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Arrangia “Agua de Beber” come un professionista in 30 minuti

Francesca Tandoi ti mostra in 30 minuti le tecniche professionali per riarrangiare "Água de Beber" per piano trio.

“Água de Beber” è uno di quei brani che i pianisti jazz conoscono a memoria, nel senso letterale del termine. Lo si studia, lo si suona, lo si ripropone finché le dita lo trovano da sole. Il problema è proprio questo: dopo un po’, tutte le versioni suonano uguali.

La Masterclass di Francesca su Musicezer prova a rompere questo schema, con una full immersion di 30 minuti su come Francesca, pianista di indiscutibile bravura, ha costruito il suo arrangiamento personale di un classico.

Scritta da Antonio Carlos Jobim con testo di Vinícius de MoraesÁgua de Beber nasce nel 1959 in una Brasília ancora in costruzione: il presidente Juscelino Kubitschek aveva invitato Jobim e de Moraes nella futura capitale perché componessero una sinfonia per l’inaugurazione. Camminando vicino al Catetinho, il palazzo presidenziale provvisorio, i due sentirono il rumore di una fontana: fu quello il punto di scintilla.

La prima a inciderla fu Astrud Gilberto nel 1964, e da allora è diventata uno degli standard jazz più arrangiati e reinterpretati al mondo. Forse proprio per questo è così difficile farne qualcosa di davvero personale. La masterclass di Francesca parte esattamente da qui.

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Cosa si impara in 30 minuti

Il format scelto da Musicezer è quello della masterclass intensiva: mezz’ora l’insegnante smonta il suo stesso arrangiamento per trio – lo stesso portato in studio e sul palco – e lo ricostruisce davanti alla telecamera, scelta dopo scelta.
Non si tratta di un tutorial su come suonare il brano, ma di un’analisi ragionata delle decisioni armoniche e strutturali che lo rendono riconoscibilmente suo.

Le tecniche affrontate sono concrete e, soprattutto, trasferibili su qualsiasi altro brano:

  • Triadi in secondo rivolto come sistema di armonizzazione della melodia
  • Moto contrario nel basso per creare tensione e movimento lineare
  • Sostituzioni di tritono e variazioni di groove
  • Struttura a suite con tre sezioni on cue, pensata per funzionare in esecuzione live con basso e batteria
  • Cambio di tonalità rispetto all’originale

Il punto interessante non è tanto che queste tecniche esistano – le conosce chiunque abbia frequentato un conservatorio o accademia musicale – quanto vederle applicate da chi le usa regolarmente davanti alle platee del North Sea Jazz e dell’Umbria Jazz.

​Il video è girato in 4K multicamera con audio stereo HD qualità studio, include sottotitoli in italiano e inglese e un PDF con la trascrizione completa dell’arrangiamento. L’accesso è a vita, senza abbonamenti né rinnovi.

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Chi è Francesca Tandoi

Romana di origine, da anni basata tra l’Olanda e l’Italia dopo aver conseguito un doppio diploma cum laude al Royal Conservatory of The Hague e al Codarts di Rotterdam, Tandoi è una delle pianiste jazz italiane con il curriculum internazionale più solido della sua generazione.

Ha suonato con Snarky PuppyScott HamiltonStefano Bollani e Darius Brubeck; i suoi concerti l’hanno portata al Dizzy’s Club del Lincoln Center di New York, all’Hakuju Hall di Tokyo, e su decine di palchi tra Europa, Asia, Africa e Americhe.

Il suo album Wind Dance (Atelier Sawano, Giappone) è stato inserito nella Top 10 Best Jazz Albums 2017 di Jazz Life Magazine, che l’ha definita “one of the most exciting emerging talents on the international jazz scene”. Dal 2014 ha pubblicato sette album come bandleader e insegna piano jazz al Conservatorio G.B. Martini di Bologna.

Una pianista di gusto squisito e swing, con una voce raffinata, composizioni indimenticabili e arrangiamenti sofisticati. (Monty Alexander)

Per chi è la masterclass

Il livello minimo richiesto comprende la conoscenza degli accordi di settima, delle progressioni II-V-I e un’esperienza di base con il linguaggio jazz. Tradotto: è pensata per chi suona già, ma continua a fare arrangiamenti che suonano come quelli di qualcun altro.

Chi lavora regolarmente in formazione trio troverà probabilmente il maggior numero di spunti applicabili: gran parte del lavoro di Tandoi riguarda il modo in cui le linee di basso, gli accenti ritmici della batteria e il piano devono dialogare per creare un arrangiamento che funzioni davvero su un palco, non solo a casa con le cuffie.

​Coloro che, invece, sentano di non avere ancora questi requisiti, possono sicuramente dare un’occhiata al videocorso completo (oltre 3 ore) di pianoforte jazz “Oltre il Real Book“, sempre di Francesca Tandoi, per andare oltre lo standard playing: leggere, interpretare e armonizzare gli standard con consapevolezza e libertà creativa.

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