Otis, sul molo della baia

Otis, sul molo della baia

Memphis, Tennessee; sono le prime ore del mattino quando, negli studi della Stax, sotto la supervisione di Steve Cropper (chitarrista, produttore nonché coautore di molti suoi pezzi), Otis Redding, il Re de Soul, finisce di registrare l'ultimo brano del suo nuovo album.

In realtà, quella canzone l'ha scritta qualche mese prima, a fine giugno.

Dopo aver partecipato al Monterey Pop Festival, Otis si stava rilassando nella baia di San Francisco. Aveva preso possesso di una house boat a Sausalito, pochi chilometri a nord del Golden Gate.
Una mattina, mentre era seduto sul Waldo Pier, Redding rimane incantato dalla visione delle acque della baia: di getto, scrive "Sittin' On The Dock Of The Bay" destinata a diventare il suo più grande successo.

Poco dopo, telefona all'amico e manager Phil Walden.

"Phil", gli dice con voce entusiasta, "finalmente ce l'ho".
"Hai cosa?", gli chiede Walden.
"Ho per le mani il pezzo da un milione di copie!"

Otis, sul molo della baia

Solo tre giorni dopo le incisioni, il pomeriggio del 10 dicembre 1967, il piccolo aereo privato che trasporta Otis Redding e i suoi musicisti da Cleveland, Ohio a Madison, Wisconsin precipita nelle gelide acque del lago Monona.
Otis Redding muore a soli 26 anni.
Neanche un mese dopo, "Sittin' On The Dock Of The Bay" balza al primo posto delle classifiche americane.