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Batteria, recording studio e i “non tutorial”…

Iniziamo una serie di articoli che non saranno (e non vogliono essere!) dei tutorial di microfonazione, ma dei veri e propri reportage su lavori realmente condotti in studio di registrazione.

Per la serie Are you Experienced? lancio una serie articoli specifici che racchiudono le esperienze maturate, in particolare in questi ultimi 5 anni, con i microfoni per la ripresa sia live che in studio della batteria… anche se questo articolo introduttivo inizia con i test fatti con l’immenso Ernesttico nell’anno di grazia 2010; per le foto di qualità ringrazio Raimondo Luciani.

Come mai un reportage così articolato?

Su questo argomento sento e leggo spesso domande di giovani apprendisti cui arrivano risposte da apprendisti “di secondo pelo” e/o abbastanza ovvie, magari legate a un tutorial e non a un’esperienza interattiva maturata insieme al musicista e, magari, all’eventuale docente.
Inoltre spesso sono chiamato in causa da quanti vogliono un parere spassionato sulle loro registrazioni di batteria e colgo l’occasione per ringraziarli per la loro fiducia nei miei commenti crudi, non rudi ma neanche compiacenti: non trovo proficuo nessuno di questi ultimi due approcci perché la critica deve essere costruttiva, altrimenti è la manifestazione dei problemi di chi l’ha fatta (sorry per la botta di filosofia).

Messaggio subliminale per i giovin virgulti che si accingono alla lettura: bisogna esserci. E quindi…

  • non giudicate attendibile al 100% nessun tutorial, a prescindere da chi lo abbia fatto, dalle informazioni fornite e dal motivo, perché ascoltare/guardare non vuol dire apprendere i parametri fondamentali del suonocaratteristiche della sorgente e influenza dell’ambiente e neanche quelli (seppur più facilmente riproducibili) della ripresa, cioé microfono/i; pre/mixer e ascolti… non dimentichiamo che il posizionamento è effettuato in funzione degli ascolti con i monitor presenti in regia, non come “da manuale” e/o da esperienza maturata e indiscutibile

  • l’interazione con il musicista e con il docente è impagabile… non basta vedere un video su come agisce il M° ma è necessario essere presenti per capire esattamente la scelta: spesso c’è una smorfia di disapprovazione o un piccolo gesto di piacere conseguenti a una decisione o a una prova; questi passi sono impagabili per crearvi un’opinione personale (o quantomeno cominciare a ragionare in modo indipendente) di cosa si sarebbe fatto nella stessa circostanza… tutto ciò vi porterà ad affinare il vostro senso del suono, che vi guiderà nei prossimi passi professionali e per gli ascolti di tutta la vita.

  • guardando video e/o con ascolti audio comparativi (oltre i suddetti due punti per sorgente, ambiente e dispositivi usati oltre lo sforzo e la creatività necessari per ottenere quel risultato, magari partendo da una sorgente critica o problematica!) sceglieremo in funzione del suono per noi più gradevole e/o alla moda, a prescindere da quanto fosse reale o realistico

  • motivo minore per il quale questi articoli non sono corredati da audio: le riprese sono state effettuate con batterie diverse fra di loro, oltretutto ogni batterista ha scelto le sue pelli e la sua bacchetta per dare il suo tocco personale… insomma troppe variabili per un offrire paragone A/B scientificamente e acusticamente significativo.
Ripresa batteria

© Photo by Raimondo Luciani su gentile concessione di Raimondo Luciani

Termino questa introduzione con alcuni suggerimenti utili rievocati da queste sessioni:

  • per posizionare la batteria scegliete nella vostra sala di ripresa sempre un punto “libero” da onde stazionarie e altre perturbazioni sonore, a volte può essere anche un punto giudicato critico dalla letteratura attuale, ma voi sapete per esperienza come suona… nel caso in cui fosse la prima volta che siete in quell’ambiente, fate un sopralluogo acustico girando con (almeno) rullante e timpano/tom per scoprire eventuali problematiche

  • date appuntamento per il montaggio sempre il giorno prima, mentre il batterista sistema/intona la batteria girate nella stanza (senza dargli fastidio) e ascoltate… troverete sicuramente dei punti interessanti (e spesso inattesi!) dove posizionare i microfoni ambientali

  • usate sempre tutto il parco microfoni disponibile, magari fatevene prestare altri: a volte un Mic che normalmente scartate o non considerate fra i migliori potrebbe dare una risposta utile per il suono necessario a quel brano specifico

  • per non vedere un’asta crollare rovinosamente, in particolare quelle dei panoramici e degli ambientali, usate il buon vecchio trucco: lasciate il cavo abbondante e morbido fra il connettore XLR di uscita e l’asta (vedere la fotina allegata del cavo rosso dall’sE Electronics RNR1)

  • usate sempre sospensioni elastiche che disaccoppino al massimo i pezzi della batteria dal microfono, qualsiasi operazione successiva di ritocco del guaio provocherà qualcosa di poco piacevole, quanto la scelta del microfono o del posizionamento sbagliato!
Un esempio di cavo lasciato "morbido"

Un esempio di cavo lasciato “morbido”

Nota importantissima: il suono della batteria, particolarmente con le tecniche di ripresa multi-microfoniche, è sempre da considerare come un suono complessivo, ossia dobbiamo ottenere suoni che siano complementari e si integrino fra di loro, non solo che siano “belli, belli“.

Per questa serie di articoli desidero ringraziare innanzitutto Teo Pizzolante,che si è prestato generosamente per ben due sessioni, e Lucrezio De Seta, che ci ha ospitati per una sessione significativa, e sperando di non dimenticare nessuno, i miei collaboratori e assistenti (in ordine alfabetico): Angelo Mincuzzi, Karin Finsinger, Leonardo Angelucci, Massimo De Lazzaro, Mauro Cola, Matteo Baldi, Michele Germani, Simone Pierotti, Stefano Marcantoni, Tiziano Alfieri,Tiziano Alimonti, Valerio Atturo, Valerio Mazzei.© Cover Photo by Raimondo Luciani su gentile concessione di Raimondo Luciani

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