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Il marchio Dumble è tornato online per preservarne la storia

Per chi non avesse seguito la saga: Howard Alexander Dumble, scomparso il 16 gennaio 2022 a 77 anni, ha costruito personalmente, dalla fine degli anni Sessanta in poi, circa 300 amplificatori, spesso cuciti addosso al singolo musicista.

Nel 1972 nasce l’Overdrive Special, sviluppato anche a partire dall’impressione lasciata su Dumble dal suono di Robben Ford con un Fender Bassman piggyback. Negli anni, i suoi amplificatori vengono associati a musicisti come Carlos Santana, Larry Carlton, Stevie Ray Vaughan, Robben Ford e John Mayer. Joe Bonamassa è arrivato a collocare Dumble accanto a Fender, Marshall e Vox tra le quattro sonorità fondamentali dell’amplificazione per chitarra.

Il mito, però, nasce anche dal personaggio. Per arrivare a ordinare un amplificatore potevano servire una raccomandazione e una sorta di audizione; Dumble proteggeva inoltre parte dei propri circuiti ricoprendoli di resina epossidica, così da renderne difficile l’analisi. A questo si aggiunge un mercato dell’usato nel quale un Overdrive Special può valere decine di migliaia di dollari, e in alcuni casi molto di più.

C’è poi un dettaglio che oggi pesa particolarmente: secondo Robben Ford, Dumble non voleva che il suo marchio gli sopravvivesse.

Quando e come è tornato online il sito

La storia del ritorno pubblico del marchio comincia nel 2024. Dumble.com risulta nuovamente attivo almeno da giugno, mentre nei mesi successivi inizia a farsi strada l’idea di nuove costruzioni basate sul patrimonio tecnico lasciato da Dumble.

A gennaio 2025, durante il NAMM, il progetto assume contorni molto più chiari. La gestione dell’eredità Dumble ruota attorno alla Dumble Preservation Society, con Drew Berlin — esperto di strumenti vintage e amico personale di Alexander — come figura centrale. Nella presentazione del progetto compare anche Michael Doyle, autore di The History of Marshall, mentre una successiva intervista pubblicata da Premier Guitar indica Berlin e Matt Swanson come responsabili della tutela del nome, del marchio e della proprietà intellettuale legata a Dumble.

Al NAMM erano esposti il primo amplificatore costruito da Dumble, uno Steel String Singer utilizzato in tour da Stevie Ray Vaughan, il vecchio Overdrive Special di Santana e altri esemplari particolarmente significativi.

Il motivo che ha portato alla costruzione di nuovi amplificatori è, almeno all’origine, molto meno romantico di quanto si potrebbe immaginare.

Berlin ha raccontato che, nel tentativo di mantenere la tutela del marchio, il legale incaricato della questione gli spiegò la necessità di produrre e commercializzare effettivamente qualcosa con il nome Dumble. In caso contrario, la possibilità di difendere il marchio sarebbe diventata problematica.

Da qui nacquero i primi due amplificatori realizzati dopo la morte di Alexander Dumble: uno completava l’ultimo esemplare sul quale aveva lavorato personalmente, mentre l’altro era un progetto nuovo.

Il passaggio successivo arriva nel settembre 2026, quando Dumble.com si trasforma in un vero shop. Le prime discussioni sui nuovi modelli iniziano a circolare proprio nella seconda metà del mese, accompagnate anche da dimostrazioni del nuovo Tweedle Dee con Joe Bonamassa.

I nuovi amplificatori Dumble

In vetrina ci sono attualmente tre amplificatori, tutti realizzati su ordinazione. Il sito mostra un prezzo per ciascun modello, ma specifica anche che si tratta di prodotti special order e invita a contattare direttamente la Dumble Preservation Society per disponibilità e condizioni dell’ordine.

Overdrive Special – 25.000 dollari. È naturalmente il modello che porta con sé la parte più ingombrante della leggenda Dumble. L’architettura prevede il celebre percorso nel quale la sezione pulita alimenta ulteriori stadi di guadagno dedicati all’overdrive. La nuova versione viene proposta come amplificatore da 100 watt con finali 6L6, in formato testata o combo, con possibilità di personalizzazione estetica. Tra le opzioni compare anche il Dumbleator, pensato per l’inserimento degli effetti mantenendo un ampio margine dinamico.

MegaPLX – 12.000 dollari. È la riedizione di uno dei soli tre MegaPLX originali costruiti da Alexander Dumble e prende come riferimento il seriale 0003, oggi conservato dalla Society. Utilizza una coppia di EL34, schede a occhielli cablate a mano e diversi componenti NOS provenienti dal magazzino personale di Dumble. Anche alcuni dettagli costruttivi apparentemente eccentrici sono stati riprodotti, comprese le estremità in legno del telaio, presenti sull’originale.

