La ricostruzione di Boak deve però fare i conti con le testimonianze rilasciate negli anni dagli stessi protagonisti. Nel 2016, intervistata da Billboard, Jennifer Jason Leigh aveva spiegato di essere convinta che la chitarra sarebbe stata sostituita prima della distruzione. Aveva inoltre dichiarato di non credere che Tarantino fosse consapevole della presenza dello strumento originale.
Anche Kurt Russell, tornando sull’episodio in un’intervista a Esquire nel 2024, aveva ribadito di non sapere che stava maneggiando una Martin di circa 145 anni.
L’attore aveva raccontato di aver atteso un istante prima di colpire, aspettandosi che qualcuno interrompesse la ripresa. Poiché nessuno intervenne, aveva portato a termine l’azione prevista dal copione.
Russell aveva anche ridimensionato le ricostruzioni che nel frattempo avevano trasformato la chitarra in un oggetto dal valore economico incalcolabile, ricordando che all’epoca gli era stata indicata una valutazione di circa 15.000 dollari.
Il suo racconto, quindi, non contraddice direttamente l’ipotesi di Boak: Russell potrebbe essere stato all’oscuro di un’eventuale decisione del regista. Diverso è il caso delle dichiarazioni di Jennifer Jason Leigh, che nel 2016 riteneva Tarantino altrettanto inconsapevole.
C’è poi un altro particolare da considerare: all’epoca dello scandalo, lo stesso Boak aveva riferito che Martin era stata informata di un incidente sul set, senza avanzare accuse di intenzionalità nei confronti del regista.
Che fine ha fatto la Martin distrutta?
La chitarra, appartenente alla tipologia delle piccole acustiche parlor ottocentesche, risultò danneggiata in maniera irreparabile. Per Martin non si trattava soltanto di una perdita economica. Uno strumento costruito nell’Ottocento rappresenta infatti una testimonianza materiale delle tecniche di liuteria, dei materiali e della produzione dell’epoca.
Dopo l’accaduto, l’azienda modificò la propria politica, decidendo di non concedere più strumenti della collezione museale alle produzioni cinematografiche.
I resti della chitarra non sono comunque scomparsi. Nel gennaio 2024 Martin li ha esposti pubblicamente al NAMM Show di Anaheim, conservati in una teca che mostrava il corpo spezzato e le altre parti dello strumento.
Nella recente intervista, Boak ha ricordato anche la reazione dell’allora amministratore delegato Chris Martin, che, secondo il suo racconto, avrebbe considerato la visibilità ottenuta attraverso il film un risultato capace di compensare almeno sul piano promozionale la perdita.
Un punto di vista certamente pragmatico, che però non restituisce al patrimonio storico della liuteria americana ciò che è andato distrutto.

Un incidente o una scelta di regia?
A distanza di oltre dieci anni, la domanda rimane aperta. È accertato che sul set fu distrutta una Martin autentica dell’Ottocento, che erano state preparate delle repliche e che Kurt Russell non sapeva di avere tra le mani lo strumento originale.
Non è invece dimostrato che Quentin Tarantino abbia deliberatamente impedito la sostituzione per ottenere una reazione più convincente dalla sua attrice.
Le parole di Dick Boak aggiungono una testimonianza autorevole, ma anche un’interpretazione che richiederebbe ulteriori riscontri, a cominciare da una conferma diretta da parte del regista o di altri componenti della produzione.
Resta un paradosso difficile da ignorare: una scena di pochi secondi, concepita per raccontare la brutalità di un personaggio, ha finito per cancellare oltre un secolo di storia della liuteria.
Se l’ipotesi di Boak trovasse conferma, quella distruzione diventerebbe qualcosa di ancora più controverso: non un errore cinematografico, ma una precisa scelta artistica.










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