Recensione completa degli Adam T7V, monitor da studio entry-level con tweeter U-ART, woofer 7 pollici e amplificazione in Classe D. Resa warm, separazione tra strumenti precisa, prezzo competitivo intorno ai 200 euro a cassa. Killer product nella fascia home studio, ma il formato da 7 pollici richiede spazio: per scrivanie ridotte meglio il fratello T5V.
Quando si comincia a costruire un piccolo home studio il budget non è mai molto alto: spesso è risicato e permette, soprattutto parlando di casse monitor, quasi sempre l’acquisto di oggetti di tipologia poco al di sopra del giocattolo o comunque non professionali. Trovare un compromesso ottimale sul campo della qualità/prezzo è quindi un’impresa decisamente ardua. Oggi le possibilità sono aumentate e anche un marchio di fascia alta come Adam Audio ha messo sul mercato gli Adam T7V per permettere ai non professionisti di affacciarsi al mondo Adam con una spesa contenuta.
La serie T nasce come figlia delle serie S, prendendo a piene mani dalla costruzione di questa bella e più costosa serie di near-field e mid-field, adattando il tutto a esigenze di budget più contenute. Vediamo cosa hanno da dirci queste casse.

Adam T7V: design e considerazioni estetiche
Sul fattore estetico la cassa si presenta decisamente basilare, nulla di nuovo da segnalare sul classico design di Adam, in questo caso però con un monitor più squadrato. Il design del tweeter rimane inalterato rispetto alle serie più blasonate, riuscendo come al solito ad avere uno sweet spot abbastanza ampio. Il led di accensione è sul retro, insieme alle connessioni e ai controlli di equalizzazione. Nulla da aggiungere, fin troppo basica a livello di design.
Scheda tecnica e amplificazione
La parte tecnica non è molto diversa dalle altre casse della stessa fascia. Qui la scheda tecnica completa.
- Driver LF: woofer da 7 pollici
- Driver HF: tweeter a nastro U-ART da 1,9 pollici
- Amplificatori in Classe D: woofer 50W RMS, tweeter 20W RMS
- Intervallo di frequenza: 39 Hz e 25 kHz
- Frequenza di crossover: 2,6 kHz
- SPL massimo: 110 dB (1m, coppia)
- Porta posteriore: bass reflex
- Connessioni: input di linea XLR e RCA
- Dimensioni: 210 x 347 x 293 mm
- Peso: 7,1 kg
Parliamo di uno speaker in polipropilene per il woofer e un tweeter da 1,9 pollici a nastro costruito secondo il modello U-ART. La particolarità sta nella scelta degli amplificatori ingegnerizzati per evitare surriscaldamenti all’interno della cassa anche se messa sotto sforzo per un lungo periodo di tempo.

Certe finezze tecniche delle serie professionali più blasonate non sono presenti, ma la motivazione è ovvia: sono casse per affacciarsi al mondo Adam e rappresentano la fascia low budget del marchio. Dal dato della frequenza di crossover si intuisce un filtro tale da essere del sesto grado o leggermente superiore. Una dotazione in linea con i competitor, per trovare di meglio la cifra sale già ben oltre i 300 e 350 euro per monitor.
Test d’ascolto: come suonano davvero gli Adam T7V
Il test è avvenuto con un setup di medio livello, senza convertitori esoterici o cavi di qualità inarrivabile. La catena: Computer, cavo USB Arturia, Arturia Audiofuse, cavo Quiklok, Adam T7V. Gli ascolti hanno spaziato tra Toto, Jordan Rudess, Bruno Mars, Tommy Emmanuel, Judas Priest e Pink Floyd.

Tra le peculiarità di questa coppia di monitor spicca quella di essere particolarmente preciso sulle voci e su strumenti acustici. Ho apprezzato qualche brano acustico di sola chitarra, successivamente gli ascolti sono stati più orientati al rock fino a generi leggermente più estremi. La resa è stata buona con uno spettro abbastanza equilibrato, una notevole dose di medio basse e un suono warm. Sotto i 100 Hz risulta leggermente più affidabile rispetto ad altri monitor della stessa fascia, e il tweeter è davvero nitido e preciso.
Un altro punto a favore è la separazione tra i vari strumenti: si riesce ad avere un’idea esatta di dove si trovano nello spazio. I suoni per chitarra orientati al rock rendono leggermente meno di voci o tastiere, forse perché essendo casse molto precise risultano precise anche le distorsioni. Il test è durato circa 12 ore di ascolto continuativo: il sistema di amplificazione funziona bene, scalda un pochino com’è normale ma senza esagerazioni.
Un piccolo ammonimento a chi vuole metterle su una scrivania: il formato da 7 pollici lo sconsiglio. Non si ha abbastanza spazio per una resa decente (il mio punto di ascolto era a poco meno di un metro). Consiglio la versione T5V a 5 pollici, così avrai un ascolto dignitoso posizionandola più vicino a te.

Prezzo e considerazioni economiche
Sono casse decisamente entry level per chi conosce Adam, e il prezzo è competitivo: si parla di circa 200 euro a cassa per la versione da 7 pollici e un pò di meno per quelle da 5 pollici. Tra i competitor diretti troviamo JBL LSR 305, Swissonic ASM 5 e Samson Resolv SE5. Adam ha creato un killer product in questa fascia di prezzo, che può dettare legge sul mercato dei monitor da home studio.
Pro e contro degli Adam T7V
Pro
- Prezzo altamente competitivo
- Nitidissima per voci e strumenti acustici
- Enclosure ben progettato
- Resa superiore rispetto ai diretti competitor
Contro
- Mancanza di piedini per disaccoppiare
- Bass reflex solo posteriore
- Mancanza di un led di accensione frontale
I prodotti Adam Audio sono distribuiti in Italia da Midi Music.
Per chi ha fretta: 5 risposte sugli Adam T7V
1. Quanto costano gli Adam T7V?
Circa 200 euro a cassa per la versione da 7 pollici, un pò meno per la T5V da 5 pollici.
2. T5V o T7V: quale conviene per home studio?
Se il punto di ascolto è sotto il metro (scrivania casalinga tipica), meglio T5V. Sopra il metro la T7V rende meglio sulle basse.
3. Che tipo di tweeter montano gli Adam T7V?
Tweeter a nastro U-ART da 1,9 pollici, lo stesso design tecnologico delle serie S più costose ma in versione semplificata.
4. Hanno equalizzazione integrata regolabile?
Sì, sul retro ci sono controlli di shelf per alti e bassi per adattare la cassa all’acustica della stanza.
5. Servono piedini di disaccoppiamento?
Si consigliano accessori IsoAcoustics o pad in schiuma: la cassa non li include di serie ed è uno dei pochi contro reali.
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