Negli studi di Musicoff abbiamo ospitato Massimo Di Coste e Gabriele Curciotti, organizzatori di Roma Expo Guitar, insieme a Giovanni Baglioni, chitarrista che sarà protagonista dello spin-off acustico del 15 marzo.
L’atmosfera è rilassata, le chitarre sono già in mano. Massimo ha portato la sua acustica, Gabriele una classica, Giovanni la sua fedele compagna di palco. È così che comincia questa chiacchierata e anticipa quello che sarà il cuore del prossimo Roma Expo Guitar: l’incontro tra due mondi che si credevano distanti.
Infatti, dopo tredici anni dedicati esclusivamente alla chitarra classica, Roma Expo Guitar (13-15 marzo 2026) aprirà le porte alla chitarra acustica domenica 15 marzo.
Non un’espansione improvvisata, ma il risultato naturale di un percorso che ha portato la liuteria italiana da realtà di nicchia a fenomeno internazionale. Dieci liutai acustici selezionati secondo criteri rigorosi – professionisti iscritti alla Camera di Commercio, tra i più importanti del settore – esporranno in uno spazio dedicato con tre salette prova e auditorium.
Giovanni Baglioni: “Sarà una novità anche per me”
Il Guitar Test delle ore 15 avrà un protagonista d’eccezione: Giovanni Baglioni. Il prodigioso chitarrista romano che da anni frequenta l’Expo come visitatore, questa volta salirà sul palco per esibirsi.
Il repertorio che proporrà rappresenta la strada della chitarra acustica contemporanea, un vocabolario musicale capace di far emergere le caratteristiche timbriche di ogni strumento.

Quando gli chiediamo di regalarci un assaggio, Giovanni ci tiene a precisare: “Credo che faccia parte del sentimento di molti musicisti quello di volersi discostare dal concetto della competizione nel campo dell’arte”. E poi suona, facendo vibrare lo studio con le sue note.
Arcimbolda: la chitarra simbolo dell’Expo
Durante l’intervista emerge una storia straordinaria: quella di Archimbolda, la chitarra costruita nel 2016 da ben quindici liutai insieme. Non una costruzione casuale, ma un progetto orchestrato tramite estrazione a sorte, con tanto di video in diretta. Ogni liutaio ha realizzato una parte specifica, su un progetto originale del liutaio Gallinotti.
“Questa chitarra nasce perché i liutai hanno voluto farci un regalo”, racconta Curciotti con emozione visibile. Massimo e Gabriele avevano affrontato una grave difficoltà economica investendo personalmente, senza chiedere nulla agli espositori. “Loro di contro hanno voluto ringraziarci di questo e farci questo regalo. È una delle cose più belle che poteva succedere”.
La rosetta di Archimbolda è un mosaico: ogni parte è caratteristica dello stile di uno dei liutai partecipanti. All’interno, il cartiglio porta le firme di tutti. Anche tre aziende hanno contribuito: Alessi e Hexagon per le meccaniche, Paolo Coriani e Revolta per i legni. “Questa chitarra è il simbolo del REG perché rappresenta proprio il senso di fondo: abbiamo creato una squadra, un gruppo”.
Come la liuteria italiana ha conquistato il mondo
L’intervista si fa racconto quando Massimo e Gabriele ripercorrono il percorso che ha portato la liuteria italiana al riconoscimento internazionale. La varietà è il segreto. Mentre in Spagna domina la scuola di Torres con costruzioni simili tra loro, l’Italia offre diversità paragonabile alla cucina regionale.
Per il REG il supporto dell’Istituto del Commercio Estero è stato fondamentale, finanziando l’incoming dei dealer internazionali. Ma c’è un’altra figura chiave: Luigi Mercuri, imprenditore farmaceutico (DMG) e mecenate dell’Expo. “Doveva fare il chitarrista nella vita poi per questioni parallele non l’ha più potuto fare. Quando ci siamo conosciuti ci siamo subito trovati in grande sintonia e lui ci aiuta tantissimo” . Un’azienda farmaceutica non ha vantaggi commerciali diretti, ma per Mercuri conta il piacere di tornare nel mondo della chitarra.
Cosa aspettarsi dall’Expo 2026
Quando chiediamo cosa troverà il pubblico, Massimo descrive l’organizzazione dello spin-off acustico. “Abbiamo diviso il settore chitarra classica dal settore chitarra acustica. Ci sarà una galleria dove esporranno i dieci liutai, tre piccole sale prova e l’auditorium a disposizione” . Oltre al Guitar Test delle 15, chiunque potrà testare liberamente le qualità timbriche degli strumenti in auditorium.
Per la chitarra classica, trenta liutai esporranno insieme ad aziende specializzate in corde, meccaniche, legni, custodie ed editoria. Il programma musicale è ricco: venerdì sera Irina Kulikova, sabato Zoran Dukic, Guitar Test sabato con Edith Paget.
Grazie all’European Academy Project, saranno presenti sei docenti internazionali con una sessantina di studenti da conservatori europei.
“Questo è un momento di semina, è importantissimo” , sottolinea Gabriele parlando degli studenti. “Se è vero che è importante portare dealer internazionali a Roma, è altrettanto importante che gli studenti scoprano questo mondo. Chi porta uno strumento nel proprio conservatorio lo fa ascoltare dai colleghi, dagli amici, da altri docenti” .
Collegati ora al sito del Roma Expo Guitars.















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