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Da Chuck Berry a Eric Johnson: i Double Stop sulla chitarra

Da Chuck Berry passando per Hendrix, Stevie Ray Vaughan, Steve Vai ed Eric Johnson, oggi parliamo di Double Stop!

Bentrovati in questo mio piccolo spazio didattico dedicato a “Puddles”, uno studio estratto dal recentissimo volume edito da Crehathor e realizzato a due mani con Tony de Gruttola, per la collana CSSM (Corsi di Scuola Superiore di Musica) della Lizard Accademie Musicali.

Lo studio in questione comprende due parti, la prima riguardante l’accompagnamento e la seconda (che vi proporrò nel prossimo appuntamento) dedicata alla parte solista. 

Oggi ci concentreremo sulla parte ritmica e prima di sviscerarla voglio fare alcune precisazioni come premessa:

  • si tratta di una Mini-Song: un breve studio di senso musicale compiuto che potrebbe essere la parte solista di una canzone;
  • livello di difficoltà: il livello di difficoltà è basso, ma sappiamo benissimo che questo concetto è molto relativo. Se suoni la chitarra da 6 mesi il livello “basso” di difficoltà di questo studio potrebbe essere al di sopra delle tue capacità, quindi, per intenderci ed essere più chiari, il livello di difficoltà di questa song è calibrato per gli allievi che stanno affrontando il primo dei cinque livelli previsti dei corsi di scuola superiore delle Accademie Lizard e per essere ancor più precisi si tratta della terza unità didattica delle dieci presenti nel volume da cui è estratta;
  • competenze armoniche: una delle domande che alcuni tra voi potrebbero porsi è “posso imparare un brano come questo anche se non conosco la teoria. l’armonia e la lettura musicale?” La risposta, o meglio, la mia risposta è “Certo che si!”. Possiamo imparare da tutto il materiale con cui ci confrontiamo ma ricordati sempre che si impara in modi e livelli differenti. Se non hai nessuna conoscenza teorica e armonica, imparerai solo imitando ciò che senti, senza consapevolezza, un po’ come imparare a parlare ed esprimersi in una lingua senza conoscere la grammatica e/o senza essere in grado di leggerla o scriverla.

Argomenti della lezione

Fatta questa lunga premessa entriamo nel dettaglio e vediamo quali sono gli argomenti compresi all’interno di questa lezione:

STILE E GUIDA ALL’ASCOLTO: si tratta di una Ballad a 60 bpm dalle sonorità pop rock. Per intenderci meglio quelle tipiche ballad a cavallo tra la fine degli anni ’70 e gli anni ’80 dove il Classic Rock si contamina con la musica leggera. Non è ancora chiaro? Ok… facciamo qualche esempio che potrà esserti utile anche come indicazione per una guida all’ascolto:     

ARMONIA: La progressione armonica è in tonalità di Do Maggiore, con una struttura di due chorus da 12 battute, il giro armonico si basa sulla progressione: Iadd9 – V (in primo rivolto) – Vim7 – V – IV – V. 

TECNICA: l’accompagnamento alterna lo strumming e i double stop.

SOUND STYLING: anche se ti sembrerà di sentire un timbro Clean, in realtà ho utilizzato un suono borderline, ovvero un leggerissimo crunch ottenuto con il canale clean di amplificatore marshall jcm900 con il gain a circa ore 2. L’equalizzazione l’ho tenuta flat. La chitarra è una fender strat dell’89, il selettore dei pick-up in quarta posizione (pick-up centrale e manico), tutto “bagnato” con un riverbero a molla (spring rev.).

Parlavamo di Double Stop… cosa sono? Beh, è proprio l’argomento di questa lezione!

Cosa sono i Double Stop

Con il termine “double stop”, si fa riferimento a un tipo di tecnica che permette di “irrobustire” le linee melodiche andando ad armonizzarle per mezzo della sovrapposizione di intervalli che permettono quindi di valorizzarle e renderle estremamente più incisive.

La tecnica dei Duoble Stops (non siamo in grado di proporti una traduzione efficace per questo termine, visto che quella “letterare” risulterebbe fine a sé stessa e ad oggi non ce ne risultano di esistenti), pare abbia origine dagli strumenti ad arco (violino, viola, violoncello), dove, a causa dell’accentuata raggiatura della tastiera di questi strumenti, suonare due, tre (triple stops) o addirittura quattro (quadruple stops) note contemporaneamente, risulta estremamente difficoltoso se non, in alcuni particolari casi impossibile.

Nell’ambito della musica moderna e in particolare in ambito chitarristico, risulta molto più semplice e naturale rispetto agli strumenti ad arco, ma molto efficace musicalmente oltre che evocativa dal punto di vista stilistico, visto l’ampio uso di acciaccature, appoggiature e abbellimenti all’interno degli intervalli armonici che caratterizzano questa tecnica.

I double stops sono ampiamente impiegati tanto in ambito solistico che per quanto concerne l’accompagnamento. 
Chuck Berry (Saint Louis, 18/10/1926 – Saint Charles, 18/03/2017), sviluppò questa tecnica facendola diventare un vero e proprio elemento caratterizzante del suo stile chitarristico.

Utilizzando principalmente sonorità “clean” e quindi avendo a disposizione suoni che gli permettevano di avere un attacco deciso e incisivo, ma con un release pressoché immediato, riuscì a rendere i riff e i fraseggi molto più potenti e definiti negli arrangiamenti strumentali delle sue composizioni.

Se possiamo considerare Chuck Berry uno tra i primi chitarristi Rock ad aver sfruttato questo approccio nel mondo della chitarra (in particolare per quanto riguarda le linee solistiche), possiamo affermare con certezza che in altri generi musicali, molti chitarristi prima di lui ne fecero uso, dal country allo swing ma anche in ambito Jazzistico. 

Dal punto di vista ritmico, Jimi Hendrix, sviluppò questa tecnica in modo talmente unico e personale, che ancora oggi, quando qualunque chitarrista la utilizza, non può esimersi dall’evocarne il suo sound, che si tratti di citazioni consapevoli o meno.

La tecnica dei double stops (ma anche triple o quadruple…), è in grado di appagare l’ascoltatore sia per ciò che riguarda l’aspetto melodico, che per quelli armonico e ritmico.
Il senso di completezza musicale si avverte perché questa tecnica è in grado di arricchire e aumentare l’effetto sorpresa dell’ascoltatore, la sua efficacia si può constatare nei casi in cui venga applicata su progressioni armoniche che coinvolgono pochissimi accordi, questo avviene grazie al fatto che oltre a delineare chiaramente le linee dei bassi e le cadenze armoniche, vengono sfruttati contemporaneamente sia l’effetto melodico dell’arpeggio che quello ritmico del riff.

Se vuoi approfondire la tua cultura musicale riguardo questa tecnica, abbiamo selezionato nei video che vedi in questo articolo alcuni brani da ascoltare, tra questi troverai alcuni brani molto famosi e altri che ti potrebbero risultare sconosciuti, ma strategici per imparare ad utilizzare questo tipo di sonorità, che ancora oggi è in grado di rendere un giro armonico o una ancor più semplice cadenza di accordi particolarmente originale oltre che estremamente evocativa.

Abbiamo selezionato per te alcuni brani di periodi e stili differenti, eseguiti da alcuni chitarristi che riteniamo dei veri e propri punti di riferimento nel mondo della chitarra rock.

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