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Esempio notazione swing-feel per voce jazz, due crome con dondolio

Cantare il Jazz con il giusto swing

Uno degli elementi più importanti dell'improvvisazione (vocale e non) è l'articolazione delle note. Cos'è il ritmo? Il ritmo è il modo in cui si organizzano le durate attorno alla pulsazione. Una frase musicale è efficace se ha equilibrio ritmico nella sua esposizione. Questo equilibrio lo si può trovare combinan

In sintesi: Lo swing-feel è il primo mattone dell’improvvisazione vocale jazz, prima ancora delle scale e degli accordi. Significa imparare a piazzare il suono in maniera leggermente oscillante rispetto alla pulsazione regolare. Due esercizi pratici con sillabe scat tradizionali, esempi audio e PDF della trascrizione da scaricare, per familiarizzare con quel dondolio caratteristico del linguaggio jazz.

Il ritmo viene prima delle note

Uno degli elementi più importanti dell’improvvisazione (vocale e non) è l’articolazione delle note. Cos’è il ritmo? Il ritmo è il modo in cui si organizzano le durate attorno alla pulsazione. Una frase musicale è efficace se ha equilibrio ritmico nella sua esposizione. Questo equilibrio lo si può trovare combinando pause, durate, gruppi irregolari, articolazioni e accenti.

Negli esercizi di seguito proveremo a usare su studi ritmici le sillabe tradizionali dello Scat, che nascono dall’esigenza di riprodurre con la voce effetti strumentali (soprattutto della batteria e delle percussioni, ma anche dei fiati). Anche se ognuno di noi sviluppa nel corso dei suoi studi delle sillabe personali per approcciarsi all’improvvisazione vocale, è bene tenere conto anche delle classiche sillabe usate dai più grandi rappresentanti di questo linguaggio.

Cos’è davvero lo swing-feel

In questo primo esercizio proviamo a familiarizzare con lo swing-feel. Abbiamo detto che il ritmo è il modo in cui si organizzano le durate attorno alla pulsazione. Lo swing nasce proprio dalla produzione del suono rispetto alla pulsazione neutra e dallo scarto tra essa e le continue oscillazioni (swing vuol dire infatti “dondolare”) di piazzamento del suono.

Proprio per questo motivo ogni musicista ha il suo swing-feel, il suo senso del tempo, che si traduce in personali (e riconoscibili, in caso di famosi solisti o gruppi) micropiazzamenti sul beat. L’origine di questo fenomeno è da ricondursi alla matrice africana della musica jazz. Allo stesso modo in cui, in altri strumenti, il dondolio diventa codificato: per esempio nel walking bass con andamento swing al basso elettrico.

A livello esecutivo, la lettura con swing-feel di due crome si traduce come segue:

Esempio notazione swing-feel due crome con dondolio

Esercizio 1: studio ritmico con sillabe scat

Andiamo ora a eseguire questo studio. Fate attenzione ai segni di espressione e agli accenti nella lettura ritmica. Attenzione anche alle sillabe, che vanno pronunciate in maniera netta e diversa fra loro, in modo da riprodurre con la voce le accentuazioni di un batterista, di un sassofono o di una tromba.

Clicca per scaricare la trascrizione es_1.pdf

Eccovi un esempio di esecuzione:

Esercizio 2: sillabe e note insieme

Cominciamo ora a intonare semplici melodie usando le sillabe del precedente esercizio e lo swing-feel. Potete ascoltare degli esempi di esecuzione della prima e seconda frase. L’obiettivo non è imitare il file audio in maniera meccanica, ma cogliere la natura del dondolio e capire come le sillabe servono a marcare gli accenti.

Clicca per scaricare la trascrizione es_2_.pdf

Come allenare lo swing-feel a casa

Lo swing-feel non si apprende leggendo definizioni: si interiorizza ascoltando e ripetendo. Un metodo che funziona è quello di alternare ascolto e imitazione di brani di riferimento, partendo dai grandi vocalist storici. Ella Fitzgerald e le radici dello scat restano un punto di partenza obbligato, ma anche Sarah Vaughan, Billie Holiday e Betty Carter, ciascuna con un suo dondolio personale.

Dopo l’ascolto, conviene cantare insieme alla registrazione cercando di sovrapporre il proprio piazzamento al loro, e poi staccarsi e cantare la stessa frase senza la voce di riferimento, mantenendo l’oscillazione interiorizzata. Solo dopo si passa all’invenzione di linee proprie. Molti manuali (come Scat-Think, sulle orme di Ella Fitzgerald e Betty Carter) propongono pattern di sillabe già codificati: usateli come vocabolario, non come gabbie.

Per chi ha fretta: 5 cose da sapere su cantare jazz con swing

  1. Cos’è lo swing-feel? È il modo in cui un musicista jazz produce il suono leggermente in oscillazione rispetto alla pulsazione regolare. Significa letteralmente dondolare.
  2. Cosa sono le sillabe scat? Sono sillabe non verbali (come du-bah-dee-bee) che nascono dall’esigenza di riprodurre con la voce effetti strumentali di batteria, fiati, percussioni.
  3. Perché ogni cantante ha il suo swing-feel? Perché lo swing è fatto di micropiazzamenti sul beat che dipendono dal senso del tempo personale. È quello che rende riconoscibile un solista anche dopo poche battute.
  4. Come si scrivono due crome con swing-feel? Le due crome sono scritte come crome normali ma vanno lette come una terzina trasformata, con la prima nota più lunga e la seconda più corta.
  5. Da dove conviene partire per studiare canto jazz? Dai grandi vocalist storici (Ella Fitzgerald, Sarah Vaughan, Billie Holiday, Betty Carter) e da esercizi mirati sullo swing-feel prima delle scale e degli accordi.

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