Tweedle Dee – 7.000 dollari. Riprende una delle modifiche Dumble più conosciute, sviluppata originariamente partendo dall’universo Fender Tweed Deluxe. Telaio, circuito e cabinet sono costruiti appositamente; vengono utilizzate resistenze NOS e valvole finali 6V6 selezionate per lavorare alle tensioni più elevate previste dalle modifiche del circuito. Completano la configurazione trasformatori Mercury Magnetics su specifica Dumble e un Celestion G12M Greenback da 25 watt.

C’è anche una chicca per i nerd, e questa volta la definizione è quasi obbligatoria: secondo la Society, l’ultimo amplificatore costruito interamente da Alexander Dumble fu proprio un MegaPLX, il numero 005, oggi conservato dalla stessa organizzazione.

Il primo Dumble ufficiale entra nel mondo NAM

La vera sorpresa potrebbe però essere quella meno costosa.

Per 29,99 dollari la Dumble Preservation Society propone quello che sul sito viene chiamato Plug-In: Dumble MegaPLX. Tecnicamente, più che un plugin proprietario nel senso tradizionale, si tratta di un pacchetto di catture dell’amplificatore destinate al Neural Amp Modeler, accompagnate da un’impulse response.

Il pacchetto comprende cinque impostazioni del MegaPLX, dal pulito fino alle configurazioni più distorte, realizzate utilizzando NAM2 e gli strumenti di TONE3000. È incluso anche l’IR di una cassa 4×12 ripresa attraverso un Greenback da 25 watt, fornito in quattro formati digitali.

E qui arriva un dettaglio interessante. La stessa Society ammette che, con tutti i controlli del MegaPLX spinti al massimo, il comportamento dell’amplificatore non è stato catturato in maniera sufficientemente fedele dal sistema NAM2. Invece di nasconderlo sotto il tappeto digitale, hanno deciso di dirlo apertamente.

Chi c’è dietro e cosa aspettarsi: la nostra lettura

Dietro la Dumble Preservation Society c’è soprattutto Drew Berlin, figura storica del mercato vintage americano e amico di Alexander Dumble per decenni. Secondo quanto raccontato da Premier Guitar, Berlin e Matt Swanson sono responsabili della tutela del nome e del marchio.

Berlin non ha mai nascosto che la nuova produzione sia nata inizialmente da una necessità legale. L’attività principale della Society rimane infatti anche quella di mantenere e revisionare gli amplificatori originali, utilizzando schemi e componenti provenienti dall’archivio Dumble. Al momento dell’intervista pubblicata da Premier Guitar, erano già passati dai loro laboratori oltre 50 amplificatori originali.

I nuovi apparecchi vengono invece costruiti da due tecnici che preferiscono rimanere anonimi. Uno di loro era particolarmente vicino a Dumble e, secondo Berlin, gli aveva perfino promesso di non utilizzare le conoscenze ricevute per costruire amplificatori propri. La situazione è cambiata proprio davanti alla necessità di salvaguardare il marchio.

Qui le possibili letture rimangono almeno due. Da una parte c’è un’organizzazione che dispone degli schemi originali, dell’archivio personale di Dumble e di componenti NOS provenienti dal suo magazzino: un patrimonio al quale nessun costruttore esterno di cloni può avere lo stesso accesso diretto.

Dall’altra rimane un fatto difficilmente aggirabile: un Dumble era, per definizione, un amplificatore costruito e spesso messo a punto da un uomo solo per un musicista preciso. E quell’uomo oggi non c’è più.

Non sorprende quindi che nelle comunità di appassionati le reazioni oscillino tra curiosità, interesse e scetticismo, con discussioni inevitabili anche sui prezzi.

Per come la vedo, la soluzione più sensata è giudicare questi amplificatori per ciò che effettivamente sono: riedizioni ufficiali realizzate dagli eredi tecnici del marchio, utilizzando documentazione e materiali provenienti dall’archivio Dumble, non nuovi Dumble costruiti personalmente da Alexander.

E forse la novità più significativa è proprio quella da 29,99 dollari. Il pacchetto MegaPLX rappresenta infatti il primo passo digitale ufficiale del nuovo corso Dumble e rende accessibile una parte di quell’universo sonoro anche a chi non ha 7.000, 12.000 o 25.000 dollari da dedicare a un amplificatore. Che, vista la storia del marchio, è già una discreta rivoluzione culturale.



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