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Drift Lab: esce Sunlight, il secondo capitolo del progetto di Manuele Montesanti

Sunlight, secondo album dei Drift Lab, che anche in una nuova veste si confermano tra i progetti più originali della musica strumentale contemporanea.

C’è chi fa musica per necessità, chi per professione, e chi invece costruisce un universo sonoro con la stessa cura con cui si progetta un’architettura. Manuele Montesanti appartiene chiaramente alla terza categoria.

Con Drift Lab, il suo progetto strumentale, torna con un secondo album che si intitola Sunlight e che arriva a confermare, e per certi versi ad ampliare, quanto di interessante era già emerso con il debutto Moonlight.

Chi segue la nostra community sa già bene chi è Manuele: pianista, tastierista, compositore, sound designer, docente su Musicezer.com e, certo non per ultimo, amico di lunga data.

Una visione sonora che sfugge alle etichette

Drift Lab nasce nel 2018 come veicolo espressivo personale di Montesanti, con un obiettivo piuttosto ambizioso: trovare un punto di incontro tra complessità armonica jazzistica, rigore della composizione classica, texture elettroniche e paesaggi sonori di matrice cinematografica.

Il risultato non è jazz, non è elettronica, non è fusion nel senso più commerciale del termine. È qualcosa di più difficile da etichettare, e proprio per questo più interessante da ascoltare.

Drift-Lab è il mio progetto musicale: produco la musica che voglio con chi voglio. (Manuele Montesanti)

Ogni brano parte da una partitura scritta con precisione chirurgica, per poi aprirsi a esplorazioni che attraversano i generi senza lasciarsi ingabbiare da nessuno di essi. Un equilibrio tra scrittura e libertà che non è banale da raggiungere, e che su Sunlight trova una nuova dimensione.

Nuova formazione, stesso DNA

Dopo il successo del primo album con la lineup originale, Montesanti ricostruisce il progetto attorno a tre musicisti di altissimo profilo. Non è un caso che venga infatti indicato nelle grafiche come “Drift Lab 2“.
Sunlight è, infatti, l’alba di una nuova era per questo progetto e, chiaramente, è pensato per essere un’opera collettiva, dove l’identità del singolo si mette al servizio di qualcosa di più grande.

Guido Della Gatta alla chitarra è un nome che chiunque frequenti la scena jazzistica italiana conosce bene. Diplomato con lode al Saint Louis College of Music, ha condiviso il palco con Richard Bona ai maggiori jazz festival internazionali e collaborato con il pianista Aaron Parks. Non mancano, nel suo curriculum, anche esperienze nel pop mainstream italiano, con Geolier e Rocco Hunt. Il suo album d’esordio “Close But Far” è stato presentato alla Casa del Jazz di Roma con la partecipazione speciale di Gianluca Petrella.

Roberto Porta alla batteria è, senza mezzi termini, uno dei batteristi italiani più completi della sua generazione. Nel 2023 ha vinto il Drum Channel / Roland Global Playalong Contest, con una giuria composta da Terry Bozzio, Chad Wackerman, Gregg Bissonette e Thomas Lang, ovvero quattro tra i batteristi più influenti della storia del rock e della fusion. Nello stesso anno è stato chiamato a suonare a sorpresa con Jason Derulo davanti a oltre 100.000 persone in Romania. Nel 2025 è stato il batterista ufficiale del tour estivo italiano di Paul Gilbert. Non male come biglietto da visita.

Marco Pistone al basso completa la sezione ritmica con un profilo accademico e professionale raramente riscontrabile insieme: laureato con 110 e lode in Discipline Musicali Jazz presso il Conservatorio Respighi di Latina, vincitore del Best Bassist Award alla finale internazionale del Taubertal Festival in Germania nel 2017. In studio ha lavorato con Ron, apparendo nell’album Sono Un Figlio, e ha ricoperto il ruolo di bassista principale nel progetto Queen at the Opera, con esibizioni al Teatro Arcimboldi e al Teatro della Conciliazione.

Il suono è firmato Alessio Meleo

Un disco così articolato richiede mani esperte al missaggio. Alessio Meleo, fondatore del Ground Lift Studio, si è occupato di mix e mastering dell’intero album.

Official user di ADAM Audio, con collaborazioni attive con Yamaha, Zildjian e Meinl, Meleo porta in Sunlight una cura del suono che rispecchia la complessità e l’originalità del progetto. La sua formazione da pianista classico prima di diventare tecnico del suono non è un dettaglio secondario: è parte di quello stesso approccio dove tecnica e musicalità non vengono mai disgiunte.

Le tracce di Sunlight

L’album conta nove brani, ciascuno firmato da Montesanti come compositore, arrangiatore e produttore. La tracklist rivela già dal titolo una certa varietà di umore e intenti:

  • Sunlight
  • Yellow Fire
  • Bump
  • A-M-M-I-M
  • Serendip (con Carlo Maria Micheli al sax)
  • Chaste Countrywoman
  • Bleep
  • Bipolar
  • Evolving

Un dettaglio che vale la pena segnalare: Serendip è l’unico brano con un ospite esterno, Carlo Maria Micheli al sassofono, e già il titolo suggerisce qualcosa di inatteso e felice.
Evolving, invece, è l’unico pezzo interamente affidato a Montesanti da solo, con pianoforte, synth e sound design: quasi un manifesto programmatico della sua visione.

Sunlight è disponibile su tutte le principali piattaforme digitali, come Spotify, Apple Music, YouTube Music e ovviamente Bandcamp.



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