniziativa?  

Roberto: L’idea parte dal successo di precedenti esperienze: eventi di qualità, come ad esempio l’Hendrix Day di Poviglio, in provincia di Reggio Emilia. Crescendo, questi nostri eventi richiedevano uno sforzo organizzativo sempre maggiore; a quel punto abbiamo deciso di convergere nel Guitar Show, che d’altra parte voleva allargare il proprio pubblico ospitando una sezione vintage di prestigio.  

Bob: Come mai hai deciso di promuovere questo evento e dedicarti alla sua organizzazione?

Roberto: Il motore è una grande passione; un entusiasmo che anima lo staff di Vintage Authority sin da quando abbiamo iniziato, nel 2008. In tutti questi anni abbiamo sempre portato avanti iniziative di divulgazione della cultura del vintage, un aspetto importante della nostra attività.

Bob: Che senso hanno per te gli strumenti vintage nel 2026?

Roberto: Secondo me oggi hanno ancora più importanza rispetto al passato. Ormai questi strumenti hanno acquisito un valore storico. Sono gli strumenti che hanno plasmato le sonorità di un’epoca irripetibile; hanno fatto la musica rock, beat e blues degli anni ’50, ’60 e ’70, un periodo rimasto come punto di riferimento transgenerazionale.

Questi strumenti sono ancora oggi presi a modello; basti pensare che il top di gamma della produzione di marchi come Gibson e Fender sono le riedizioni storiche più accurate, prodotte dai rispettivi Custom Shop e Master Builders. Questi modelli non sono altro che il rifacimento delle chitarre prodotte 60 anni fa o più.
Questo spiega anche perché negli ultimi anni il vintage ha conosciuto un’impennata nelle quotazioni.

Il valore di mercato negli anni può conoscere delle impennate, delle flessioni o addirittura delle frenate ma il trend generale conferma un grande interesse: sono strumenti desiderati ed ambiti sia da collezionisti e appassionati che dai musicisti. 

È importante sottolineare che le chitarre vintage originali hanno un feeling tattile diverso, anche rispetto alle riedizioni, per quanto queste possano essere accurate. Dunque ritengo che oggi gli strumenti di annata abbiano ancora grande valore e, dal mio punto di vista, ancora di più ne acquisteranno in futuro.
Ad esempio le Gibson Les Paul Standard prodotte tra il 1958 ed il 1960, le cosiddette “Burst”, possono essere considerate gli “Stradivari del terzo millennio”; esistono tanti violini validi, anche tra quelli prodotti oggi, ma sono gli Stradivari sono rimasti l’icona di design che rappresenta il violino moderno e non hanno un prezzo.
Allo stesso modo, le Fender prodotte tra gli anni ’50 e ’60 hanno caratteristiche timbriche uniche, un suono che purtroppo le chitarre contemporanee non riescono a replicare pienamente, per quanto possano essere fatte bene e provino ad avvicinarsi ai modelli originali.

Bob: Qual è l’identikit dell’espositore tipo, sarà una mostra o un mercato?

Roberto: Ricordo che quando ero ragazzino andavo al Motor Show, lì erano in esposizione le automobili commerciali di larga diffusione ma la vera attrattiva erano i modelli sportivi più esclusivi: auto da competizione al top della produzione che non si aveva modo di avvicinare in altre occasioni. 

Allo stesso modo, al Guitar Show ci saranno sia collezionisti internazionali che esporranno in mostra i propri pezzi più prestigiosi, sia negozianti e privati che porteranno strumenti usati e vintage disponibili per la vendita. Dunque il Vintage Guitar Show sarà un’opportunità unica per visionare strumenti rari e prestigiosi ma anche per trovare occasioni di qualità. 

Bob: Sarà possibile ascoltare il suono degli strumenti esposti?

Roberto: Abbiamo scelto di circoscrivere le prove di strumenti in appositi  box insonorizzati, in modo da poter godere di un ambiente silenzioso. Prendendo esempio dalle fiere americane, abbiamo ritenuto opportuno preservare la possibilità di poter conversare per favorire scambi di idee e pareri in un ambiente protetto da eccessivo caos e rumore. Poi naturalmente stiamo organizzando anche un palco per fare ascoltare gli strumenti in azione, nelle mani di chitarristi esperti e apprezzati. 

Dunque sarà un’esperienza completa e variegata, sicuramente ci saranno tanti bellissimi strumenti, che è quello che più conta!

Bob: Grazie Roberto, ci vediamo a Bologna!



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