;
HomeRecording StudioRecording Studio - SpecialQuel magnifico riverbero degli Abbey Road Studios
Abbey Road Studios riverbero plate EMT 140

Quel magnifico riverbero degli Abbey Road Studios

Le camere d'eco di Abbey Road Studios e i quattro Plate Reverb EMT 140: come hanno definito il suono di Beatles, Pink Floyd e Radiohead.
In sintesi
Gli Abbey Road Studios hanno costruito la loro fama anche su un elemento invisibile: il riverbero. Tre camere d’eco e quattro Plate Reverb EMT 140 hanno dato voce a Beatles, Pink Floyd, Radiohead. Oggi due plugin Waves, sviluppati con i tecnici degli studios, ne ricreano il suono in DAW.

Dalle camere d’eco al Plate Reverb: una rivoluzione di Abbey Road

Abbey Road Studios, un nome inciso nella storia della musica, dai Beatles ai Pink Floyd passando per gruppi minori ma ugualmente geniali come The Zombies (clicca qui per scoprirli). Tra le tante qualità dello studio, ce n’erano un paio molto famose: le camere d’eco e i riverberi.

EMT 140: 270 chili di lastra che hanno cambiato il mixing

se oggi siamo abituati a considerare gli effetti eco (delay) e riverbero come piuttosto “semplici” (sul tema dei grandi studi di registrazione da ottenere, sia con apparecchiature hardware che digitali e software, al tempo era tutt’altro che facile, poiché bisognava ottenerli da strutture reali, cioé camere in cui si propagava una eco reale o un riverbero, il tutto ripreso da un’apposita microfonazione.
La camera d’eco di Abbey Road era assai famosa, sin dagli anni ’50, ma ancor più geniale fu l’invenzione della EMT (Elektro-Mess-Technik) che usando delle larghe lastre di metallo e riprendendo la loro vibrazione con microfoni a contatto, riusciva a generare quello che oggi comunemente chiamiamo “Plate Reverb“. 
Per capirci, però: la macchina si chiamava EMT 140 (ed esiste ancora oggi!) e nel complesso pesava 270kg.

EMT 140
EMT 140

Questo fu un grande passo avanti, perché nonostante il riverbero negli Abbey Road Studios fosse ricreato in modo splendido attraverso ben 3 camere d’eco, non era molto facile la sua manipolazione audio nelle registrazioni, anche perché ogni camera poteva avere un solo tipo di riverbero con un tempo in coda (decay) fisso.

L’arrivo del plate reverb fu una manna dal cielo e Abbey Road acquistò addirittura 4 di questi congegni, che erano lunghi ognuno 2,5 metri e alti circa 1,2 m. Le lastre erano sospese all’interno attraverso delle molle e uno speaker era posto al centro di esse, cosicché quando un segnale veniva suonato le lastre vibravano per alcuni secondi.
La vibrazione era captata e trasformata in un segnale di linea (il riverbero da mixare al segnale dry) da un da un paio di pickup posti sui due lati dello speaker a un quarto della distanza dal bordo della lastra.

I 4 Plate Reverb di Abbey Road
I 4 Plate Reverb di Abbey Road

A differenza, quindi, del riverbero ottenuto con le camere d’eco, questo plate reverb era ben modificabile nei suoi parametri, in particolare nel suddetto decay time.
Come? Un pannello in fibra di vetro era sospeso parallelo alla lastra, potendo avvicinarsi o allontanarsi ad essa e così attenuare più o meno la coda del riverbero. E la cosa più comoda era che tutto ciò si poteva controllare con un comando a distanza, sempre frutto del genio degli ingegneri EMT.

Il controllo remoto dei 4 plate reverb
Il controllo remoto dei 4 plate reverb

Quattro plate, un solo carattere: il setup ABCD degli Abbey Road Studios

L’amplificazione di ognuno dei sistemi (differenziati come A-B-C-D) avveniva in modi diversi: l’ultimo (D) era collegato a un amplificatore totalmente valvolare, mente i primi tre (A,B,C) avevano uno stadio valvolare in input e un ibrido a stato solido/valvole sullo stadio in uscita, un progetto peraltro nato dai laboratori EMI stessi (per chi non lo sapesse, tanti oggetti che oggi vedete negli studi vennero all’epoca progettati da zero in studi come Abbey Road, semplicemente per ovviare a necessità tecniche del momento). 
La scelta dello stato solido si motiva con il bisogno di abbassare il più possibile il rumore di fondo.
In più, specifichiamo che comunque sia ognuno dei 4 plate reverb suonava un po’ diverso dall’altro, anche i 3 con lo stesso stadio finale. 

Una camera d'eco in uso ad Abbey Road
Una camera d'eco in uso ad Abbey Road

I plugin Waves: Abbey Road Chambers e Abbey Road Reverb Plates

Chiusa quest’affascinante parentesi (tratta dal blog online di Waves), come si fa oggi ad avere un suono simile a quello dei mitici studios londinesi?
Ci hanno provato in molti e anche la ben nota Waves si è posta l’obiettivo di realizzare un plugin che potesse ricreare le stesse condizioni d’uso e sonore dell’epoca.

