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Giacomo Guadagna: 20 anni di liuteria alla ricerca del suono perfetto

Liutaio con 20 anni di esperienza, Giacomo Guadagna costruisce solo modelli assolutamente di gusto personale: Venere ed Ermes, protagoniste al Roma Expo Guitars 2026.

Dalla musicologia alla liuteria, passando per Bologna e la Val di Chiana: Giacomo Guadagna è uno dei liutai italiani più interessanti della scena contemporanea. Con vent’anni di attività alle spalle, il suo laboratorio in provincia di Arezzo è diventato un punto di riferimento per chitarristi classici e fingerstyle che cercano strumenti dall’identità forte, lontani dalle copie storiche.​

In vista della sua partecipazione al Roma Expo Guitars 2026, abbiamo incontrato Giacomo per parlare del suo percorso, della filosofia che guida il suo lavoro e dei suoi modelli di punta: Venere ed Ermes.​

Giacomo Guadagna

Dall’università alla bottega

Come è iniziata la tua avventura nella liuteria?

“Tutto è cominciato vent’anni fa, subito dopo la laurea in musicologia a Bologna. Volevo diventare un bluesman, ma non avevo abbastanza soldi per comprarmi una chitarra acustica decente. Così ho pensato: perché non costruirmela? Abitavo vicino a piazza Verdi, la zona universitaria, e un giorno sono entrato in una di quelle botteghe di liutai davanti alle quali ero passato centinaia di volte.
È stato come attraversare una porta temporale: tavoli da lavoro, pialle, scalpelli, l’odore di resine e legno. Barattoli con nomi esotici: mastice di Chios, gommalacca, sangue di drago. Da quel momento ho capito che volevo conoscere tutto di quel mondo”.​

Bologna però non ti ha permesso di restare…

“Esatto. Dopo diversi corsi di liuteria in Italia e all’estero, mi sono reso conto che aprire un laboratorio a Bologna aveva costi insostenibili. La mia compagna toscana mi ha proposto di trasferirci nel suo paese d’origine, Castiglion Fiorentino, in provincia di Arezzo.
Dal caos della Bologna universitaria mi sono ritrovato in una casa di campagna nella Val di Chiana. Ho passato due anni a costruirmi il laboratorio da zero: pareti, pavimento, sanitari, tavoli, scaffali. Tutto fatto con le mie mani”.​

La sfida quotidiana: ascoltare i legni

Cosa ti ha spinto a fare questo mestiere?

“All’inizio ho costruito chitarre classiche, acustiche e anche violini. Volevo imparare tutto, scoprire i segreti di cui tanto si parlava. Ma col tempo ho capito che non esistono ricette segrete: si tratta di apprendere tecniche e soprattutto di saper leggere e interpretare i legni. Bisogna ascoltare con le mani, immaginare un suono e, dopo un lungo processo di manipolazione, cercare di ottenerlo. È questa sfida che ogni giorno mi fa alzare dal letto”.​

Modelli personali, non copie storiche

Cosa ti rende unico come liutaio?

“Non costruisco copie storiche, solo modelli personali. Per quanto possa essere affascinante riprodurre le chitarre dei Maestri del passato, ritengo sia una scelta puramente commerciale. Chi compra una ‘Torres’ lo fa perché probabilmente non può permettersi l’originale. Ma cosa c’è davvero di Torres in quella chitarra? Durante la costruzione le variabili in gioco sono tantissime: del progetto originale restano forse la rosetta, la forma e poco altro”.​

C’è un episodio che ha rafforzato questa convinzione?

“Qualche anno fa è morto John Weissenrieder, un liutaio americano che lavorava a Firenze. Un maestro senza arroganza. Da lui ho imparato l’arte del dettaglio, della ricerca, della calma. John costruiva copie straordinarie di Garcia, Simplicio e Bouchet.
Quando è mancato, volevo comprare una sua chitarra per trattenere una parte di lui. Ma quando l’ho imbracciata, non ho visto lui: ho visto Garcia. Ogni curva, ogni dettaglio era la scelta di qualcun altro. Non ho visto John e questo mi ha dispiaciuto molto. Da quel momento ho deciso che avrei portato avanti solo modelli personali”.​

Venere ed Ermes: due anime, due suoni

Quali sono i tuoi modelli di punta?

“Costruisco principalmente due chitarre: Venere, la mia classica da concerto, ed Ermes, la mia chitarra acustica. Quest’anno al Roma Expo Guitars porterò una Ermes Limited Edition. È una small jumbo dove ogni dettaglio – filetto, incatenatura – è frutto di vent’anni di esperienza. Attualmente è ancora in lavorazione, per questo non posso ancora mostrarvi foto in anteprima, ma vi aspetto al REG per vederla e, soprattutto, ascoltarla dal vivo”.​

Puoi descrivere meglio Ermes?

“Ermes è una chitarra dalle dimensioni contenute, leggera, bilanciata ed equilibrata. Ha una tavola in abete della Val di Fiemme, fondo e fasce in palissandro indiano, manico in sapele quilted, tastiera e ponticello in ebano. La verniciatura è a gommalacca e l’incatenatura è personale, simmetrica a doppia X. Include anche un’amplificazione di mia produzione, la Clear Sound Pickup”.​

Per quale tipo di musicista è pensata?

“Il mio obiettivo era creare una chitarra perfetta per il fingerstyle. L’equilibrio è alla base del progetto: alti e bassi devono rimanere sempre ben distinti, i bassi non devono mai sovrastare. Chi sceglie di acquistare una mia chitarra sa già cosa vuole: è generalmente un musicista di carattere, con le idee molto chiare. Oggi il suono di Ermes e di Venere sono io”.​

E per quanto riguarda Venere?

“Venere è la mia chitarra classica da concerto, il modello che rappresenta la mia visione della tradizione chitarristica colta. Come per Ermes, anche qui ogni dettaglio nasce da anni di ricerca e sperimentazione personale. Non cerco di imitare i grandi maestri del passato, ma di creare uno strumento che porti la mia firma sonora: equilibrio, chiarezza e proiezione.
Venere è pensata per chi suona repertorio classico e contemporaneo, per chi cerca uno strumento che risponda con precisione alle dinamiche più sottili. È una chitarra che non impone il proprio carattere, ma amplifica quello del musicista. Tavola in abete, fondo e fasce in palissandro, verniciatura a gommalacca: materiali tradizionali al servizio di un progetto contemporaneo”.​

Roma Expo Guitars: un appuntamento imperdibile

Cosa rappresenta per te il Roma Expo Guitars?

“Il REG è diventato negli anni un punto di riferimento per la liuteria italiana. È un luogo dove si incontrano artigiani, musicisti e appassionati, dove la musica diventa condivisione vera. Non è solo un’esposizione: è un’esperienza totale, fatta di concerti, prove strumenti, confronti umani e professionali. Sarà un’occasione importante per far conoscere la Ermes Limited Edition e per incontrare chi condivide la stessa passione per il suono e la costruzione”.​

Il Roma Expo Guitars si conferma anno dopo anno come un tempio della chitarra e delle persone, un evento che va oltre la semplice esposizione di strumenti per diventare un crocevia di storie, esperienze e crescita collettiva.

La partecipazione di artigiani come Giacomo Guadagna è la testimonianza di come la liuteria italiana continui a rappresentare un’eccellenza, capace di unire tradizione e innovazione in ogni singolo dettaglio.​



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