;
HomeLive Sound LightLive Sound Light - Palco & ProfessionistiLe workstation Project Lead dietro i grandi show italiani

Le workstation Project Lead dietro i grandi show italiani

Marco Lancs e Stefano Gentilini raccontano il ruolo fondamentale delle workstation Project Lead nelle produzioni live italiane.

Cosa c’è davvero dietro le produzioni attuali di Geolier, Alfa e, in passato, di Achille Lauro? Spesso una macchina che non si blocca mai, sessioni aperte su tre postazioni in simultanea e due professionisti che non possono permettersi nemmeno un crash di sistema.

Marco Lancs e Stefano Gentilini, dal loro studio di Milano, curano la direzione artistica musicale di alcuni degli artisti più seguiti d’Italia. E lo fanno con le workstation Project Lead.

Un video che apre le porte dello studio

Project Lead ha pubblicato sul proprio canale YouTube un video che non si limita a mostrare un prodotto. Marco e Stefano hanno aperto fisicamente le porte del loro studio, con sessioni DAW reali sullo schermo: si vede il progetto, si sentono le tracce, si capisce il volume di lavoro.

Stiamo parlando di sessioni da 600 GB con le tracce originali degli artisti, pre-produzioni orchestrali da portare su palchi da decine di migliaia di persone, otto chitarre in stack Neural in oversampling tutte aperte contemporaneamente. Il video è condotto da Riccardo Ruiu ed è prodotto da Gas Media Production.

Il progetto: un’orchestra sinfonica su un palco trap

Il caso raccontato nel video è emblematico del tipo di lavoro che Lancs e Gentilini affrontano quotidianamente. L’idea era portare un’orchestra sinfonica sul palco di Geolier, artista urban/trap, davanti a 65.000 persone per due serate consecutive.

Il tutto è partito da un sintetizzatore virtuale a modellazione fisica di archi, trascritto poi su Sibelius per consegnarlo agli orchestrali, registrato con archi reali e infine “ricucito” in una pre-produzione che include batteria dal vivo, basso, Moog, synth e una sezione di fiati nata letteralmente da un’idea di Marco al risveglio mattutino.

600 GB, 45 brani, 80 tracce ciascuno

I numeri del progetto danno la misura concreta del lavoro. La sessione principale pesa 600 GB e contiene le tracce originali del disco, le registrazioni del live precedente all’arrivo del duo, più tutta la pre-produzione sviluppata in studio: 80 tracce per brano, su una scaletta di 45 pezzi, per tre ore di concerto.

A questo si aggiungono 8 chitarre in stack Neural DSP in oversampling ultra high, tutte aperte contemporaneamente, più drum kit con campioni, archi virtuali, fiati e backing vocals. Come spiega Marco Lancs:

“Avere una macchina performante è l’unico modo per dare omogeneità a tutto il progetto. Se non puoi tenere tutto nello stesso progetto, rischi di fare un collage di idee molto diverse.”

Le workstation Project Lead dietro i grandi show italiani

Il workflow a tre postazioni

Nello studio le postazioni sono tre, equipaggiate con due torri Project Lead e un laptop. L’architettura è pensata per il flusso creativo: il segnale MIDI può partire da una macchina, essere processato dalla seconda e registrarsi in audio sulla terza.
Marco e Stefano usano Digital Performer come DAW principale, ma il punto non è il software: è poter avere tutto aperto contemporaneamente senza dover freezare nulla, in qualsiasi momento.
Stefano Gentilini lo descrive con la semplicità di chi ci lavora ogni giorno:

“È tutto aperto. Voglio mettere un feedback di chitarra ‘pazzo’, apro la traccia, tiro su un armonico e rimane lì un’ora.”

Produrre per il live, non per il disco

C’è una distinzione fondamentale nel lavoro di Lancs e Gentilini che emerge chiaramente: si produce per il palco, non per un album. Questo significa pensare fin dall’inizio all’interazione con 100 subwoofer in arena, alla dispersione del segnale, alla replicabilità del suono ogni sera.

Per questo motivo, dove possibile, si preferisce l’amping virtuale con Neural rispetto a quello reale: il suono consegnato al musicista è sempre identico a sé stesso, senza le variabili di cavi, pedali e dispersioni di segnale.

Il risultato finale viene poi stemmato in gruppi (ritmiche, armonie, chitarre, backing vocals, archi, fiati) per semplificare il lavoro del fonico di sala, che su produzioni di questo livello si trova già a gestire oltre 70 canali di batteria prima di aprire qualsiasi sequenza.

Trent’anni di relazioni, non solo di hardware

Project Lead non è certo una realtà nuova nel panorama italiano: da oltre trent’anni affianca professionisti del suono di ogni tipo, dai tecnici di studio agli artisti da palco, nella scelta e nell’uso degli strumenti di lavoro.

La collaborazione con Lancs e Gentilini non è una semplice fornitura, ma una relazione di fiducia costruita nel tempo, dove la macchina deve rispondere senza esitazioni nel momento in cui l’idea arriva. Quel margine di errore che, in certe produzioni, è semplicemente pari a zero.

Per maggiori informazioni visita il sito projectlead.it.



MUSICOFF NETWORK

Musicoff Discord Community Musicoff Channel on YouTube Musicoff Channel on Facebook Musicoff Channel on Instagram Musicoff Channel on Twitter