In sintesi. Sul II grado della progressione IIm7 V7 Imaj7 l’accordo di Dm7 può essere letto in più modi: come secondo grado di Do maggiore, come sesto grado di Fa o come terzo grado di Sib. Ognuna di queste letture apre una sonorità modale diversa (dorica, modale di Fa, frigia) e permette di arricchire il fraseggio jazz tenendo sempre sott’occhio la triade dell’accordo.
Nell’appuntamento precedente abbiamo visto come introdurre una nuova sonorita sull’accordo di settima di dominante grazie all’arpeggio di settima diminuita. La logica resta la stessa: invece di limitarci a una sola scala collegata a un solo centro tonale, impariamo a leggere uno stesso accordo da prospettive diverse, perche ogni prospettiva porta con se un colore modale che possiamo sfruttare nell’improvvisazione.
In questo appuntamento lavoriamo sul II grado della progressione (IIm7, V7, Imaj7), cuore della cadenza piu frequente del repertorio jazz. Il modo in cui scegliamo di interpretare quel minore settima cambia radicalmente il sapore della frase. Facciamo quindi queste considerazioni:
Le tre letture dell’accordo di Dm7
- l’accordo di Dm7 e il II grado nella tonalita di C maggiore, teoricamente dal punto di vista modale, sul secondo grado si costituisce il modo dorico, ma essendo l’accordo inserito in una progressione che verte verso C maggiore, non si definisce la sonorita dorica in quanto i movimenti armonici portano la tensione trasportata dall’accordo di dominante (G7) a risolvere verso l’accordo di tonica.
- l’accordo di Dm7 e il VI grado della tonalita di F maggiore. Quindi potremo diversificare e slegare questo accordo dalla tonalita d’impianto (C maggiore) Il sound modale sara piu evidente in quanto contrastera con il significato tonale della progressione IIm7, V7, Imaj7. Potremo utilizzare la scala di F maggiore o D minore naturale, che in sintesi ci permettera di introdurre la nota Bb, unica differenza di alterazione dalla tonalita di C maggiore. Il consiglio e di fare attenzione alla conduzione delle parti e/o risoluzione, in quanto questa nota e la sesta minore e potrebbe creare dei problemi con la V giusta (A) dell’accordo.
- l’accordo di Dm7 e anche il III grado della tonalita di Bb, ci permettera il confezionamento della sonorità frigia. La caratteristica di questo modo e il secondo grado minore (Eb) che insieme al Bb sono le due note di differenza dalla tonalita di impianto (C maggiore). Potremo quindi utilizzare la scala di Bb maggiore sull’accordo di Dm7 per confezionare questa sonorita.
Tenere sempre sott’occhio la triade
Una raccomandazione nell’utilizzo delle scale per ottenere queste sonorita modali, e quello di avere sempre sott’occhio (o sott’orecchio) la triade dell’accordo e la caratteristica modale interessata. Questo perche si dovra fare riferimento all’accordo per ottenere un fraseggio efficace.
In altre parole, la scala non e mai un fine in se: serve a colorare l’accordo, non a sostituirlo. Se perdiamo di vista le note dell’accordo rischiamo di produrre linee che suonano corrette sulla carta ma slegate dalla progressione. Il consiglio pratico e di studiare ogni sonorita modale partendo dall’arpeggio dell’accordo, aggiungendo poi una alla volta le note caratteristiche del modo scelto, in modo da percepire con chiarezza dove cade la tensione e come si risolve verso la tonica.
Modale e tonale: due forze in dialogo
Il valore di questo approccio sta proprio nel contrasto tra la spinta tonale della cadenza II V I e la liberta modale che possiamo introdurre sul singolo accordo. Quando suoniamo la sonorità frigia su Dm7, ad esempio, il nostro orecchio percepisce un colore inatteso prima che la progressione ci riporti a casa sulla tonica. E questa tensione momentanea, controllata e poi risolta, a rendere interessante il fraseggio jazz. Studiare le diverse letture dello stesso accordo significa allargare il vocabolario a disposizione e poter scegliere, frase dopo frase, quanto allontanarsi dal centro tonale.
Ci vediamo al prossimo appuntamento dove torneremo a lavorare sull’accordo di settima di dominante.
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Vuol dire leggere lo stesso accordo come grado di tonalita diverse (II di Do, VI di Fa, III di Sib) per ricavare scale e colori differenti da usare nell’improvvisazione.
Perché l’accordo è inserito in una progressione IIm7 V7 Imaj7 che spinge verso la tonica: la tensione della dominante porta a risolvere e maschera il colore dorico puro.
Leggendo il Dm7 come VI grado di Fa maggiore: si introduce la nota Sib, unica differenza rispetto a Do maggiore, ottenendo un contrasto più evidente con il contesto tonale.
Leggere Dm7 come III grado di Sib porta il secondo grado minore (Mib) che, insieme al Sib, sono le due note che distinguono questa scala da Do maggiore.
Avere sempre sott’occhio la triade dell’accordo e la nota caratteristica del modo scelto, perché è l’accordo a guidare un fraseggio efficace, non la scala in se.
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