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Serve conoscere la teoria musicale per suonare bene?

Si può parlare la propria lingua senza saper leggere e scrivere? Sicuramente si, citando l’Enciclopedia Italiana: “È l’incapacità, dai sei anni in su, di leggere e di scrivere nella lingua che si parla. Non equivale a ignoranza, poiché l’analfabeta, può possedere a volte una cultura superiore a quella di chi sedette sui banchi della scuola; ma dell’ignoranza e del corteggio di pregiudizî e d’errori che l’accompagnano, è senza dubbio il più saldo puntello”.

Trovo questa definizione perfettamente adattabile al linguaggio musicale” universale” che in quanto tale può essere dotato di una struttura gerarchica e di regole (fonologia, morfologia, sintassi e semantica).

Orecchio, scrittura e “analfabetismo” musicale

Di qui va fatta una riflessione di fondo: in pratica, possiamo imparare a suonare la chitarra a “orecchio” senza conoscere la teoria musicale? Certamente!
Le persone dotate di spiccata attitudine verso la musica e con innate capacità tecnico strumentali, riescono agilmente a riprodurre un brano musicale per chitarra anche facilitate dalle fonti audiovisive oggi facilmente reperibili, il che equivale a dire che non si è “ignoranti”, ma di fatto “analfabeti” ricordando  la suddetta citazione.

Bisogna sottolineare un’altra componente fondamentale: la musica è stata spesso considerata un linguaggio di minor rilevanza rispetto alla letteratura, la poesia, all’arte di creare immagini ad esempio su tela o raffigurare immagini tridimensionali, proprio perchè effimera, sfuggente,”impermanente”: di fatto essa prende vita solo attraverso l’esecutore altrimenti relegata ,rinchiusa nella partitura.
Ed è questa l’arma a doppio taglio che la caratterizza: la storia  ci insegna che ad un certo punto l’essere umano ha sentito il  bisogno di “scrivere” cio che stava suonando o cantando per lasciare ai posteri un messaggio chiaro della sua idea musicale altrimenti tramandata oralmente con tutti i problemi che questo comportava.

guitar theory

Dal fonografo alla didattica, fino al “saldo puntello”

Oggi questo non è più vero ,da quando l’uomo ha inventato il fonografo (Edison 1877) , possiamo eternare l’idea musicale del compositore per i posteri, lasciarne traccia tangibile. Da questo momento in poi nasce, a mio avviso, l’idea più semplicistica di riprodurre per imitazione, favorendo l’analfabetismo musicale; se ci pensiamo bene ai tempi di Mozart sarebbe stato impossibile suonare un minuetto senza l’ausilio dello spartito.

Certamente raccontare opere come I Promessi Sposi o La Divina commedia non è come leggerle! Così come certe opere musicali per chitarra necessitano della partitura per poterne capire le peculiarità che di fatto non possono essere descritte a parole, un linguaggio è un linguaggio!

guitar theory

Per chi inizia a studiare, esiste oggi una didattica talmente innovativa  da consentire ai giovani di avvicinarsi alla chitarra anche attraverso la teoria musicale in modo naturale e spontaneo. Allo stesso modo per chi suona ad orecchio e volesse approfondire le conoscenze teoriche, ci sono percorsi formativi adeguati.

Dipende allora dal livello culturale che si vuole raggiungere, inevitabilmente ad un certo punto, la mancanza delle conoscenze teoriche si farà sentire bussando alla portà del chitarrista appassionato, il quale dovrà decidere se accettare i propri limiti o colmare le proprie lacune, ovvero scardinare il “saldo puntello”.

L’articolo è realizzato in collaborazione con SEISCUERDAS, distributore di chitarre classiche e flamenco artigianali spagnole.



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