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Backline porta al Guitar Show i pedali Gamechanger Audio

Ne avrete sentito parlare sicuramente e ora finalmente arrivano in Italia grazie a Backline: sono i rivoluzionari pedali Gamechanger Audio.

Ne avrete sentito parlare sicuramente e ora finalmente arrivano in Italia grazie a Backline: sono i rivoluzionari pedali Gamechanger Audio.

Un “cambio delle regole del gioco” è esattamente la mission dei creatori di Gamechanger Audio, che si sono fatti un nome tra i chitarristi nell’ultimo bienno per alcuni strumenti davvero particolari e innovativi.
Uno di questi lo avrete sicuramente visto, magari anche dal vivo, cioé il Plus Pedal.

Gamechanger Audio Plus Pedal

Il Plus Pedal è essenzialmente un pedale sustain per strumenti come la chitarra o altri melodici. Questa, di per sé, non è affatto una grande rivoluzione, c’erano già sul mercato pedali che “congelavano il suono” (qualcuno coglierà il riferimento… NdR) per creare dei lunghi tappeti sonori. 
La differenza sta però nel set di opzioni con cui questo pedale, dall’arcaica forma pianistica ma apprezzato soprattutto dai chitarristi, diventa una vera e propria macchina compositiva.

Innanzitutto, l’algoritmo audio proprietario permette di campionare piccoli bit del segnale per poi instradarli verso una suono continuo su cui poter suonare. La registrazione è in alta risoluzione e il loop creato dall’algoritmo è “intelligente”, cattura esattamente le parti utili del segnale per creare una timbrica avvolgente e musicale.

La parte più importante sta proprio nel controllo del pedale, che non è tramite semplice switch on/off come in altri casi già noti, ma vede qui un vero e proprio pedale sustain pianistico che lavora esattamente come un pedale d’espressione.
In più, ci sono le quattro manopole che lavorano sulla dinamica del segnale effettato.

Come se non bastasse, il pedale può lavorare in Single Mode o Group Mode, cioé agire su un singolo segnale o sovrapporre fino a 5 layer simultaneamente.

Passiamo quindi alla seconda delle creazioni partorite da Gamechanger Audio: il distorsore Plasma Pedal. Qui il pensiero potrebbe andare al flusso canalizzatore di memoria cinematografica… 

L’obiettivo era esplorare un metodo nuovo per ottenere il clipping del segnale, che non facesse alcun uso di transistor o valvole.
Addentrarsi in una spiegazione è arduo, ma, in parole comprensibili, il pedale riceve il segnale dello strumento, lo trasforma in una serie di scariche continue ad alta tensione all’interno di un tubo riempito di xeno e, in tal modo, fa sì che le scariche vengano convertite in un segnale analogico.

Tutto ciò a che pro? Questo consente di ottenere una distorsione assai veloce, dirompente, con un attacco molto deciso. La saturazione non lineare produce artefatti armonici che aumentano la ricchezza sonora, componenti che sono difficili da tirar fuori da sistemi tradizionali.

In più, la gamma di frequenze si amplia, poiché il Plasma Pedal, in un certo senso, crea un segnale nuovo e più potente al suo interno. Il che lo rende adatto per la chitarra e per il basso, ma anche per distorcere il suono di strumenti che notoriamente hanno molta più “fame” di estremi di banda, come i sintetizzatori.

Per provare questa “scarica elettrica” sul suono (tranquilli, non può arrivare invece a voi chitarristi) e le potenzialità del pedale sustain non dovrete aspettare dei mesi, perché saranno già disponibili questa domenica 10 marzo alla grande mostra mercato Guitar Show di Padova (secondo piano, studio n.19).

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