Il Mixer - Seconda Parte

Il Mixer - Seconda Parte
Salve a tutti MusicOffili, è il terzo appuntamento sull'argomento "mixer, questa volta andremo ad approfondire i punti solo accennati nello scorso capitolo. Analizzeremo quindi a fondo la struttura "fisica" del mixer (circuiteria), ed i tipi di collegamento e le loro funzioni ed utilizzi, argomento sul quale abbiamo ricevuto parecchie e-mail di chiarimento per delle affermazioni che sono risultate, per molti di voi, delle novità (insert, direct out, mandate aux, master out ecc...).

Iniziamo per ordine dunque con la struttura interna del mixer.
Come dicevamo la volta scorsa, a prima vista tutto puo' sembrare molto complesso ed intrigato. Basta invece notare come il mixer sia costituito da tanti moduli tutti uguali. La struttura interna va pensata semplicemente come una matrice composta da tante colonne quanti sono i canali e tante righe quante sono le mandate ausiliarie.
I canali vengono percorsi dal segnale in verticale, dall'ingresso, passando per i preamplificatori, i filtri ecc. Proprio nell'ordine in cui noi li vediamo sul pannello esterno.
Le mandate aux percorrono tutti i canali in senso orizzontale prelevando una parte di segnale da ognuno, ovviamente stabilita da noi attraverso i potenziometri AUX.
Misceleranno quindi a nostro piacimento il segnale prelevato da ogni canale portandolo fino al "rubinettone" delle master aux, a cui ovviamente corrisponde un'uscita fisica AUX SEND.

Esistono due tipi di mandate ausiliarie: pre fader aux e post fader aux. La differenza sta nel punto in cui queste vanno a prelevare il segnale.

Le mandate pre fader lo prelevano prima che passi per questi ultimi. Ne consegue che la posizione del fader è irrilevante ed anche se noi chiudiamo il canale, nella aux ci andrà comunque a finire la parte di segnale decisa da noi con il potenziometro dedicato. Questo tipo di mandata viene utilizzata per "fare la cuffia" ai musicisti, cosicchè noi fonici possiamo tranquillamente decidere di non ascoltare un canale e di lavorare sul materiale sonoro che vogliamo, senza variare continuamente l'ascolto del musicista.

Ovviamente le post fader preleveranno il segnale dopo che questo sia passato nel fader del canale, ed otterremo che la quantità di segnale che entra nella aux dipenderà dalla posizione di quest'ultimo.
Questo tipo di mandata viene invece usata per il collegamento di effetti quali riverberi, delay, modulazioni ecc... in quanto è ovvio che desideriamo che il segnale "WET", cioè solo l'effetto privo del segnale "DRY", vari proporzionalmente alla quantità di segnale di ogni singolo canale che decidiamo di mettere nel nostro missaggio.

Nel nostro percorso del segnale visto dall'interno del mixer, abbiamo altri punti cruciali dove il segnale viene prelevato. Questi sono i punti di "insert".
Fisicamente li troviamo nel pannello posteriore del mixer; per quanto riguarda invece la collocazione nella circuitazione possiamo trovarli prima o dopo l'equalizzatore, comunque prima delle aux.
Sono collegamenti tanto importanti quanto particolari.
A differenza delle aux che prelevano solamente il segnale, gli insert hanno la caratteristica di reimmettere il segnale nello stesso punto in cui è stato prelevato, dopo che abbia, ovviamente, subito le volute e dovute modifiche. E' una vera e propria deviazione verso l'esterno e viene usata generalmente per la connessione di processori di dinamica, ovvero compressori, expanders, gates e chi ne ha più ne metta.
Questo perchè a differenza degli effetti che possiamo decidere noi come mescolare il segnale pulito con quello effettato, nei processori di dinamica il segnale viene completamente cambiato, non c'è una miscelazione col segnale pulito. Quindi il segnale una volta processato puo' proseguire il suo percorso nel canale normalmente.

Come avevamo detto la scorsa volta i ritorni macchina visivamente sono posti in linea con il canale, ma sono circuiti separati internamente, quindi non vanno a sconvolgere il percorso nel segnale nella matrice interna del mixer, quindi li sorvoliamo.

