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Fender Telecaster, 75 anni raccontati da Keith Richards, Springsteen e Jack White

Fender celebra i 75 anni della Telecaster con un documentario tra storia, grandi chitarristi e persone che l'hanno costruita.

La Fender Telecaster compie 75 anni e Fender ha deciso di celebrare l’anniversario con qualcosa di più sostanzioso dell’ennesima serie limitata. Si intitola The One That Started It All il documentario dedicato alla chitarra nata nel 1951 e diventata, nel corso di tre quarti di secolo, uno degli strumenti più riconoscibili della musica popolare.

Il film dura circa 75 minuti e mette insieme testimonianze di musicisti appartenenti a generazioni e mondi musicali molto diversi. Tra i protagonisti compaiono Keith Richards, Bruce Springsteen, Vince Gill, Sheryl Crow, Andy Summers, Jack White, Joe Bonamassa, John 5 e Julien Baker, insieme ad altri chitarristi, tecnici e figure legate alla storia Fender.

Più che costruire una celebrazione nostalgica, il documentario cerca di raccontare come un progetto apparentemente elementare sia riuscito a rimanere sostanzialmente riconoscibile per 75 anni, attraversando country, blues, soul, rock, punk, alternative e persino metal.

Una chitarra nata prima del rock’n’roll

Quando la Telecaster arrivò sul mercato nel 1951, il rock’n’roll non aveva ancora assunto la forma con cui sarebbe esploso pochi anni più tardi. Fender stava lavorando soprattutto pensando ai musicisti country e western swing della California, realizzando uno strumento solid body semplice da produrre, resistente e facilmente riparabile.

Prima del nome Telecaster c’erano stati Esquire e Broadcaster e, per un breve periodo, quelle chitarre oggi soprannominate “Nocaster”, nate dopo l’abbandono del marchio Broadcaster. La struttura di base sarebbe però rimasta quella destinata a diventare familiare a generazioni di chitarristi: manico avvitato, corpo solid body, due pickup single coil e un progetto ridotto quasi all’essenziale.

E proprio quella semplicità, inizialmente guardata con una certa diffidenza, è diventata uno dei suoi punti di forza. Fender ricorda come alcuni osservatori dell’epoca arrivassero a paragonarla poco gentilmente a una pagaia o a una pala da neve. Il tempo, in questo caso, non è stato particolarmente clemente con i critici.

Da James Burton a Keith Richards

Uno dei punti centrali del documentario è naturalmente il rapporto fra la Telecaster e i musicisti che ne hanno ampliato continuamente il vocabolario.

James Burton contribuì a portarla dentro il linguaggio country e rock’n’roll; Steve Cropper la rese parte integrante del suono soul di Memphis; Keith Richards trasformò la sua Telecaster modificata in una delle immagini più riconoscibili dei Rolling Stones; Bruce Springsteen ne ha fatto uno dei simboli della propria carriera.

“Jeff Beck ne suonava una. Pete Townshend ne suonava una. Steve Cropper ne suonava una. James Burton ne suonava una. C’era dentro tutto, dal rock al soul fino al rockabilly. Era semplicemente la chitarra giusta per me.” (Bruce Springsteen)

La storia potrebbe continuare parecchio: Muddy Waters, George Harrison, Jimmy Page, Albert Lee, Joe Strummer, Andy Summers e molti altri hanno utilizzato Telecaster o sue varianti in contesti sonori spesso lontanissimi gli uni dagli altri. Fender ricostruisce proprio questa capacità dello strumento di cambiare identità senza perdere la propria.

Non soltanto i chitarristi

The One That Started It All dedica spazio anche a chi gli strumenti Fender li ha materialmente costruiti. Tra le figure ricordate c’è Abigail Ybarra, storica avvolgitrice di pickup Fender, entrata nell’azienda negli anni Cinquanta e diventata nel tempo uno dei nomi più conosciuti dietro le quinte della produzione californiana.

È un dettaglio interessante perché sposta almeno in parte il racconto dalla mitologia dei grandi chitarristi al lavoro industriale e artigianale che ha permesso alla Telecaster di attraversare decenni di produzione.

Il progetto originale ha infatti generato negli anni un numero enorme di interpretazioni: dalle Thinline alle versioni Custom e Deluxe con humbucker Wide Range, fino ai modelli contemporanei e alle numerose signature. Eppure basta spesso vedere una sagoma, una paletta e quella caratteristica piastra metallica del pickup al ponte per capire immediatamente di quale famiglia stiamo parlando.

Settantacinque anni senza bisogno di reinventarsi

Fender ha costruito intorno al 75° anniversario un programma molto più ampio, con nuovi modelli commemorativi, contenuti dedicati e approfondimenti storici. Il documentario rappresenta però probabilmente la parte più interessante dell’operazione per chi della Telecaster vuole conoscere la storia più che il nuovo colore disponibile in catalogo.

E forse il dato più curioso della Telecaster rimane proprio questo: nata in un’epoca in cui la chitarra elettrica solid body era ancora un territorio tutto da esplorare, 75 anni dopo non ha avuto bisogno di essere davvero reinventata.

Sono cambiati pickup, elettronica, radius, ponti, legni e metodi produttivi. La forma e la logica di partenza, invece, sono ancora lì.

The One That Started It All è stato pubblicato da Fender integralmente online – secondo video n questo articolo – nell’ambito delle celebrazioni per il 75° anniversario della Telecaster.



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