Il tapping sul basso è una di quelle tecniche che, diciamolo, fa un certo effetto. Dita che corrono veloci sul manico, note limpide che sembrano materializzarsi dal nulla, un’aria da mago della sei corde che non guasta mai. Peccato che dietro quella facciata da numero da circo ci sia un lavoro serio, fatto di forza, coordinazione e precisione.
Giorgio Terenziani lo sa bene, e nel suo approccio non lascia spazio alle illusioni: per fare il tapping come si deve, bisogna prima capire cosa sta succedendo tra le tue dita.
Le basi: quattro suoni, due mani
Prima di sognare di diventare il prossimo funambolo del basso, meglio partire dall’inizio. Il tapping si basa su quattro movimenti fondamentali che coinvolgono entrambe le mani: hammer-on e pull-off, ciascuno da fare con la mano sinistra e con la destra. Semplice da descrivere, meno semplice da eseguire in modo pulito.
L’obiettivo è mantenere lo stesso volume e la stessa chiarezza in entrambi i movimenti. Se l’hammer-on è troppo timido, la nota esce smorzata e triste; se il pull-off è troppo aggressivo, il risultato è rumore puro.
Un tapping fatto bene produce un effetto “wah-wah” fluido e regolare, come un’onda, non come un singhiozzo.
Esercizio base: scegli una nota e alterna hammer-on e pull-off per 8 battute, prima con l’indice, poi con il medio, l’anulare e il mignolo. Mantieni la stessa intensità sonora per ogni dito. Sembra noioso? Lo è. Ma funziona.
Forme, pattern e “touch & roll”
Una volta che il movimento singolo è sotto controllo, si entra nel territorio dei pattern: due o tre note per mano, disegni cromatici, allargamenti di posizione. È qui che il tapping inizia a sembrare quello delle foto sui social.
Il touch & roll è uno di quei movimenti che, se eseguito bene, sembra quasi un trucco: la mano destra “pizzica” la corda dall’alto e subito dopo scivola sulla corda successiva, collegando più note senza interruzioni.
Serve precisione nell’impulso iniziale e, soprattutto, un polso rilassato. Irrigidirsi è l’errore più classico e il più facile da fare, soprattutto quando si è alle prime armi o sotto pressione. Il movimento deve essere elastico, non forzato: pensa a come si gira un pomello, non a come si stringe un bullone.
Lavorare sui propri punti deboli significa rafforzare ciò che manca; insistere sui punti di forza significa portarli a un livello superiore. Entrambe le cose servono, nessuna delle due è più nobile dell’altra.
Simmetria e sviluppo orizzontale
Una delle trappole più comuni nel tapping è restare inchiodati in una zona del manico. Il passo successivo è imparare a muoversi in orizzontale lungo la tastiera, sviluppando simmetria tra le due mani e ampliando progressivamente il campo d’azione.
Non si tratta solo di tecnica, ma di avere una visione più ampia dello strumento: il basso come spazio da esplorare in tutte le direzioni, non solo come una serie di posizioni da memorizzare.
Questo tipo di sviluppo cambia il modo in cui si pensa la musica, non solo il modo in cui si suona.
Il passo successivo: tapping polifonico
Quella che hai appena letto è solo l’apertura. Dopo il tapping lineare, si spalanca la porta al tapping polifonico a due mani, dove il basso smette di essere un basso e inizia a comportarsi come un pianoforte orizzontale.
Ogni mano sviluppa la propria indipendenza, le linee si moltiplicano, e il suono che ne esce è difficile da spiegare senza averlo sentito almeno una volta.
Ma per arrivare lì, serve una base granitica. E quella non si costruisce in un pomeriggio.
Strategie di studio per progredire
Allenamenti brevi ma frequenti: 10-15 minuti di tapping al giorno sono più efficaci di lunghe sessioni sporadiche.
- Dividere i pattern: se un passaggio non riesce, isolalo e ripetilo lentamente.
- Usare il metronomo: inizia lento, poi varia il BPM anche superando il tuo limite, per stimolare la reattività.
- Registrarsi: riascoltare permette di cogliere dettagli che sfuggono durante l’esecuzione.
Se vuoi approfondire in video l’argomento di questo articolo, ascoltando e osservando gli esempi musicali proposti da Giorgio, dai subito un’occhiata al videocorso completo Ultimate Rock Bass Technique.












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