RafQu - Homeless

RafQu - Homeless
Una ricerca armonica continua ed un suono delicato, sporcato solamente dallo stridere delle sei corde che producono una musica sincera e avvolgente, sono le caratteristiche principali di Homeless, l'album d'esordio di RafQu, un talento made in Italy, che fa tesoro di una carriera musicale polivalente a servizio di una nuova esperienza, imbracciando un'acustica.Sei tracce strumentali a comporre il primo progetto solista di RafQu, inanellano una serie di trame variegate tra crescendi e armonici, donando all'album stesso una sfumatura piacevole. "Skyscapers", il brano di apertura, eseguito anche con tecniche percussive mette in mostra l'estro del musicista Brindisino che vuol prendere in mano sin da subito la situazione, ne risulta uno stile fermo e determinato, le due qualità principali che si intravedono tra gli spartiti di questa buona intro. "Homeless", il singolo omonimo all'album ci lascia piacevolmente stupiti, ascoltandolo si percepisce una dinamica lodevole ben abbinata ad una velocità esecutiva che quasi ipnotizza l'ascoltatore, anche se questa impressione ci fa sembrar tutto un po' più ridondante.
  


Prosegue la selezione: "Roads", la quarta traccia, equilibrata, ben pensata e rilassante, connotati necessari per offrire un "brano traghettatore", indispensabile per l'ascolto di un disco strumentale come questo. Disco caratterizzato soprattutto da armonici ben dosati che si intrecciano tra le note pop di ogni esecuzione, una chiave di lettura comune a quasi tutta la tracklist che ci fa ben apprezzare il duro lavoro dell'arrangiatore. Una tracklist piuttosto lineare che procede con "Anderson Fairytale", una traccia che nonostante i puntuali cambi di registro sembra delle volte ripetitiva e quasi stagnante su delle posizioni musicali poco innovative rispetto agli altri pezzi contenuti nel CD, tuttavia un buon brano dove alcune delle doti chitarristiche trovano spazio e vetrina.Fanalino di coda (non certo per bellezza compositiva): "When She Sleep", il titolo eloquente sembra preannunciare un brano intenso e vellutato, cosa che immediatamente salta all'orecchio. Il suond polifonico e profondo viene puntualmente impreziosito con degli accenti di archi, bene inseriti e che si fanno apprezzare durante l'intera durata del pezzo; il tutto viene amalgamato da questi 4 minuti di pura bellezza musicale, i sentimenti fruiscono liberi e si ha una percezione di benessere quasi catartica.Il messaggio del buon RafQu viene perfettamente intuito e si ha la voglia di ascoltare ancora l'operato di questo italianissimo chitarrista acustico. Un progetto interessante, che meritata naturalmente un proseguo o meglio un crescendo, per essere in linea con i suoi brani, un crescendo che sembra diventar la keyword di questo ambizioso progetto che per il momento supera ampiamente la sufficienza.

Stefano Di MariaEitichetta: Fingerpicking.netGenere: Acoustic FingerstyleProgetti Simili Consigliati: Massimo Varini - My Sides; Tommy Emmanuel - Little by little; Stephen Bennett - High Street