QSC TouchMix

QSC TouchMix
Dopo il successo dei diffusori K e KW i dirigenti della QSC hanno recepito un chiaro messaggio da parte degli utenti che hanno alte aspirazioni per la qualità della produzione del suono dal vivo, ma senza avere bisogno di impianti per stadi o di mixer con un numero enorme di ingressi ed uscite; QSC ha visto l'opportunità di offrire a tali utenti dei prodotti che forniscano qualità ed apparecchi simili a quelli utilizzati dai migliori professionisti, ma con un costo e delle dimensioni che abbiano senso per i musicisti e addetti alla produzione che lavorano in situazioni piccole e medie.Il primo obiettivo era di realizzare un mixer estremamente potente, ma compatto, grande quanto un computer portatile ma con spazio sufficiente per tutti i controlli ed i connettori per la necessaria versatilità. Ciò è stato possibile riducendo l'interfaccia utente al touchscreen, ai potenziometri di Trim, alla grande manopola e pochi altri interruttori ed evitando molti controlli hardware che avrebbero aumentato l'ingombro del mixer.Ovviamente il mixer doveva essere intuitivo e potente, ma allo stesso tempo "controllabile" anche da un fonico con esperienza media al lavoro per la prima volta su questa tipologia di mixer; per ottenere ciò i progettisti hanno ritardato l'uscita alla fine del 2014, compiendo test approfonditi con utenti del mondo reale e definendo il firmware in base alle richieste specifiche sia di utilizzatori professionisti, sia di utenti meno esperti. Il progetto è stato portato avanti senza perdere di vista il parametro più importante: la qualità del suono che dipende dall'armonizzazione di un'ottima circuitazione analogica con i DSP ed il circuito di controllo digitale.Nel 2010 in questo progetto è stata coinvolta anche M&W Pro Audio, i cui ingegneri principali sono Peter Watts (ex Trident, Mackie 1995-2002 come progettista e vicepresidente, ecc) e Greg Mackie (ex Tapco e Mackie), che avevano realizzato negli anni '90 il mixer digitale d8b, ancora utilizzato da molti studi di produzione, il registratore nonlineare su HD HDR24m ed il Mackie Control, tuttora la piattaforma sulla quale continuano ad essere realizzati i controller di molte aziende. Il progetto ha preso il nome di TouchMix-16 (ingressi: 12 mic, 4 mic/line, 2 linee stereo, talkback, USB stereo; uscite: 6 Aux, due Aux stereo, L/R, cue, monitor) e TouchMix-8 (ingressi: 4 mic, 4 mic/line, 2 linee stereo, USB stereo; uscite: 4 Aux, Aux stereo, L/R e cue/monitor).Innanzitutto sono stati realizzati ottimi preamplificatori microfonici in classe A con Trim analogico controllabili tramite il Gain Wizard con la visualizzazione rapida e precisa del livello del Trim dei 16 ingressi con 4 led colorati in modo vistoso per indicare di quanto ridurre il guadagno dell'ingresso specifico. L'utente può così scegliere due modi operativi per tutto il banco, per ogni ingresso e/o per ogni sezione: "Simple" e "Advanced" che cambiano radicalmente i controlli di EQ (4 bande +lo ed high-cut fissi, contro 4 bande parametriche + low ed high-cut) Compr (da 5 parametri + De-es al controllo di soglia) Gate (da 5 parametri al controllo di soglia).Ovviamente le sezioni delle mandate FX ed Aux non cambiano, così come i Preset e le pagine di Setup dove c'è sorgente, registrazione della traccia. Polarità, Phantom e Digital Gain, oltre Mute Groups e DCA Groups. Le uscite sono dotate di EQ a 28 bande, Limiter, Filters (lo ed high-cut e 4 notch), Presets e Setup (con delay e setup per casse QSC K KW e KLA). Premendo il tasto Rec/Play si attiva la condizione di registrazione/ascolto a gruppi di 8 segnali per volta; il TouchMix-16 registra 22 tracce mentre il TouchMix-8 si limita a 14, infatti oltre gli ingressi mono e quelli stereo è possibile registrare anche il segnale stereo. Nonostante questa ricchezza di controlli ci sono alcune aree di comprensione immediata perché il workflow è intuitivo, ma, per esempio, l'elaborazione degli effetti è un'ingrediente che fa la differenza fra i mix dei professionisti e quelli degli utenti meno esperti, che possono avere perplessità sull'effetto da utilizzare e su come indirizzare il segnale per e dai processori. Pertanto è stato sviluppato FX Wizard che aiuta l'utente a selezionare l'effetto ottimale, fra i 6 a disposizione totalmente editabili e con diversi preset selezionabili ...in questo caso nel canale ci sono di nuovo i modi "Simple" ed "Advanced"con due parametri a richiamo immediato!Inoltre i canali di ingresso sono dotati di una vasta libreria con oltre 100 preset creati appositamente per il suono dal vivo, lavorando con musicisti veri, microfoni comuni, monitor da palco, diversi sistemi PA e decenni di esperienza per realizzare la produzione del suono dal vivo e performance.
Il mixer è dotato di un comodo case morbido per il trasporto, conformato ed imbottito per evitare danni al mixer o all'alimentatore.A pochi mesi dalla commercializzazione si rintracciano molti commenti positivi sulla qualità audio del mixer e commenti di utenti che riescono finalmente ad ottenere dai loro mix dal vivo i risultati che stavano cercando, magari con un miglior mix della batteria o migliori prestazioni dai monitor da palco. Anche la registrazione multitraccia direct-to-hardrive sembra essere ben accettata, sia che si tratti di gruppi che lo utilizzano per prove ed arrangiamenti che di quanti usano le tracce per la produzione di un album dal vivo.Il firmware 2.0, appena rilasciato, risponde a molte richieste di "perché non..." come la sicurezza a più livelli, maggiori opzioni di connettività Wi-Fi, pulsanti programmabili dall'utente, ulteriori preset per i canali, opzioni estese per mix punti e molto altro. L'applicazione iOS ora comprende funzionalità di mix monitor personali per utenti iPhone e iPod Touch, l'operatore può limitare o consentire l'accesso sulla base di ogni unità e possibilità di accedere ai controlli di registrazione/riproduzione e tasti programmabili.

Nel prossimo futuro sarà disponibile un app per il controllo da dispositivi Android, ma c'è da prendere seriamente le parole di Gerry Tschetter «we didn’t get into the mixer business just to develop two models».Francesco Passarelli