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Flea torna al primo amore, il jazz e… la tromba!

Dopo quasi cinquant’anni di carriera come uno dei bassisti rock più riconoscibili della sua generazione, Flea ha pubblicato il suo primo album solista, Honora, per la Nonesuch Records.

Un lavoro che lo vede tornare ai suoi primi amori musicali, il jazz e la tromba, strumenti che il musicista aveva iniziato a esplorare da bambino ben prima dei Red Hot Chili Peppers.

Flea Honora

Un debutto solista a nome Flea, tra tromba e basso

Honora è il primo full‑length a suo nome dopo l’EP Helen Burns del 2012, progetto sperimentale distribuito in forma indipendente.
Qui il bassista firma composizioni e arrangiamenti, suonando sia il basso elettrico che la tromba lungo tutto l’album e assumendo per la prima volta in carriera il ruolo di bandleader in un contesto jazz contemporaneo a tutti gli effetti.

Il disco arriva al termine di un lungo periodo di preparazione: negli ultimi anni Flea ha affiancato alle tournée negli stadi con i RHCP una rigorosa routine di studio quotidiano della tromba, seguita anche con il supporto del flautista Rickey Washington, padre di Kamasi. L’obiettivo dichiarato era realizzare l’album che sognava da oltre trentacinque anni, senza limitarlo a semplice parentesi rispetto al suo “lavoro principale”.

Una band di jazzisti contemporanei

Per Honora Flea ha riunito una formazione di musicisti che gravitano nell’area del jazz più attuale e aperto alla contaminazione. La produzione è affidata al sassofonista Josh Johnson, che nel disco affianca l’artista sia come strumentista che come co‑autore in alcuni brani.

La band comprende:

  • Jeff Parker alla chitarra, già membro dei Tortoise;
  • Anna Butterss al contrabbasso;
  • Deantoni Parks alla batteria.

Al gruppo principale si aggiungono le percussioni di Mauro Refosco e gli interventi di Nate Walcott, Sasha Berliner e dello stesso Rickey Washington ai fiati, per una line‑up che mette insieme nomi di punta della scena jazz e musicisti di area art‑rock.

Sei inediti e quattro riletture

Honora racchiude dieci tracce: sei composizioni originali e quattro reinterpretazioni di brani firmati da George Clinton ed Eddie Hazel, Jimmy Webb, Frank Ocean e Shea Taylor, oltre al classico “Willow Weep for Me” di Ann Ronell.
Il disco si apre con la breve introduzione strumentale “Golden Wingship” e include, tra gli altri, “A Plea”, “Traffic Lights”, “Frailed”, “Morning Cry” e una nuova versione di “Maggot Brain”.

Come ospiti vocali compaiono Thom Yorke e Nick Cave, entrambi amici di lunga data di Flea. Il frontman dei Radiohead è presente in “Traffic Lights”, co‑scritta con Josh Johnson, mentre Cave presta la voce a “Wichita Lineman”, classico di Jimmy Webb portato al successo da Glen Campbell.

Già diffusi come anticipazioni dall’album i singoli “A Plea” e “Traffic Lights”, accompagnati da visual e performance dal vivo che hanno messo in evidenza il nuovo corso jazzistico del musicista. In queste tracce Flea reintroduce al centro del proprio linguaggio la tromba, affiancandola al basso in primo piano.

La copertina e il legame con l’Iran

La copertina di “Honora” mostra una fotografia di Shahin Badiyan, madre della moglie di Flea, la designer Melody Ehsani, ritratta da giovane con un piccione domestico sulla spalla. L’immagine risale all’Iran degli anni 60, prima che la famiglia, appartenente alla comunità bahá’í, fosse costretta a fuggire negli Stati Uniti dopo la Rivoluzione islamica del 1979.

Ehsani ha spiegato che quel vecchio scatto di famiglia è stato scelto come simbolo di speranza e di rifiuto delle logiche che dividono le persone in un “noi” e un “loro”, in un momento in cui le tensioni legate all’Iran e alle minoranze religiose restano al centro del dibattito internazionale. Un contesto che dialoga anche con i temi umanistici che emergono nei testi parlati di “A Plea”.

Tour nei club e nei festival

Per presentare Honora, Flea porterà la sua nuova band in tour da maggio, con una serie di concerti in club e teatri di dimensioni medio‑piccole in Nord America, Regno Unito ed Europa. Le date annunciate includono tappe a Chicago, New York, Londra, Parigi e una presenza in cartellone al North Sea Jazz Festival 2026 a Rotterdam.

L’album, pubblicato in formato digitale, CD e doppio vinile, è già entrato ai vertici delle classifiche jazz in diversi paesi, segnando di fatto il debutto ufficiale di Flea nel circuito discografico del jazz contemporaneo.



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