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zzmd 3900

Le cuffie da studio ZZIPP sotto i 60 euro

Il mondo delle cuffie di fascia medio-bassa è ultimamente avvezzo alle new entry, ecco la soluzione di un marchio che per alcuni può sembrare “inusuale” rispetto alle scelte classiche.

Il marchio ZZIPP offre una soluzione di cuffia da studio chiusa con delle scelte apprezzabili e con uno street price che vuole essere molto aggressivo. Il mercato su questa fascia è decisamente saturo e molti nomi, come abbiamo detto, sono così tanto consolidati da essere quasi inamovibili, ma questo non vuol dire che ci siano altre opzioni.

Il modello in questione si chiama ZZMD 3900, a padiglione chiuso e pensato per lo studio, soprattutto in ambito home ma senza mettere limiti alle preferenze ovviamente.

ZZIPP ZZMD 3900

Mettiamoci su le mani e… la testa

Molto spesso, anche su fasce più alte, il dominio della plastica regna incontrastato, molto spesso però essa è di buona fattura e nonostante forse un feeling meno “premium” garantisce una buona solidità e un altrettanto bel feeling.
Un esempio è quello delle Shure SRH840 che hanno tutti i pannelli e il dorsale in plastica, ma non danno assolutamente un senso di “giocattolo” tra le mani, anzi!

In questo caso non siamo tanto lontani dalle stesse sensazioni, abbiamo una plastica lucida molto “densa” e solida, con una parte del padiglione coperta da un anello di alluminio e metà del dorsale è formato da una fascia in similpelle e due stanghette di materiale sempre plastico.

Oggettivamente, fatto salvo che il look lucido si presta al gusto personale, è una cuffia ben costruita, solida, non molto pesante (160 grammi circa) e carina da vedere per accostamento di colori.
I padiglioni coperti in similpelle stringono abbastanza ma senza essere troppo scomodi e la fascia del dorsale la rende abbastanza easy da indossare.

ZZIPP ZZMD 3900

Va fatto un appunto positivo sul cavo di collegamento che è particolarmente ben fatto, non plasticoso e non tende a piegarsi, anche i due connettori (jack e mini xlr) sono ben costruiti e una volta collegati le possibilità di un rilascio accidentale sono nulle.

Nota a margine: la mia testa non è proprio minuta ed è unita a una chioma di dimensioni altrettanto generose, quindi il dorsale in questo caso specifico è abbastanza “a filo” mentre per altri con qualche capello in meno o con teste più “normali” potrebbe non presentarsi questo problema.

Qualche dato tecnico

La risposta in frequenza (riportata nel manuale di istruzioni, non sul sito), è la classica 20Hz – 20kHz, con un driver al neodimio da 50 millimetri, 32 Ohm di impedenza (quindi basta una scheda audio che invii 5 Ohm in uscita nel preamplificatore cuffie) e infine una sensibilità di 90 dB che è un dato molto in linea con tantissimi competitor.

Casi di utilizzo

La prima cosa che ho dovuto fare è che sentendo i driver particolarmente “fermo”, come se non avesse abbastanza basse, gli ho fatto fare un giro di rodaggio di circa due ore per farli “smollare”.
La situazione è cambiata radicalmente e mi ha permesso di procedere con un test oggettivo.

Il primo caso di utilizzo, ovviamente, è stato il semplice ascolto, con una top ten dei brani di Spotify e una mia selezione personale di canzoni che ormai conosco da tempo.
Devo dire che queste cuffie fanno bene il loro lavoro, soprattutto per la fascia di utenza/spesa per cui nascono.
Hanno dato il meglio di sè nei suoni che comprendevano sintetizzatori o pianoforti elettronici, quindi ottimo per chi produce musica più “moderna” (passatemi il termine).
Perdono qualche dettaglio sulle altissime frequenze, certo non è una tragedia per questo tipo di prodotti, ma non aspettatevi di sentire divinamente i piatti della batteria o il regime altissimo di un pianoforte.

ZZIPP ZZMD 3900

Gli altri due casi di utilizzo sono stati inerenti alla produzione musicale vera e propria, al monitoring della chitarra e al mix di chitarra e base.
Le ZZDM3900 si sono ben difese bene rispetto a quello che può essere un prodotto di fascia più alta, offrono delle basse più pronunciate e evidenti, forse “meno cliniche” rispetto ad esempio alle Avantone MP1 (che però costano quasi il quadruplo).
Se con le ZZIPP avete intenzione di monitorare le registrazioni, avete una sensazione di loudness un pelo più accentuata, se dovete mixarci dovrete sicuramente fare un check con le casse esterne prima di chiudere il vostro mix.

Nel corso di una sessione di circa 4-6 ore non hanno dato problemi di “pesantezza”, il pad è molto comodo e non è troppo fasciante in modo tale da rendere il lavoro meno tollerabile, anche l’isolamento non è affatto male e riesce ad abbattere circa 10-12 dB.

Certo non è una cuffia adatta per tutto, però i principali generi dove ha dato il meglio di sé a mio modo di vedere sono stati l’elettronica, il classic rock e il pop.

Per le tasche di tutti

Come abbiamo già detto a inizio articolo, la fascia di prezzo di queste cuffie rientra in quello delle entry level, ovvero una prima cuffia da home studio per poi passare a un qualcosa di più performante.
Il costo di listino è di circa 58 euro, il che pone queste cuffie al fianco di competitor quali Beyerdynamic 240 pro, AKG K240 MKII, Audio-Technica M30X, Shure SRH440.

Dobbiamo fare il paragone ricordandoci che per quasi tutte le concorrenti stiamo parlando di modelli che iniziano una serie e con quindi una serie di compromessi del caso, mentre quelle di ZZIPP sono attualmente il loro unico modello a cuffia chiusa, quindi per (probabilmente) un annetto o più non ci saranno salti tecnologici tali da necessitare un upgrade.

Cosa si può fare con queste cuffie?

Ci sono diversi punti di vista che possiamo prendere per dare “uno scopo” a queste cuffie: è un prodotto molto interessante in fase di registrazione dato che il suo isolamento funziona bene e permette di poter registrare e monitorarsi (nel caso della voce) senza ritorni indesiderati, ma è anche abbastanza definito per essere utilizzato con gli strumenti a corda senza particolari problemi (ovviamente però senza cercare la definizione e la presenza fin sulle ultime armoniche, campo di gioco di cuffie di ben altro costo).
Soprattutto grazie al peso ridotto, le ZZMD3900 permettono di poter essere utilizzate per un periodo decisamente prolungato.

ZZIPP ZZMD 3900

Sulla questione del mixing, mi riserbo qualche dubbio perchè in questi casi si potrebbe avere necessità di avere più definizione sugli estremi di banda (il che non è detto che esista alla fonte, si può però immaginare che chi si rivolge a questa fascia di prezzo non abbia un equipaggiamento da Abbey Road Studios, NdR).

Se il lavoro da fare è relativo a mix semplici, pnon c’è dubbio che queste cuffie possono bastare, non pretendiamo la chiusura di un mix complesso o di un mastering con un prodotto di questo tipo (anche perché è sempre bene avere in questi casi anche dei buoni monitor di varia tipologia).

Maggiori informazioni sul sito ufficiale ZZIPP.

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