In sintesi. Teddy Picker degli Arctic Monkeys, dal disco del 2007, è un piccolo manuale di chitarra indie post-punk: riff veloci e cattivi, arpeggi della prima chitarra incastrati con i power chord della seconda, un breve assolo e stop ben piazzati. Lo analizziamo minuto per minuto, con esempi audio e TAB per suonarlo.
Gli Arctic Monkeys e le radici post-punk
Gli Arctic Monkeys sono una band nata circa venti anni fa, agli inizi degli anni 2000. Di ispirazione decisamente post-punk, non hanno avuto di certo una grande scia commerciale, non passeranno alla storia per grandi assoli di chitarra, ma almeno un po’ di interesse lo hanno suscitato.
Mi hanno sempre ricordato un po’ i Television, che poi sono i capostipiti di questo genere, e sicuramente tutti le band che nascevano in quegli anni con l’intento di suonare quel tipo di musica, un po’ si ispiravano ai Television. Mi viene da pensare a Kasabian, Strokes e così via.
La cosa che mi ha sempre appassionato in queste band, Television in primis, sono gli intrecci di chitarre, semplici ma sempre creativi ed assolutamente efficaci. Questo brano dei Monkeys ne è un esempio.
Formatisi a Sheffield a metà degli anni 2000, gli Arctic Monkeys sono diventati uno dei nomi simbolo del revival indie e post-punk britannico. La loro forza non sta nei virtuosismi, ma nel modo in cui le due chitarre dialogano: linee semplici che si incastrano, alternando riff taglienti, arpeggi e power chord. È un approccio che guarda apertamente a band come i Television, capostipiti del genere, e che ritroviamo in gruppi coevi come Strokes e Kasabian.
Teddy Picker, il brano sotto la lente
“Teddy Picker” viene pubblicato nel 2007 e si trova sul secondo disco della band, ispirato ai Duran Duran, in particolare cita il brano “Save a prayer” nel testo del ritornello. Andiamo a vedere da vicino cosa succede:
L’analisi minuto per minuto
0:01 – Fill di batteria, bello il suono, si capisce già l’ispirazione vintage della band.
0:03 – Entra il riff delle chitarre, lo trovate nella tab. Veloce e cattivo, divertente da suonare.
0:15 – La voce fa la sua comparsa, e il tipo di riverbero utilizzato mi fa pensare a John Lennon, ma potrebbe tranquillamente essere un abbaglio.
0:41 – Si apre finalmente con un ritornello, o pre-chorus, bello l’arpeggio della prima chitarra incastrato con i power della seconda chitarra. Lo trovate sempre nella tab.
0:54 – Nuovo riff, evidentemente derivato da primo, ma suona benissimo al termine del precedente chorus, anche questo lo trovate nella tab.
1:40 – Dopo aver ripetuto velocemente le sezioni precedenti, entra un solo di chitarra niente male.
2:04 – Rientra con il chorus.
2:17 – Bellissimi gli stop, bello il lavoro della voce, tante parole in poco tempo.
2:30 – Altra variazione melodica della linea vocale, ma si capisce che siamo alla fine, di fatto il brano finirà nel giro di qualche secondo.
Se siete amanti del genere, penso che gli Arctic Monkeys siano una bella band da tenere costantemente d’occhio, ispirata e con dei bei suoni. Buon divertimento e alla prossima!
Per chi ha fretta: 5 cose da sapere su Teddy Picker
Degli Arctic Monkeys e del brano Teddy Picker, pubblicato nel 2007 e contenuto nel loro secondo disco.
Per gli intrecci tra le due chitarre: riff semplici ma efficaci, con l’arpeggio della prima chitarra incastrato sui power chord della seconda, nello stile post-punk dei Television.
Soprattutto i Television, capostipiti del post-punk basato sugli intrecci di chitarre, ma anche gruppi coevi come Strokes e Kasabian.
Sì: l’articolo include esempi audio dei riff principali e rimanda alla TAB per riprodurli sulla chitarra.
Dopo un breve assolo e il rientro del ritornello, arrivano stop efficaci e una variazione della linea vocale, segno che il pezzo sta per chiudersi rapidamente.
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