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Steinberg AXR4, quanto suonano i bit nella conversione

Al NAMM la Steinberg ha introdotto la scheda audio AXR4, acronimo di Audio Xcellence Redefined, a quanto mi risulta la prima con conversione AD/DA a 32bit con frequenza di campionamento di 384kHz.

Al NAMM la Steinberg ha introdotto la scheda audio AXR4, acronimo di Audio Xcellence Redefined, a quanto mi risulta la prima con conversione AD/DA a 32bit con frequenza di campionamento di 384kHz.

Con questa frequenza elevata esistono da anni prodotti di alta qualità per rispondere agli utilizzatori più esigenti, principalmente per produzioni di musica classica.

Il look del pannello anteriore richiama quello di una nota azienda teutonica che ha spesso collaborato con Steinberg sia nel periodo di indipendenza che dopo l’acquisizione da parte del gruppo Yamaha.

Il pannello è dominato da 4 ingressi combo con tasti di richiamo rapido dell’ingresso (Mic/Line, anche Hi-Z per i primi 2) e il led 48V. Segue la manopola per regolare la quantità di “silk“, l’interruttore per attivare questo circuito i vari ingressi e l’interruttore per scegliere l’intervento BLUE (frequenze inferiori) o RED (frequenze superiori); il circuito è stato approvato dal mitico progettista, Rupert Neve.

Steinberg AXR4

Seguono due colonnine con 3 tasti ciascuna per velocizzare l’operatività: CH per richiamare CH SETUP; MONI per richiamare MONITOR SETUP; MUTE per silenziare tutte le uscite; HOME; SCENE e SETUP.

Il pannello anteriore è c mpletato dal display, encoder, 2 ampli per cuffie (75mW @ 40Ω) e interruttore di accensione. Ricco il pannello posteriore con presa XLR asimmetrica da 4 poli per l’alimentatore esterno, 2 porte Thunderbolt™ 2, word clock I/O, MIDI I/O, SUBD25 per 8 canali AES/EBU, 2 I/O ottiche (ADAT o S/PDIF), 8 uscite linea e 8 ingressi linea (ingressi 9-12, 1-4 sono del pannello anteriore).
Tutte queste connessioni consentono di avere fino a 28 ingressi @ 48kHz, 24 @ 96kHz, 24 @ 192kHz… ovviamente solo 12 @ 384kHz!

Steinberg AXR4

Oltre a questo dato tecnico di grande qualità, i punti chiave di questa scheda audio sono i pre ibridi, che coniugano la tecnologia adottata nei migliori mixer digitali Yamaha con il suddetto carattere analogico “silk” dovuto alla maestria di Rupert Neve.
In dominio digitale è adottato il circuito SSPLL per minimizzare il jitter, evitando che infici la qualità audio. Il DSP interno e il mixer/matrice dspMixFX offrono monitor a latenza “zero” con effetti per qualsiasi DAW, compresi i controlli diretti di tutti gli indirizzamenti e impostazioni.

Termino questo breve report menzionando l’unica cosa che non mi esalta di questa scheda è il limite dato dai protocolli attuali, infatti le porte digitali funzionano “solo” a 24bit e, allo stato attuale della tecnologia, per avere fino a 24 canali @ 32bit è necessario usare la connessione Thunderbolt™ 2 (e qualcuno sbraiterà per avere la 3!)  per collegare fra di loro due AXR4!

Attendiamo impazienti di poter mettere mano e orecchie su questo gioiellino, intanto però torniamo ai dati iniziali perché c’è bisogno di chiarire un concetto fondamentale sui bit, in particolare a chi si sta facendo domande un po’… improprie…

Attenzione! 

Breve pro-memoria per i neofiti e gli smemorati: i bit della conversione indicano in quanti “gradini” è divisa la forma d’onda per essere portata nel dominio digitale ed essere poi (eventualmente) riportata nel dominio analogico.
In termini di numeri i dati sono schiaccianti (16 bit = 65.536, 24 bit = 16.777.216 32 bit = 4.294.967.296!) ma noi vecchietti abbiamo sperimentato alla grande quanto questi numeri non siano “cifre esoteriche” ma acusticamente significativi, come abbiamo sentito con i primi campionatori a 12 bit quando gli step erano solo 4096 (sic!) e le perturbazioni audio non erano minime e il segnale era immediatamente degradato, anche se i più furbi anziché usare il truncate ricorrevano alla riduzione del segnale dei bit meno significativi.
Per fortuna scriviamo del Giurassico del digitale e non ci interessa più granché, salvo qualche campione lo-fi da usare in modo creativo.

Invito tutti i “dubbiosi” a registrare qualsiasi segnale, meglio se un pianoforte o un organo, con un microfono molto lineare, prima a 16 poi a 24 bit quindi fare un ascolto cieco… magari poi lavorare pesantemente di processing dinamico, EQ ed effetti (riverbero ecc) e sentire di nuovo la differenza sonica…

Altra faccenda riguarda i bit dell’elaborazione perché da decenni i nostri PC computano tranquillamente a 32bit e 64bit secondo il software e i plugin utilizzati.

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