Gli Yes hanno annunciato Aurora, ventiquattresimo album in studio, in uscita il 12 giugno 2026, accompagnato dal singolo omonimo e dal relativo video animato.
La formazione attuale degli Yes vede l’inossidabile Steve Howe affiancato da Jon Davison (voce), Geoff Downes (tastiere), Billy Sherwood (basso) e Jay Schellen (batteria): Howe è l’unico della formazione originale, che ha scritto le migliori pagine di storia della band oramai diversi decenni fa, mentre il cantante è nel gruppo dal 2012, Downes ha avuto un trascorso nei primissimi anni ’80 per poi tornare nel 2011, Sherwood è già stato nella band tra il ’97 e il 2000 ed è tornato anche lui nel 2011, e infine Schellen è l’ultimo arrivato, nel 2023.
Si tratta comunque di una line-up ormai rodata, che continua a portare avanti la bandiera del progressive rock inglese. Con Aurora conferma una continuità creativa decisamente rara per un nome nato nei tardi anni ‘Sessanta’60.
I crediti delle foto legati alla fase promozionale riportano la firma dei Gottlieb Bros, un legame storico che sugella l’estetica classica dell’ensemble.
Aurora uscirà il 12 giugno 2026 per InsideOutMusic/Sony Music, etichetta che da anni ospita le produzioni più recenti degli Yes.
Il disco viene presentato come un lavoro dalle molteplici sfumature, dove ogni brano mantiene una propria identità, oscillando tra richiami al sound classico della band e aperture verso territori meno esplorati.
La title track e il video animato
La title track “Aurora” è il primo singolo estratto dall’album e funge da biglietto da visita del nuovo corso, con una durata che supera i sette minuti (che considerando le abitudini della band è quasi un minutaggio contenuto) e un respiro marcatamente cinematografico.
Il singolo è disponibile sulle principali piattaforme digitali e sul canale ufficiale della band, dando ai fan un primo assaggio del suono di “Aurora”.
Il brano è accompagnato da un video animato firmato da Matt Hutchings, già al lavoro su progetti per artisti come Greg Lake, Oasis e Iron Maiden, che traduce in immagini l’immaginario evocato dal titolo.
Dalle prime idee al concept
Le prime idee di quello che sarebbe diventato “Aurora” sono nate in modo informale, a partire da frammenti musicali sviluppati senza un concept rigido ma con l’idea di lasciar crescere i brani nel tempo.
Fra questi abbozzi c’era già un pezzo intitolato “Aurora”, il cui nome è stato percepito subito come fortemente evocativo, legato a immagini di luce, nascita e vastità, elementi molto vicini all’estetica storica degli Yes. Jon Davison ha raccontato che il titolo ha colpito immediatamente Steve Howe e ha ispirato anche l’artista Roger Dean, chiamato ancora una volta a dare forma visiva all’universo del gruppo.
Dopo il tour Classic Tales of Yes
I lavori sul disco sono iniziati poco dopo la conclusione del tour “Classic Tales of Yes” del 2024, segno che la band ha scelto di capitalizzare subito l’energia della dimensione live. Da lì il progetto si è strutturato rapidamente in un album che mette in dialogo materiale più tipicamente prog con passaggi più diretti, lasciando spazio a ciascun musicista per caratterizzare il proprio ruolo.
Nelle dichiarazioni ufficiali, Steve Howe sottolinea come il processo sia stato improntato alla collaborazione e alla volontà di portare avanti lo spirito degli Yes senza limitarsi alla nostalgia del passato, cercando di trasformarlo in qualcosa di attuale.
Missione riuscita? Diteci la vostra nei commenti.











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