Tour Diary: in Svizzera niente caffé ma tanto rock

Tour Diary: in Svizzera niente caffé ma tanto rock

Ci svegliamo da casa di Elisa alle 7:30, questa mattina dobbiamo passare anche da Bode Music Gear, con cui sia io che Finch abbiamo un contratto di endorsement, per D'Addario ed Evans.

Facciamo così rifornimento di un po' di materiale e partiamo alla volta di Solothurn. L'abbiamo presa molto larga perché ci sarà da affrontare la dogana, con relativi controlli, e non sapremo quanto tempo questa cosa ci porterà via.

Arriviamo alle porte della Svizzera ma, morale della favola, nessuno ci ferma e passiamo senza alcun controllo la frontiera. Il locale dista circa 150 km, circa due ore con il van. Durante la prima sosta ci rendiamo subito conto dei prezzi abbastanza rincarati: diesel a due euro al litro, caffè a cinque euro e chi più ne ha più ne metta.
Peraltro in Svizzera non c'è neanche il roaming sbloccato, quindi lo disabilitiamo noi per evitare bollette telefoniche salatissime.

Il Kulturfabrik, al nostro arrivo, si presenta molto underground, ma comunque ben organizzato. Facciamo il load in della strumentazione e andiamo subito nel backstage, mancano circa due ore al check e le sfruttiamo per rilassarci.

Il check va abbastanza bene, seppur quest'oggi ci sia un palco davvero ridotto e faccio fatica a trovare i giusti spazi sia per la strumentazione che per la performance. Facciamo il possibile per essere a nostro agio nel migliore dei modi.
Tutto sommato nulla di disastroso, è pur sempre una data infrasettimanale. Non che sia meno importante, ma ci accorgiamo che durante la settimana ci sono le venue meno grandi e meno al top, pur parlando sempre di un livello medio veramente alto.

Ceniamo con del pollo da cui scansare le 1000 verdure con cui è stato cotto e del classico riso che accompagna praticamente qualsiasi piatto in Europa. La cena a quest'ora, circa le 18:30, sbilancia un po' tutto il bioritmo ed è anche responsabile della nostra fame notturna, dopo aver caricato il van alla fine dello show.

Il concerto è bello e, sebbene il pubblico sembrasse inizialmente freddo, in verità si sono parecchio scaldati nel corso del live e hanno partecipato veramente tanto.
Insomma, morale della favola ci divertiamo ogni sera, e scusate se è poco!

La stanchezza si sente ma anche questo concerto è bello, piacevole, e positivo. Finiamo il concerto e ci troviamo vicino all'ingresso, allo stand del merchandising (che questa sera non venderemo per non rischiare problemi con la legislazione Svizzera) a firmare qualche autografo, fare foto e chiacchierare con i fan.

Finita la serata mettiamo a posto le nostre cose e torniamo nel camerino, ci facciamo la doccia e ci prepariamo per andare via. Non prima però che Pauli, il chitarrista dei The Rasmus, ci inviti a mangiare un pezzo di torta nel loro backstage. Potevamo rifiutare?
Assolutamente no! Trascorriamo una mezz'oretta con loro, parlando del più e del meno, e siamo pronti per prendere le nostre cose e partire in direzione Lione.

Domani avremo un dayoff e suoneremo nella città francese venerdì.
Nonostante la stanchezza, già non vediamo l'ora!


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