In sintesi: La chitarra classica è fatta di una cassa di risonanza a forma di otto, un manico con 19 tasti separati da barrette metalliche, una paletta con le meccaniche e sei corde (le prime tre di nylon, le altre rivestite in metallo). La tavola armonica e il ponticello determinano timbro e proiezione del suono, l’incatenatura interna ne equilibra le vibrazioni. Una piccola anatomia per chi vuole capire la lingua del liutaio.
La cassa di risonanza: tavola armonica e fondo
La chitarra classica è uno strumento formato essenzialmente da una cassa di risonanza e da un manico. La cassa di risonanza ha il compito di amplificare il suono prodotto dalle vibrazioni delle corde in seguito a una percussione e presenta la caratteristica forma ad otto che tutti conoscono. Consta di una parte superiore, la tavola armonica o piano armonico, e di una inferiore, il fondo, collegate fra loro tramite liste di legno dette fasce. Queste vengono piegate e sagomate a caldo, poi incollate lungo il perimetro dello strumento. In genere si preferisce impiegare lo stesso tipo di legno duro (palissandro, acero) sia per il fondo che per le fasce.
La tavola armonica è la parte più importante dello strumento, perché serve ad accrescere la sonorità e a determinarne il timbro. Di solito è di abete o di cedro rosso canadese, al centro è posto un foro circolare, la buca o rosa, che permette la fuoriuscita del suono prodotto dalla cassa di risonanza. Può essere lavorata a mano o tramite un processo di stampa.
Il ponticello e l’incatenatura interna
Il ponticello o cavalletto, di forma rettangolare posto inferiormente alla tavola armonica, è anch’esso di legno. Fungendo da cordiera è responsabile del bloccaggio delle corde e della trasmissione delle vibrazioni alla cassa. Al suo interno alloggia un osso su cui poggiano le corde, la cui distanza dal piano armonico è di circa un centimetro.
Guardando all’interno della cassa di risonanza si intravedono i listelli di legno che costituiscono l’incatenatura. Posizione e numero variano da liutaio a liutaio, ma l’esperienza insegna che si può ottenere una maggiore resa acustica in base al disegno che vengono a formare (molto spesso a raggiera). L’incatenatura aumenta anche la resistenza dello strumento e ne equilibra le vibrazioni.
Le corde: dal budello al nylon
Le corde sono sei e variano per spessore e diametro a seconda del suono prodotto. Partendo dal grave le note dell’accordatura sono MI, LA, RE, SOL, SI, MI, secondo intervalli giusti di quarta, quarta, quarta, terza maggiore, quarta. Le prime tre si dicono cantini, le ultime tre bassi e si indicano con i numeri da uno a sei, ciascuno posto dentro un cerchietto.
Un tempo erano di budello animale o di seta, poi furono affiancate da metalli o leghe (oro, argento, rame) che a loro volta potevano essere avvolte con altro metallo. Oggi si utilizza il nylon per le prime tre corde, mentre le ultime tre presentano un ulteriore rivestimento metallico.
Il manico, la paletta e il capotasto
Il manico è costituito da una fascia di legno di ebano (usato nelle chitarre più pregiate o nelle chitarre da concerto) graduata con barrette metalliche trasversali, secondo precise distanze che determinano i 19 tasti. A un suono più acuto risponde una minore dimensione del tasto, secondo misure proporzionali.
La parte superiore del manico è la paletta, piegata indietro rispetto all’asse e di dimensione più grande: ospita le parti meccaniche che attraverso un sistema di avvitaggio delle chiavette permettono la regolazione della tensione delle corde fissate alle cavigliere. Tra il manico e la paletta si trova il capotasto, posto trasversalmente alla tastiera: solitamente di osso o avorio, serve a dare una perfetta direzione alle corde e una precisa altezza dal manico tale da permetterne la vibrazione. La parte terminale del manico a contatto con la cassa di risonanza si chiama tacco.
Diapason, filetti e tocco del liutaio
Si dice diapason la misura delle corde dal capotasto al ponte, variabile solitamente tra i 65 cm e i 66,5 cm. Per concludere, la chitarra può essere ornata con sottilissime lamine di legno dette filetti, di solito applicate lungo il margine della cassa armonica, della tavola e della paletta, secondo la discrezione del liutaio o molto spesso del musicista acquirente.
Approfondisci su Musicoff
- Una panoramica completa sulla sezione Chitarra classica di Musicoff, con storia, recensioni e ritratti dei grandi maestri.
- Le radici dello strumento nella storia degli strumenti e nella loro evoluzione.
- Il punto di vista del costruttore dentro Chitarra, Liuteria & DIY, fra legni, finiture e setup.
- Le fondamenta tecniche nella sezione Teoria di Musicoff per chi inizia ad accordare e leggere.
Per chi ha fretta
Da quante parti è fatta una chitarra classica?
Sostanzialmente da una cassa di risonanza (tavola armonica, fondo, fasce, ponticello, buca), un manico con tastiera, paletta con meccaniche e sei corde.
Qual è la parte più importante per il suono della chitarra classica?
La tavola armonica, perché amplifica le vibrazioni delle corde e determina il timbro. Di solito è fatta di abete o di cedro rosso canadese.
Quante corde ha la chitarra classica e di che materiale sono?
Ha sei corde accordate MI, LA, RE, SOL, SI, MI. Le prime tre sono di nylon, le ultime tre presentano un rivestimento metallico avvolto.
Quanti tasti ha il manico della chitarra classica?
Diciannove, separati da barrette metalliche disposte secondo distanze proporzionali. A note più acute corrispondono tasti più stretti.
Che cos’è il diapason di una chitarra classica?
La misura della corda libera dal capotasto al ponte, di solito fra 65 e 66,5 centimetri. Influisce su tensione delle corde e timbro.
Vuoi entrare nel mondo della chitarra classica?
Su Musicoff trovi recensioni, ritratti di liutai e profili dei grandi maestri della chitarra classica, dal repertorio storico ai concorsi contemporanei.
Sfoglia la sezione Chitarra classica →









Aggiungi Commento