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Paolo Anessi e il ruolo del maestro di chitarra online e… offline!

A settembre, cogliamo l’occasione della ripartenza dei corsi di chitarra, per fare qualche domanda a Paolo Anessi, veterano del web grazie al grande lavoro di divulgazione attraverso video e tutorial specializzati sul mondo della chitarra a tutto tondo.

Dal 2013, Paolo Anessi offre un servizio di lezioni online che vorremmo approfondire con qualche domanda allo stesso insegnante.
Questo permette di far conoscere il suo operato, ma soprattutto di metterlo a disposizione delle giovani leve di insegnanti, che sempre di più proiettate in questa nuova era di smart working, si possono organizzare al meglio e migliorare il proprio livello, offrendo un servizio al passo con i tempi.

Paolo, raccontaci qual è il tuo approccio alle lezioni online.

Con la crisi del 2008, che noi in Italia, soprattutto nel nostro settore abbiamo cominciato a sentire pesantemente tra il 2011 e il 2012, ho percepito l’esigenza di ampliare i fruitori della mia grande passione e conseguente lavoro: l’insegnamento e la didattica applicata alla chitarra.
Fin dall’inizio mi sono posto delle regole molto precise, la prima delle quali è indubbiamente il contatto umano, perché dopo trent’anni di insegnamento “vis a vis” è indubbiamente l’elemento che involontariamente con le lezioni online viene un po a mancare.
Quindi prima di cominciare ho uno scambio di mail per poter comprendere materialmente bene quali siano le esigenze, le aspettative, i tempi di studio a disposizione, il genere musicale e il livello in generale di preparazione.
Solo successivamente ci si sente attraverso una chiacchierata telefonica e ribadisco ‘successivamente’, perché con una telefonata si dicono tante cose, ma difficilmente si fissano punti precisi, mentre attraverso una mail, il futuro studente ha la possibilità di raccontarsi e mi permette di avere un quadro molto più preciso.

Ma le lezioni online sono davvero per tutti o fai un tipo di selezione?

Questa è un’altra regola che mi sono posto: se si comincia da zero (o quasi) consiglio un insegnante fisicamente presente, perché il primo anno è il più delicato e il contatto in presenza permette di osservare e correggere ‘da vicino’, fa ascoltare il suono nella stessa stanza, fa trasmettere quei principi basilari che poi si potrebbero ripercuotere nel tempo successivo di crescita sulla chitarra.
Per il resto, la mia considerazione di “per tutti” è davvero di ampio respiro. 

Ritengo che l’insegnante abbia principalmente tre ruoli: a volte insegna (ovvio!) attraverso la didattica, altre volte è un motivatore e infine una guida per non perdersi nel percorso. 
Percorso che io divido sempre in due macro binari: da una parte la tecnica, la codifica dello strumento e la conoscenza della teoria e armonia; dall’altra parte un capitolato delle mie lezioni che chiamo ‘musica’, dove si sviluppa il punto precedente attraverso il covering e quindi la conoscenza data dal riprodurre un brano di grandi nomi che ci appassionano.

Tutto ciò permette di comprendere come il primo punto viene poi applicato al fare musica, il tutto successivamente potrebbe poi sfociare nell’improvvisazione, nell’arrangiamento e nella composizione.
In sintesi: comprendere e codificare, approfondire attraverso lo studio dei grandi nomi, per poi trovare il proprio ruolo nella musica esprimendo la personalità diversa in ognuno di noi.

Quindi concordi anche un piano di studi?

Esatto! Con il primo scambio di mail, cerco sempre di arrivare a una proposta di studio personalizzata. Ritengo che l’allievo debba sempre superare il maestro, non tanto con il metro della bravura, ma con la misura della personalità arrivando a esprimere le proprie idee che si svilupperanno nel tempo in modo diverso, con personalità unica.

Questa è una delle parti meravigliose del mio lavoro, quando all’inizio ti rendi conto che l’allievo dipende totalmente da te, poi a un certo punto cammina con le sue gambe (o meglio, con le sue mani sulla tastiera) fino ad arrivare ad avere le sue idee… E ti dirò un segreto, questo è il punto dove il maestro impara dall’allievo, perché esprime idee differenti dalle tue, trova sempre strade a cui tu (maestro) non avresti pensato!
Quando si dice che non si smette mai di imparare, ecco questo è uno dei casi eclatanti e palesi nel lavoro di divulgazione didattica.

Qual è il tuo piano didattico ideale, cosa intendi per ‘piano di studi’ personalizzato?

Ritengo che nella didattica di base non ci sia nulla da inventare, bisogna avere grande chiarezza su cosa sia un programma di alfabetizzazione di base, principi basici ma fondamentali di controllo del ritmo, una conoscenza sequenziale dell’armonia teoria e pratica sullo strumento, dove poi parallelamente si sviluppa anche attraverso arpeggi e scale.

Capire la musica attraverso lo strumento chitarra è la centralità, mentre la sequenzialità di studio è un pragmatismo che quando si ha grande chiarezza didattica, ti permette di mantenere il polso solido durante il percorso di studio.
Ad esempio, ritengo inutile cercare di arrivare a comprendere lo sviluppo modale se non si ha una comprensione armonica e melodica nel tonale maggiore e minore.

