In sintesi: Una crisi sanitaria globale ha costretto le orchestre a ripensare distanze, tecniche di ripresa e ruolo del fonico. Forum Music Village passa da 120 orchestrali più coro a 50 archi. Le distanze ampliate generano problemi di pressione sonora e ritardi acustici di 15ms su 5 metri, ben percepibili. I fonici reinventano le tecniche ambientali: doppia Decca, ORTF, AB, doppio MS Schoeps. Aumentano i microfoni ravvicinati e i pattern polari meno usati. La lezione resta: la resilienza musicale è anche questione di ascolto tecnico e di rapporto con compositore e direttore.
Distanze rivisitate: cosa cambia in una sala da concerto sotto stress
Oltre a questo, ha ridotto notevolmente le possibilità di registrazione in studio, anche le sale più grandi come quella di Forum Music Village (300mq) hanno dei limiti di capacità che non esistevano prima, basti pensare che dove potevano eseguire comodamente 120 orchestrali + 80 persone di coro, ora la capienza con le normative Covid riduce il numero a 50 archi!
Pressione sonora e ritardi acustici: i numeri della crisi orchestrale
Il motivo è evidente: per esempio lo spazio per un violinista (la distanza con gli altri musicisti che gli permette l’arcata è circa 1,3m) passa da 1,32mq a ben 12,56mq (Ø 4m) come si vede bene nel video di-stanze musicali della RAI.
Ciò implica una serie di problemi per gli esecutori che ascoltano in modo diverso gli altri esecutori rispetto allo standard acquisito per l’esecuzione orchestrale perché la pressione sonora si dimezza con il raddoppio della distanza e c’è un maggiore ritardo in quanto 1 metro corrisponde a circa 3ms.
Mentre il primo problema è evidente, il secondo è meno immediato ma più grave perché porta a un ritardo che altera/complica l’esecuzione interattiva fra i vari musicisti. Infatti, dal punto di vista acustico, una distanza di 5 metri porta a un ritardo di 15ms, che l’udito umano medio distingue chiaramente, figuriamoci i musicisti che sono ben più sensibili!
Nuove tecniche di ripresa: Decca, ORTF e doppio MS Schoeps
Queste distanze esistono storicamente, perciò avevo parlato di standard acquisito, fra gli strumenti di sezioni diverse dell’orchestra classica (basti pensare fra violini e contrabbassi già con ensemble di una trentina elementi), ma ora le distanze ampliate esistono fra strumenti della stessa sezione e provocano un’esecuzione temporalmente meno orchestrale, intesa come consistenza e omogeneità del materiale sonoro.
Questa nuova condizione esecutiva per i fonici comporta un piccolo lato positivo dato dalla maggiore selettività (ossia meno rientri) nella ripresa di ogni strumentista ma un lato negativo non indifferente per la ripresa orchestrale, nella quale manca la consistenza dell’ensemble!
Microfoni ravvicinati e polarità meno usate: il fonico si reinventa
Per comprendere il nuovo approccio per le riprese orchestrali, sia in ambito classico che pop, ho parlato con alcuni amici professionisti, così come facevo anni fa con il mitico Giorgio Agazzi (richiestissimo per queste riprese in Trafalgar, RAI ecc) e tutti mi hanno detto che hanno dovuto reinventarsi e sperimentare:
- tecniche di riprese orchestrali affiancando alla classica Decca (accettata da decenni e usata per migliaia di dischi, alcuni fonici affermano addirittura nel 90% nel mix finale) [3 foto di seguito], soluzioni più complesse con altre tecniche ambientali quali una seconda Decca (avanti di diversi metri rispetto alla prima) e/o ORTF, AB fino al doppio MS della Schoeps che Helmut Wittek ci aveva illustrato e fatto ascoltare nei suoi seminari italiani)
- aumentare il numero di microfoni ravvicinati (spot per chi parla come Biden)
- usare i microfoni più versatili con più polarità, usando polarità generalmente non usate (p. es. sub-cardio in orchestra).
Con questo aumento vertiginoso del numero di tracce registrare, il compito del fonico diventa molto più intricato per attenersi filologicamente al suono che il compositore/direttore hanno pensato, quindi diventa ancor importante il rapporto stabilire un rapporto costruttivo con il responsabile musicale/artistico del progetto.
Cosa resta: una lezione di resilienza musicale
Ah, stendiamo un velo pietoso sulla demagogia che costringe coristi/musicisti (distanziati secondo le suddette norme) all’uso della mascherina: sappiamo perfettamente quanto sia importante una corretta respirazione per la qualità dell’esecuzione, a prescindere dal bisogno di “spingere” più per fornire la giusta dinamica/intensità all’esecuzione.
Personalmente, consento a tutti i musicisti (che ovviamente seguono gli opportuni controlli sanitari) di togliere la mascherina quando eseguono, poi lascio passare i 3gg fatidici per la sanificazione naturale della sala di ripresa (il mio studio è al piano terra, non sotto!) senza usare nessun agente chimico.
Per chi ha fretta: 5 cose da sapere
Cosa succede quando un'orchestra suona con distanze ampliate?
Lo spazio per ogni musicista cresce da 1,32mq a 12,56mq. Pressione sonora dimezzata e ritardo di circa 3ms per metro di distanza: due variabili che alterano l’esecuzione interattiva e la consistenza dell’ensemble.
Cos'è la microfonazione Decca tree e perché conta?
La Decca è una tecnica di ripresa ambientale a 3 microfoni a configurazione T, accettata da decenni e usata in migliaia di dischi orchestrali. È spesso il cuore del mix orchestrale, citata da molti fonici nel 90% dei lavori.
Quali tecniche affiancano la Decca in una crisi?
Una seconda Decca avanzata, ORTF, AB, fino al doppio MS della Schoeps illustrato da Helmut Wittek nei suoi seminari italiani. Si aumentano anche i microfoni ravvicinati e si usano polarità meno comuni come il sub-cardio.
Perché il ruolo del fonico diventa più complesso?
Con più tracce registrate e più variabili spaziali, il fonico deve attenersi filologicamente al suono pensato da compositore e direttore. Il dialogo con il responsabile artistico diventa decisivo.
Quale lezione resta sulla resilienza musicale?
Le orchestre dimostrano che la qualità sonora non dipende solo dal numero di esecutori, ma dalla capacità di reinventare l’ascolto tecnico, le distanze e il flusso comunicativo tra musicisti, fonico e direzione.
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