Sono nati così due plugin, sviluppati con la collaborazione stessa dei tecnici degli studios: Abbey Road Chambers e Abbey Road Reverb Plates. Fanno parte della Abbey Road Collection e già dal nome si descrivono da soli.

Abbey Road Chambers ricrea il riverbero naturale generato nelle famose camere d’eco, per la precisione di queste ne potete controllare due. Ovviamente, il tutto è completato con la simulazione del mitico microfono Neumann KM53 e dello speaker Altec 605, cioé il setup usato nella maggior parte delle registrazioni durante gli anni ’60 (vedi Beatles suddetti).
Anche nei filtri tutto è stato rispettato filologicamente, riprendendo gli EMI RS106 (passa basso e passa alto) e l’EMI RS127 Presence EQ.

Infine, per i palati fini, è stato ricreato anche lo S.T.E.E.D. (Send. Tape. Echo. Echo. Delay.) un sistema che splittava il segnale creando un loop che andava dalla mixer console (la mitica REDD), passando attraverso un delay a nastro, i filtri suddetti e quindi arrivando alla camera d’eco e tornando indietro. Un circolo di feedback che aumentava esponenzialmente le possibilità sonore e creative.

Abbey Road Reverb Plates ricrea, invece, quanto abbiamo raccontato sopra, che non riguarda solo gli artisti di un tempo perché si parla di sistemi usati anche da Radiohead e tante altre star di oggigiorno (nonché un alto numero di produzioni cinematografiche).
In pratica, abbiamo il preciso modello di quel leggendario setup a 4 lastre e la possibilità ovviamente di variare ogni parametro esattamente come all’epoca. Anche graficamente tutto è ricreato fedelmente, anche il controllo damper, che è appunto ciò che abbiamo descritto (il pannello in fibra di vetro) come “ammortizzatore” (o “freno” se preferite) alla coda del riverbero.

Come usare oggi il riverbero “Abbey Road” in produzione

Per chi vuole usare oggi questo timbro in produzione, la chiave è il dosaggio: il riverbero Abbey Road non è un effetto da intingere a piene mani ma una tinta da pennellare su voce, batteria, archi orchestrali. Si lavora in send/return, con un EQ in pre per togliere il sub e in post per addolcire la coda, mantenendo il segnale dry sempre in primo piano.

I prodotti Waves sono distribuiti in Italia da Midi Music e Audio Link.

Se ti interessa la storia degli ambienti di registrazione, su Musicoff trovi approfondimenti dedicati ai Special Recording Studio, all’universo del recording software, agli special test sulle macchine da studio e a special editoriali sulla musica.

Per chi ha fretta: 5 cose da sapere sul riverbero di Abbey Road

1. Cosa rende unico il riverbero degli Abbey Road Studios?
La combinazione di tre camere d’eco architettoniche e quattro Plate Reverb EMT 140 acquistati negli anni ’60. Camere reali + lastre metalliche calibrate dagli ingegneri EMI hanno definito un timbro irripetibile.

2. Cos’è il Plate Reverb EMT 140?
Una macchina del 1957 (peso 270 kg, 2,5 m di lunghezza) che genera riverbero facendo vibrare una larga lastra di metallo sospesa con molle. La vibrazione viene captata da pickup posti a un quarto del bordo della lastra.

3. Come si controlla il decay del Plate Reverb?
Tramite un pannello in fibra di vetro sospeso parallelo alla lastra: avvicinandolo si smorza la coda, allontanandolo la si allunga. Tutto controllabile via comando a distanza brevettato EMT.

4. Quali artisti hanno usato i Plate Reverb di Abbey Road?
Beatles, Pink Floyd, Radiohead e centinaia di produzioni cinematografiche. Il setup ABCD a quattro lastre è stato un riferimento dagli anni ’60 fino a oggi.

5. Posso ricreare quel suono in casa con un plugin?
Sì: Waves ha sviluppato due plugin in collaborazione con i tecnici degli Abbey Road Studios: Abbey Road Chambers (camere d’eco con simulazione Neumann KM53 + Altec 605) e Abbey Road Reverb Plates (modellazione fedele dei quattro EMT 140).

Vuoi continuare il viaggio negli studi che hanno scritto la storia del suono?

Su Musicoff trovi una sezione dedicata ai grandi Special Recording Studio: analisi di macchine leggendarie, interviste a fonici, racconti di sessioni storiche e approfondimenti sulle catene di registrazione che hanno definito decadi di musica.

Esplora gli Special Recording Studio →



MUSICOFF NETWORK

Musicoff Discord Community Musicoff Channel on YouTube Musicoff Channel on Facebook Musicoff Channel on Instagram Musicoff Channel on Twitter