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Keith Moon, batterista degli Who, in concerto

Quel pazzo, pazzo genio di Keith Moon

Categoria: i più folli batteristi di tutti i tempi. And the winner is: Keith Moon, from The Who!Diciamocelo, non c'è gara. Scatenato, arrogante, roboante, distruttivo, con un tiro mostruoso e una "tecnica-non-tecnica" istintiva quasi animalesca. Nel rock, un genio a suo modo dietro le pelli.Nasceva oggi, nel 1946, e

In sintesi: Keith Moon, batterista degli Who dal 1964 al 1978, ha riscritto il ruolo del batterista nel rock: tecnica istintiva, energia anarchica, tom-tom usati come voce solista invece che come supporto ritmico. Dietro le sue follie da copertina, una visione musicale precisa che ha ispirato generazioni di batteristi rock e hard rock.

Chi era Keith Moon: dal 1946 al 1978

Categoria: i piu folli batteristi di tutti i tempi. And the winner is: Keith Moon, from The Who!
Diciamocelo, non c’è gara. Scatenato, arrogante, roboante, distruttivo, con un tiro mostruoso e una “tecnica-non-tecnica” istintiva quasi animalesca. Nel rock, un genio a suo modo dietro le pelli.
Nato nel 1946 e scomparso nel 1978, ha portato tutto all estremo: la musica, la batteria, la vita. Ma si sa, certe candele così luminose bruciano sempre dai due lati.

Il 21esimo compleanno e la leggenda dell Holiday Inn

Il 23 agosto del 1967, nel pieno del successo della band grazie ai due album My Generation e A Quick One, Keith Moon era diventato con gli altri membri un vero e proprio simbolo della rivoluzione rock inglese e soprattutto del movimento adolescenziale dei “Mods”. The Who Sell Out, disco straordinario, sarebbe uscito nel dicembre dello stesso anno. Intanto gli Who erano in tour in Nord America.

Keith, che tutto era tranne un ragazzo timido e poco incline agli eccessi, decide di festeggiare il suo compleanno a modo suo, con un party in un Holiday Inn nel Michigan. Il risultato? Una sbronza colossale (d’altronde, era il suo 21esimo compleanno, il che vuol dire l’accesso agli alcolici negli USA), un dente rotto, un pianoforte distrutto, estintori svuotati e una piscina piena di oggetti e ospiti dell’albergo, per un conto di ben 24mila dollari e un bannaggio vita natural durante dalla catena di alberghi.
Famoso anche l’aneddoto della limousine lanciata nella piscina, che però è stato contestato da un biografo di Moon, Tony Fletcher, nonostante lo stesso batterista lo avesse dichiarato in un’intervista a Rolling Stone nel 1972 (ma le sue interviste non erano proprio il massimo della sobrietà d’altronde).

Lo stile alla batteria: tecnica non tecnica

Certo a noi non piace ricordarlo solo per le sue stravaganze (praticamente tutto quello che avete nell’immaginario di un musicista rock e molto oltre), bensì per quella furia con cui letteralmente dominava il suo strumento.
Quando un artista brucia cosi velocemente, restano in eredita solo i suoi gesti e il suo suono: per Keith Moon, una valanga di entrambi.

Lo stile di Moon e una rivoluzione silenziosa nascosta sotto il rumore. Mentre i suoi colleghi degli anni Sessanta tenevano il tempo con cassa e rullante, lui suonava i tom-tom come fossero una voce solista, riempiendo gli spazi con fill continui, rullate inaspettate, accenti spostati. Una batteria orchestrale invece che funzionale, dove ogni misura diventava un piccolo evento sonoro.

Pete Townshend, chitarrista e principale autore degli Who, ha sempre raccontato di aver scritto le canzoni della band lasciando spazi precisi affinche Moon li potesse riempire. Era questo il loro patto musicale: una chitarra ritmica forte, un basso melodico, una voce centrale, e una batteria che invece di accompagnare faceva controcanto. Senza Moon, gli Who semplicemente non avrebbero suonato come hanno suonato.

L eredita di Moon nella batteria rock

L eredita di Moon nella batteria rock e enorme. Da John Bonham a Stewart Copeland, da Dave Grohl ai batteristi metal e progressive, la lezione di Moon e stata assorbita ovunque ci sia un batterista che cerca di trasformare il proprio strumento in voce protagonista. Il suo modo di trattare i tom-tom come una sezione armonica, la cassa doppia usata in modo non sistematico, i piatti come segnali piu che metronomo: tutte tracce che ritroviamo in chi ha provato a rompere lo schema rock standard.

Anche la cura del set, con i tom-tom dimensionati per far emergere ogni colpo, e diventata un riferimento. Moon non amava il triggering ne la quantizzazione, due cose che ai suoi tempi non esistevano: voleva un suono naturale, sporco, vivissimo. Per chi suona rock o hard rock, ascoltare i suoi assoli su brani come Won t Get Fooled Again o The Real Me significa imparare a pensare la batteria come uno strumento melodico, non come una macchina del tempo.

Moon e gli Who: una band che senza di lui non sarebbe esistita

Tra il 1964 e il 1978 Moon ha registrato con gli Who otto album in studio piu live e raccolte, tra cui My Generation, A Quick One, The Who Sell Out, Tommy, Who s Next, Quadrophenia e Who Are You. Tommy in particolare ha aperto la strada all opera rock: senza l energia furiosa di Moon nei tre quarti del disco, quell architettura ambiziosa sarebbe stata impossibile.

La fine di Moon, a 32 anni, e la fine di un capitolo. Gli Who proseguono con altri batteristi e una storia diversa, ma il colore originale della band resta legato a quel batterista impossibile che suonava come se ogni concerto fosse l ultimo. Per i nostri lettori batteristi e per chi ama il rock anni Sessanta e Settanta, riascoltare Moon oggi significa capire da dove arriva tanta della grammatica drumming che diamo per scontata.

Approfondisci su Musicoff

Per chi ha fretta: 5 cose da sapere su Keith Moon

1. Chi era Keith Moon?
Batterista degli Who dal 1964 al 1978, nato il 23 agosto 1946, scomparso il 7 settembre 1978 a 32 anni. Tra i piu influenti del rock per stile e attitudine.

2. Perche e considerato un genio?
Per il suo approccio rivoluzionario: tom-tom usati come voce solista, fill continui invece del tempo lineare, batteria orchestrale piu che funzionale dentro la canzone rock.

3. Che cos era la festa all Holiday Inn?
Il leggendario 21esimo compleanno del 1967 a Flint, Michigan: un party finito in distruzione totale dell albergo e nel bando vita natural durante della catena Holiday Inn dalla band.

4. Quanto valeva la sua tecnica?
Tecnica istintiva piu che accademica, ma controllatissima: bilanciava energia anarchica e precisione melodica. Da lui hanno imparato Bonham, Copeland, Grohl e gran parte della batteria rock successiva.

5. Quali album fondamentali ha suonato?
My Generation 1965, The Who Sell Out 1967, Tommy 1969, Who s Next 1971, Quadrophenia 1973, Who Are You 1978. Otto album in studio che hanno definito un epoca.

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