Il mercato dei DAC è ormai affollato di apparecchi capaci di gestire risoluzioni digitali elevatissime, spesso racchiusi in contenitori sempre più piccoli. Ma dietro caratteristiche apparentemente simili possono nascondersi filosofie progettuali molto differenti.
Il Musician Delphinus R2R DAC appartiene alla categoria dei convertitori che scelgono una strada diversa rispetto ai più comuni chip di conversione Delta-Sigma: quella delle reti R2R a resistori discreti, una soluzione che richiede particolare attenzione alla precisione e alla stabilità dei componenti.
Con un prezzo indicativo di circa 600 euro, il Delphinus propone questa architettura in un formato decisamente contenuto, senza rinunciare a una dotazione di collegamenti adatta anche a impianti Hi-Fi articolati.

Convertitore R2R: una scelta progettuale precisa
Il principio di funzionamento di un DAC R2R si basa su una rete di resistori organizzati secondo rapporti di valore ben definiti. Attraverso questa struttura, il segnale digitale viene trasformato in una grandezza analogica.
Non si tratta necessariamente di una soluzione migliore rispetto alle architetture Delta-Sigma: molto dipende dalla qualità dell’implementazione, dalla precisione dei componenti, dal trattamento del segnale digitale e dalla sezione analogica di uscita.
Nel caso del Delphinus, Musician dichiara l’impiego di resistori selezionati con una tolleranza dello 0,005%, un dato significativo perché gli errori nei rapporti resistivi possono influire sulla linearità della conversione.
La gestione digitale coinvolge inoltre un’architettura basata su FPGA, mentre il trattamento dei flussi PCM e DSD prevede percorsi di conversione dedicati.
È una scelta progettuale che merita attenzione soprattutto considerando la fascia di prezzo dell’apparecchio.

NOS oppure oversampling? Qui si può scegliere
Una delle caratteristiche più interessanti del Musician Delphinus è la possibilità di selezionare le modalità NOS (Non-Oversampling) e OS (Oversampling).
Nel primo caso il convertitore lavora senza sovracampionamento digitale, mantenendo la frequenza originale del flusso PCM. Nel secondo interviene un processo di sovracampionamento, associato al filtraggio digitale.
Le due modalità comportano differenze nel trattamento del segnale, soprattutto per quanto riguarda la risposta in frequenza, le immagini spettrali e il comportamento dei filtri.
Il Delphinus consente anche di intervenire sulla selezione del filtro digitale, scegliendo tra le impostazioni Fast e Slow, e di invertire la fase assoluta del segnale.
Non sono funzioni puramente decorative: offrono la possibilità di esaminare concretamente il comportamento del convertitore con configurazioni differenti, senza dover cambiare apparecchio.

Dimensioni ridotte, ma cinque ingressi digitali
Il telaio misura appena 200 × 195 × 45 millimetri, con un peso dichiarato di circa 2,35 chilogrammi. Sul pannello posteriore trovano posto cinque ingressi digitali: USB, coassiale S/PDIF, ottico Toslink, AES/EBU e I2S su connettore HDMI.
Quest’ultimo non va confuso con un normale ingresso HDMI audio-video: viene utilizzato per trasportare il segnale digitale I2S e richiede la compatibilità della piedinatura con la sorgente collegata. Musician prevede diverse configurazioni proprio per affrontare questa esigenza.
Sul versante delle uscite analogiche sono presenti sia i tradizionali connettori RCA sia una coppia di uscite XLR bilanciate.
Per quanto riguarda i formati digitali, attraverso USB e I2S il convertitore dichiara il supporto ai segnali PCM fino a 24 bit/1536 kHz e DSD1024. Si tratta di valori ben superiori a quelli normalmente utilizzati nella distribuzione musicale, ma che testimoniano le possibilità della piattaforma digitale adottata.
All’interno del telaio trova posto anche un’alimentazione con trasformatore toroidale, una scelta che evita di affidarsi a un piccolo alimentatore switching esterno.
Un telecomando completa la dotazione, consentendo di gestire a distanza le principali funzioni.

Il confronto di Audio 2G: 600 euro contro un riferimento di ben altra categoria
Il Delphinus è stato esaminato da Riccardo Mozzi per Audio 2G, in una prova che non si limita all’analisi della costruzione e delle caratteristiche tecniche.
Un elemento particolarmente interessante è il confronto con il Playback Designs MPD5, convertitore di riferimento appartenente a una fascia di prezzo enormemente superiore.
È un accostamento che potrebbe sembrare poco equilibrato, ma che permette di affrontare una questione importante nell’alta fedeltà: quali differenze emergono realmente passando da un DAC relativamente accessibile a un apparecchio di fascia alta?
Naturalmente il prezzo non rappresenta, da solo, una misura della qualità sonora. L’architettura di conversione, la sezione analogica, l’alimentazione e soprattutto il modo in cui questi elementi vengono integrati contribuiscono tutti al risultato finale.
Il Delphinus diventa così un caso interessante anche per chi vuole capire quanto possa incidere la scelta di una determinata tecnologia sul costo complessivo di un componente Hi-Fi.
Per conoscere il comportamento sonoro del Musician Delphinus, le impressioni d’ascolto e l’esito del confronto con il Playback Designs, rimandiamo alla recensione completa di Riccardo Mozzi su Audio 2G.









Recents Comments