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Ducale, Historica e Doubletop: il mondo sonoro del liutaio Marco Maguolo

Marco Maguolo vede la chitarra di liuteria come relazione umana: con le sue Ducali porta Venezia e ricerca timbrica al Roma Expo Guitars 2026.

Marco Maguolo si racconta come artigiano al servizio della musica, più che come musicista, mettendo al centro la relazione umana che nasce attorno alla chitarra.
Dal 2004 la sua bottega di Favaro Veneto, alle porte di Venezia, è il luogo in cui legno, suono e persone si incontrano, dando vita a strumenti che oggi viaggiano tra Europa, Americhe e Asia.​

Marco Maguolo

Dall’officina al banco di liuteria

Come hai capito che la liuteria non sarebbe rimasta un “gioco”?

Già dopo la prima chitarra costruita da solo, da autodidatta con il solo aiuto di un manuale, ho sentito una cosa molto netta: non era un passatempo, era il mio lavoro futuro. Avevo bisogno di costruire come un musicista ha bisogno di suonare.

Che formazione c’è dietro quella prima scintilla?

Ho studiato liuteria in parallelo al mio lavoro da tecnico in un mulino industriale. Mi sono concentrato prima sulla chitarra classica con il M° Mario Novelli, poi ho frequentato la Civica di Milano per la manutenzione degli archi e la scuola di Pieve di Cento per la costruzione del violino.

Quando hai aperto la bottega?

Nel 2004: avevo 27 anni e ho deciso di avviare la mia bottega. Ho avuto la fortuna di incontrare da subito chitarristi che hanno creduto in me e nel mio lavoro, rendendo sostenibile questo sogno.

Marco Maguolo

La chitarra come relazione

Tu dici spesso di non essere un “musicista” in senso stretto: cosa significa, nel concreto?

Significa riconoscermi come un artigiano al servizio della musica, anche se mi diletto a suonare chitarra e pianoforte. Il centro non sono io, ma ciò che accade tra strumento e persona che lo suona.

Che tipo di legame si crea tra liutaio e musicista?

Credo molto al legame che si crea tra liutaio e musicista: tra i due c’è un passaggio di testimone rappresentato dalla chitarra, una connessione intangibile ma potente e soprattutto umana. A volte mi fermo a immaginare le mie chitarre sparse nel mondo, tra le braccia di centinaia di musicisti.

Quando uno strumento può dirsi davvero “finito”?

In un certo senso, mai: l’idea iniziale del liutaio si concretizza nel manufatto, ma l’opera non è completa finché non arriva il musicista a farla vibrare e suonare. Allo stesso modo il musicista ha bisogno dello strumento per completarsi ed esprimersi.

Hai un’idea molto precisa di cosa dovrebbe fare una chitarra “giusta”.

Sì: la chitarra è presente e concreta, ma la sua funzione è anche quella di “sparire”, nel senso che dovrebbe assomigliare il più possibile all’idea di suono-colore del musicista e limitare gli ostacoli tecnici. Il musicista dovrebbe pensare alla musica e non allo strumento, come non pensa alle dita o al braccio.

Artigiano o artista?

Ti riconosci più nell’arte o nell’artigianato?

Me lo sono chiesto spesso, ma la risposta è che il liutaio sta in un territorio ibrido. Manipola la materia come un artigiano, ma dà forma a un’idea come un artista, e lo strumento nasce da un atto di pensiero prima che da un gesto manuale.

Cosa ti interessa davvero che il musicista percepisca, quando prende in mano una tua chitarra?

Che trovi una compagna affidabile: uno strumento che lo aiuti a esprimersi, senza costringerlo a “combattere” contro limiti tecnici. Se succede, allora quel passaggio di testimone ha senso.

Roma Expo Guitars come “festa”

Che ruolo ha Roma Expo Guitars per te e per i liutai?

Mi piace pensare al REG come a una fiera nel senso originario: dal latino feria, cioè “festa”. Una festa di incontri e relazioni, perché è di questo che abbiamo bisogno: stare in relazione con il mondo, e nel nostro caso lo facciamo attorno a un oggetto, la chitarra.

In questo contesto, esiste davvero la concorrenza?

Se il liutaio crea per bisogno di creare e non produce come una fabbrica, e se il musicista cerca il “suo” suono, allora l’ipotesi di mercato e concorrenza perde peso. Rimangono le persone e il dialogo.

Portare strumenti al REG, quindi, che senso ha per te?

Non li vedo come prodotti in competizione, ma come proposte diverse nate dalla stessa ricerca, pensate per dialogare con musicisti differenti. Ogni chitarra diventa un possibile punto di contatto tra il mio modo di intendere il suono e quello di chi la sceglierà.

Ducale: Venezia in una rosetta

Parliamo dei modelli: cos’è la Ducale?

La Ducale è un omaggio alla mia città e al mio Paese: Venezia e l’Italia. La rosetta nasce da un riferimento diretto al colonnato di Palazzo Ducale, che ho tradotto in forma decorativa.

Su quali scelte costruttive si basa questo progetto?

L’idea è una struttura di manico, fasce e fondo rigida ma leggera, pensata per sostenere un piano armonico molto sottile e sensibile. L’obiettivo è uno strumento pronto e versatile, con un’impostazione contemporanea, e con buona variabilità timbrica ottenuta usando esclusivamente il legno; anche l’incatenatura è un mio disegno originale.

Ducale Historica: il dialogo con Torres

E invece la Ducale Historica?

La Ducale Historica prende come riferimento il modello Torres SE 114 del 1888. È uno strumento morbido e profondo, e il progetto rispetta dimensioni e spessori dell’originale; mi sono concesso la libertà di adottare rosetta e filetti che contraddistinguono il mio lavoro.

Ducale Doubletop REG2026 Limited Edition

Al REG 2026 porterai anche una novità, giusto?

Sì: presenterò in anteprima la Ducale Doubletop REG2026 Limited Edition, un prototipo che esplora una direzione diversa. In questo strumento il piano armonico utilizza il NOMEX®, inserito tra due sottili strati di legno, con l’obiettivo di aumentare efficienza e risposta mantenendo però un controllo timbrico coerente con la mia idea di chitarra.

Cosa ti aspetti da questa edizione del Roma Expo Guitars?

Spero di incontrare molte persone a Roma nelle giornate del REG. Per me è sempre un’occasione per parlare di suono, di mani, di musica e di quella “relazione” che, alla fine, è il vero motivo per cui una chitarra esiste.

​Collegati ora al sito ufficiale di Marco Maguolo.



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