Arrivati alla fine del modulo in analisi troviamo i tasti di assegnazione ed il fader. Il segnale stà per arrivare a destinazione e dobbiamo scegliere ora dove mandarlo.
Le scelte sono semplici: o lo mandiamo alla sezione master e quindi all'uscita del mixer, oppure lo dirigiamo verso i gruppi o bus. Troviamo infatti un pulsantino generalmente contraddistinto dalla serigrafia "L-R" che lo manda al master fader, e un numero variabile di pulsanti serigrafati con "1-2" "3-4" e così via a coppie. Questi sono invece i selettori per dirigere il segnale ai gruppi.
Se è vero che sono raggruppati 2 a 2, è vero anche che dobbiamo avere la possibilità di scegliere tra uno e l'altro. Lo facciamo con il potenziometro del panpot che stabilirà, in base alla sua posizione, in quale bus andrà il segnale.
E' molto importante conoscere bene i gruppi perchè questi hanno molti utilizzi e ci permettono di fare cose altrimenti impossibili. Ad esempio potremmo collegare un multitraccia Adat 8 piste ai mixer forniti di 8 gruppi, in quanto ad ogni gruppo corrisponde un' uscista fisica. Oppure potremmo voler assegnare un gruppo di microfoni ad un bus per controllarli separatamente avendoli sempre sottomano (vedi ad esempio tutti i microfoni della batteria).
Ma l'utilizzo "migliore" per così dire è quello con le direct out.
Cosa sono le direct out?
Sono delle uscite supplementari che troviamo in corrispondenza di ogni canale e che molto di frequente vengono usate per connettere registratori multitraccia dotati di molti canali e che proprio per questo non possono essere cablati sulle 8 uscite bus-out.
Su un mixer molto grande potremmo collegare un bel registratorone analogico 24 piste sui primi 24 canali ad esempio. Questo però vuol dire che se noi abbiamo la fortuna di avere un banco con 24 o piu' canali potremmo registrare solo i primi 24!!! CHE SPRECO!!! E non solo, saremmo costretti a registrare sempre il canale 1 sulla traccia 1, il 2 sulla 2 e così via!!!
Ed è qui che entrano in azione le mitiche direct out coadiuvate dai gruppi, ma vediamo come:
vicino al potenziometro del gain di ogni canale abbiamo un pulsantino dedicato alla direct out contraddistinto dal numero di uno dei gruppi. Nel caso in cui avessimo a disposizione 8 gruppi troveremmo che al canale 1 sarebbe assegnato il numero di gruppo 1, al canale 2 il numero di gruppo 2, fino ad arrivare al canale 9 dove si ricomincerebbe assegnandolo al gruppo 1 di nuovo, il 10 con il 2 e così via.
Come si utilizza tutto ciò?
Premendo il tastino della direct out su un canale, stiamo dicendogli di prelevare il segnale che si trova dentro il gruppo corrispondente. Quindi se lo premiamo sul canale 1 quel canale andrà a prendere il segnale dal gruppo uno, così come farebbe anche il canale 9, il canale 17 ecc. secondo il procedimento seguito prima
Sappiamo come noi possiamo dire a qualsiasi canale di andare dentro qualsiasi gruppo.
Ne viene da se quindi, che grazie alle direct out possiamo far uscire da qualsiasi canale, il segnale che si trova in un qualsiasi altro.
Facciamo un esempio:
Vogliamo registrare il canale 9 sulla traccia 4 del registratore.
La traccia 4 del multipista è cablata con la direct out del canale 4.
Procederemo in questo modo: assegneremo il canale 9 al gruppo numero 4 e premeremo il pulsantino direct out sul canale 4 che andrà quindi a prendere il segnale dal gruppo 4... proprio dove noi abbiamo mandato il contenuto del canale 9.
Il gioco è fatto.

Dopo tutto ciò ci rimane di parlare dell' equalizzatore, del preamplificatore (controllato dal potenziometro del gain), della modalità solo pfl e dei ritorni macchina.
Pensiamo però che la scorpacciata odierna di nozioni sia sufficiente visto che le notizie sono tante e molto importanti. Vi preannunciamo che ci sarà un'ultima lezione dedicata al mixer proprio per approfondire questi ultimi aspetti importantissimi rimasti.
Come molti di voi hanno già fatto, scrivete pure nel forum per dubbi ed eventuali altri approfondimenti e saremo lieti di rispondervi.
Alla prossima sempre qui, non mancate.