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Lyndon Laney è morto: se ne va il pioniere del suono heavy britannico

Lyndon Laney, pioniere degli amplificatori britannici e sicuramente uno dei padri del suono metal, è morto a 77 anni.

Lyndon Laney, fondatore di Laney Amplification e tra i protagonisti dell’industria degli amplificatori britannici, è morto all’età di 77 anni.
L’annuncio è arrivato tramite i canali ufficiali del marchio, che hanno parlato della scomparsa di uno dei veri pionieri della produzione di strumenti musicali in Gran Bretagna.

Classe 1948, Lyndon Laney è stato il classico esempio di artigiano diventato industriale senza mai perdere il contatto con il mondo dei musicisti.
Il suo nome resta legato soprattutto al marchio Laney Amplification, nato alla fine degli anni 60 nelle Midlands, in pieno fermento rock britannico.

Dal gruppo di provincia al garage di famiglia

Laney nasce come bassista, con una passione precoce per l’elettronica e in particolare per le valvole, alimentata – come tanti a quell’epoca – dalle esigenze di volume delle serate nei locali.
Suonava in una band locale, la Band of Joy, insieme a un certo John Bonham alla batteria e Robert Plant alla voce, quando iniziò a costruire i primi amplificatori nel garage del padre.

Al tempo, suonavo nei Band of Joy, con John Bonham alla batteria (non ti riprendi mai davvero da uno come John) e Robert Plant alla voce. Robert reggeva sempre benissimo il fronte del palco, nonostante il casino che facevamo dietro.
Bei tempi… e Robert e John sono poi passati a cose ben più grandi e importanti (Lyndon Laney)

L’idea non era quella di aprire un’azienda, ma quando gli amici iniziarono a chiedergli i suoi ampli, il “lavoretto” da garage si trasformò gradualmente in un’attività vera e propria.

L’incontro con Tony Iommi e il suono del metal

La svolta arriva nel 1970, quando Laney progetta un LA100 BL su misura per Tony Iommi, allora chitarrista “emergente” di una band chiamata Black Sabbath.
Quegli amplificatori finirono sui primi due album del gruppo e contribuirono in maniera decisiva a definire l’estetica sonora del metal nascente, fatta di gain aggressivo e headroom poderosa.

Quel progetto diventò il modello per la serie Supergroup, che ancora oggi è vista come una delle pietre miliari del suono “heavy” di scuola britannica.

Le innovazioni firmate Laney

Al di là del mito Sabbath, Lyndon Laney ha spinto il marchio verso una continua ricerca tecnica, spesso anticipando soluzioni poi diventate standard.
Nel 1972 arriva il Laney KLIPP, uno dei primi amplificatori a integrare un vero canale boost dedicato, concetto che oggi diamo quasi per scontato in qualsiasi testata hi gain.

Nel 1988 la serie DP Range introduce uno dei primi amplificatori per basso con equalizzatore grafico integrato, offrendo ai bassisti un controllo molto più fine sul timbro.
Più di recente, la gamma di ampli “studio” ha sperimentato integrazioni digitali come la tecnologia T-USB, pensata per collegare il mondo degli amplificatori tradizionali a quello della produzione in studio.

Il lavoro di Lyndon Laney non si è limitato agli amplificatori con il suo nome sul frontale. Sotto il cappello dell’Headstock Group, ha esteso le sue attività prima nel settore pro audio con l’acquisizione di HH Audio, poi nella distribuzione con Headstock Distribution.
Attraverso questa struttura sono transitati marchi come Ibanez e Tama (Hoshino Gakki), e successivamente anche nomi di primo piano come Zildjian, Vic Firth e DiMarzio, confermando il ruolo di Laney come figura centrale nella filiera musicale britannica.

L’università mancata e la scelta degli amplificatori

In un’intervista del 2015, ricordando i primi anni, Laney raccontava di come la costruzione di ampli fosse nata in parallelo ai piani di studi universitari. Due giorni prima di partire per il college, decise di prendersi “un paio d’anni” per vedere dove l’avrebbe portato il lavoro sugli amplificatori, per poi ammettere con ironia che, “quarant’anni dopo… non sono ancora arrivato all’università” .
Una battuta che sintetizza bene la sua scelta di vita: restare immerso nel mondo dei musicisti, più che in quello accademico.

Un’eredità viva tra artisti e nuovi prodotti

Oggi l’eredità di Lyndon Laney prosegue attraverso il figlio James Laney, che guida l’azienda portandone avanti la visione.
Sotto la sua direzione, il marchio continua a lavorare con artisti di alto profilo, dai mondi del rock e della chitarra contemporanea, tra cui Billy Corgan e Lari Basilio, segno che il nome Laney resta ben presente sulla scena internazionale.

Le reazioni alla notizia della morte, arrivate da musicisti, rivenditori e addetti ai lavori, confermano quanto il lavoro di Lyndon abbia plasmato il suono di più generazioni di chitarristi e bassisti, molto oltre i confini del Regno Unito.

Nessun dettaglio sulle cause della morte

Al momento, i comunicati ufficiali si limitano ad annunciare la scomparsa di Lyndon Laney, senza specificare le cause del decesso.
Il focus dei messaggi è chiaramente rivolto al riconoscimento del suo contributo al settore e al tributo alla sua figura umana e professionale.



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