In sintesi
Steve Lukather, chitarrista dei TOTO e turnista più richiesto degli anni ’80-’90, ha attraversato decenni di evoluzione strumentale. Dalle Valley Arts custom dei primissimi anni alle Music Man signature di oggi, dai rack Bogner/Bradshaw alle pedaliere compatte moderne: ogni cambiamento ha lasciato traccia in dischi storici. Vediamo come si è costruito quel suono inconfondibile attraverso strumenti, ampli ed effetti.
Ciao Musicoffili oggi cercherò di mettere in luce le caratteristiche principali che caratterizzano il suono di Steve Lukather, per farlo bisogna obbligatoriamente ripercorrere nel tempo quella che è stata l’evoluzione nel tempo della sua strumentazione. Un percorso difficilissimo perché Lukather ha usato tantissime chitarre e soprattutto tantissimi amplificatori ed effetti diversi, su di lui e sul suo setup hanno scritto fiumi di articoli, pertanto preferisco soffermarmi sugli step chiave che hanno caratterizzato il suo suono e sul guitar gear attuale.
Partendo dai primi dischi con i Toto, quando Steve non era ancora endorser Valley Arts, utilizzava diverse chitarre, soprattutto Gibson Les Paul accoppiate ad amplificatori Marshall e Fender Princeton come nel solo di “Hold the Line” dove si sente chiaramente il suono della sua Gibson. Stiamo parlando della fine degli anni ’70 (1978) e già all’epoca Steve si distingueva per la ricerca del “tone” e per l’uso melodico dei suoi assolo sempre funzionali all’interno del brano e mai fini a se stessi.
In “Hold the line” l’assolo è strutturato in modo da favorire un crescendo di tutto il brano e le linee melodiche, che possono apparire semplici, sono suonate in modo da seguire meticolosamente la struttura armonica della canzone; tutto ciò condito da bending non comuni per la maggior parte dei chitarristi anche attuali e da un senso ritmico elevatissimo che gli permette di stare sul tempo come pochi al mondo. Perché ricordatevi sempre che la tecnica fine a se stessa non serve a niente se non è accompagnata dal saper stare sul tempo durante i soli e dal groove nel modo di suonare.
Successivamente Lukather cominciò ad utilizzare chitarre prodotte dalla Valley Arts che montavano pickup Emg SA/SA/85, che hanno contribuito a rendere famoso il suo suono in tutto il mondo; in questo video sentirete – sorvolando sulla qualità audio del probabile riversamento da VHS – il solo live di “Hold the line2 durante un concerto del 1991 a Parigi. Personalmente ritengo che in questo periodo Lukather avesse uno dei suoni di chitarra più belli di tutti i tempi, qui stiamo parlando di suoni costruiti da Bob Bradshaw che lo seguiva personalmente in tour.
Fantascienza pura per noi comuni mortali.
Il suono in questo periodo è dato dal preamplificatore Custom Audio 3 o da un Soldano X88R e a volte Mesa Boogie, finali Vht e in mezzo una serie infinita di effetti tra i quali Tc electronics, Lexicon, Mxr, Dunlop Wha, Custom Audio, Yamaha, Eventide.
Il tutto in un sistema triamping, che prevede tre speakers invece di due, ed in cui alla cassa centrale arriva un suono dry, mentre a quelle laterali arriva il suono effettato; questa caratteristica del triamping é quella che caratterizza maggiormente il suono di Lukather fino ai giorni nostri.
Nel tempo gli effetti, i rack e i pedali sono cambiati e si sono alternati, Steve ne ha introdotti alcuni come il leslie (attualmente utilizza il Lex Strymon) che caratterizzano ancora di più il suo suono; ricordiamo che uno degli effetti più amati ed utilizzati dal nostro eroe è il wah wah, presente in molte registrazioni ed utilizzato tantissimo nei live.
Questa pedaliera è attualissima ed è stata utilizzata nel tour del 2015. Negli ultimi anni ha cambiato anche tanti amplificatori; attualmente infatti utilizza testate Bogner Ecstasy 101B con cabinets 4×12 e coni Celestion V30; per gli amanti delle nuove tecnologie, Steve ha usato anche il Kemper Profiling Amp per le registrazioni del disco Transition.
Ma il cambio più significativo nel suono di Lukather c’è stato con il passaggio da Valley Arts ad Ernie Ball Music Man, chitarre che portano il suo nome e la sua firma, da prima equipaggiate con pickup Emg attivi, ma da qualche anno equipaggiate con dei passivi Di Marzio, chitarre favolose costruite alla perfezione e bilanciatissime sia nel peso che nel suono.
Ne usa varie con diverse configurazioni di pickup, h/h oppure s/s/h. Sono dotate di un ponte floating meraviglioso che è fonte di espressività per lo stesso Lukather e di un boost di 12db che viene utilizzato durante i soli.
Qui potete sentire il suono della chitarra di Steve nell’ultimo disco Transition. Il suono si è ulteriormente raffinato come anche il suo playing che ormai raggiunge punte altissime di tecnica e di gusto.
Cercando di sintetizzare, nel tempo il caro Steve ha utilizzato come amplificatori: Custom Audio, VHT, Marshall Plexi serie JMP 100, Mesa Boogie Mark III, Soldano SLO, Leonardy, Rivera, Fender Princeton, Bogner.
Come effetti a pedale (solo per citarne i principali): Ts9 o simili, Tc flashback, MXR Carbon Copy, Digitech Hardwire, Vibe, Lex Strymon, Lex Bluesky, Dunlop Wah, Ernie Ball Volume, Chorus Digitech. Attualmente ha anche abbracciato un prodotto made in Italy, il Gurus Echosex 2, per ricreare i suoni dei vecchi eco a nastro in stile Binson Echorec.
Come effetti a rack: Dunlop Crybaby, Lexicon Pcm 70, Soldano X99, Tc electronics G force, Line 6 mod pro, svariati Custom Audio e Mxr, Eventide H3000, Yamaha Spx 900 e tantissimi altri.
La lista è parziale per forza di cose, ma cita quelli sicuramente più utilizzati da Lukather. Nel prossimo articolo cercheremo di emulare e avvicinarci al suo suono, anche se alla fine la differenza la fa il suo smisurato talento e non la strumentazione utilizzata.
A presto buona musica a tutti,
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Per chi ha fretta: 5 risposte su Steve Lukather
1. Quale chitarra usa principalmente Steve Lukather oggi?
La sua Music Man signature L3 (e ora L4): una chitarra superstrat con humbucker custom DiMarzio, ponte tremolo Floyd Rose modificato e manico bird’s eye maple.
2. Quale ampli ha usato sui dischi storici TOTO?
Negli anni 80 Marshall JCM800 modificati Soldano. Negli anni 90 Bogner Ecstasy e poi Mesa Boogie. Oggi spesso Friedman e Suhr.
3. È vero che usava un rack di effetti gigantesco?
Sì, il famoso Bradshaw rack degli anni 80-90 con TC 2290, Eventide H3000, Lexicon PCM: oltre 50 kg di hardware. Oggi pedaliera Boutique Tones + Fractal/Helix.
4. Quanto costa una signature Music Man Lukather?
3.500-4.500 euro per la L3/L4 USA. La versione Sterling by Music Man (import) costa intorno a 800-1.000 euro.
5. Lukather suona Stratocaster?
Sì, occasionalmente, ma la sua lingua madre sono le superstrat (Valley Arts prima, Music Man oggi). Per registrazioni clean usa anche Telecaster e Les Paul.
Il suono di Lukather non vive nel rack: vive nel feel, nel vibrato, nella scelta delle note.
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