Come battuta dico sempre: meglio una pentatonica suonata con soddisfazione ed espressione personale per tutta la vita, invece che un superlocrio utilizzato senza cognizione di causa e soprattutto senza uno sviluppo musicale appagante.

E dal punto di vista tecnico com’è organizzata la tua postazione e che cosa richiedi?

Per quanto riguarda lo studente, richiedo una connessione ADSL, sufficiente anche ai minimi termini di collegamento; ma ho personalmente verificato con alcuni allievi in giro per l’Italia, che purtroppo non sempre hanno ancora disponibile questo tipo di connessione e che semplicemente con l’hot spot (connessione condivisa dal proprio cellulare), é sufficiente il 3G.
Ovvio che si avrà una qualità più bassa del video, in quanto i programmi per connettersi (Skype, Zoom) prediligono comunque l’audio, ma qui arriva quello che ritengo una piccola rivoluzione nel mondo della didattica online, perché la mia postazione è composta da un iMac, scheda audio di qualità (Zoom TAC-8) e come web-cam utilizzo la camera Zoom Q2n a 4K, che con un software particolare di acquisizione audio e video (Debut) mi permette oltre al classico utilizzo in alta qualità, di registrare tutta la lezione nel formato che desidero.
Questo si può fare anche direttamente da Skype ad esempio, ma la qualità è nettamente inferiore. Inoltre se dovessero esserci piccole interruzioni del segnale, ne risentirebbe anche la registrazione, mentre in questo modo, i miei studenti lo sanno, anche con una piccola interruzione o calo di prestazioni della rete, io continuo tranquillamente a registrare, così da lasciare la lezione intonsa.
Terminata la lezione, attraverso WeTransfer mando il video girato e una pagina scritta ad hoc con i compiti, con le parti da tenere sotto controllo e i consigli del caso.

Ho letto sul tuo sito, che fornisci anche lezioni personalizzate ‘una tantum’ per chi non ha veramente tempo di un percorso scadenzato da incontri. Di cosa si tratta?

Il tempo e l’esperienza (e non da meno le centinaia di video registrati e lezioni gestite), mi hanno dato possibilità di migliorare al massimo la mia capacità di immedesimazione davanti a una video camera.
Nel tempo mi sono arrivate le richieste più svariate, chiedendomi argomenti molto specifici: quindi allo stesso costo di una lezione ‘ordinaria’ in presenza oppure online, mi metto per un’ora davanti alla camera (ovviamente scrivendo prima una sorta di regia didattica) e registro una lezione come se davanti avessi l’allievo.
Certo, manca la possibile interazione che è importantissima in certi casi, ma anche qui dopo aver avuto uno scambio di mail per chiarire la richiesta, sono in grado di fornire una lezione su un argomento specifico richiesto. 

Un po’ come negli anni ’80 e ’90, come prima le video cassette e poi i DVD erano delle vere e proprie clinic, io cerco di eviscerare ogni minimo dettaglio, dalla spiegazione teorica e armonica, alla codifica del materiale necessario (accordi, arpeggi e scale), per poi contestualizzare e indirizzare verso l’improvvisazione o sull’arrangiamento e la composizione.

In ultimo ci vuoi raccontare qualcosa in merito al cambiamento avvenuto nell’associazione che gestisci da ormai oltre 25 anni?

L’associazione Music Secrets è una realtà consolidata negli anni, che ha avuto la meravigliosa opportunità di crescere e ampliarsi. Sul territorio siamo presenti con lezioni in presenza e l’organizzazione di tanti eventi, oltre al classico saggio di fine anno.
Ho sempre collaborato con le istituzioni territoriali attraverso l’organizzazione di manifestazioni, concorsi e concerti, oltre a seminari e alla divulgazione della musica in tutte le sue forme.

La crisi precedente (2008) mi ha permesso di comprendere quanto il web sarebbe diventato uno strumento imprescindibile dalla musica e cosi è avvenuto il primo grande cambiamento e proposte didattiche attraverso video divulgativi postati in rete.  
Questa crisi sanitaria, purtroppo ancora attuale, mi ha dato l’opportunità di dare una nuova forma all’associazione, facendomi concentrare sull’accademia di chitarra con tantissime novità.
Purtroppo ho dovuto sacrificare la didattica ad altri strumenti (peraltro abbondantemente già presenti in altre strutture sul territorio) ma quanto meno mi ha permesso di alzare al massimo la proposta didattica per chitarra.

Inoltre lavoro parallelamente e praticamente da sempre con produzioni audio e video, dalla stesura e arrangiamento di brani, a spot pubblicitari, colonne sonore e produzioni video, di cui mi occupo dal 1996… Ma forse questa è già un’altra storia che potrebbe meritare un capitolo o un’intervista a parte!

Grazie della bella chiacchierata Paolo!

Ringrazio la redazione di MusicOff, che con il suo instancabile lavoro ha contribuito in questi anni ad aumentare il livello di cultura musicale, appassionando un pubblico sempre più ampio e presente!
Sul web si può approfondire attraverso il mio sito www.paoloanessi.it e attraverso il sito dell’associazione www.musicsecrets.it o semplicemente scrivendo a [email protected]

E come ormai dico a termine di ogni lezione: buona musica… sempre, perché la musica è vita!

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