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Native Instruments: avviata la procedura d’insolvenza preliminare

Native Instruments, storica azienda berlinese di tecnologie musicali, è entrata in procedura d'insolvenza preliminare secondo documenti ufficiali pubblicati in Germania.

La notizia, resa pubblica il 27 gennaio 2026, coinvolge uno dei marchi più influenti del settore musicale e solleva interrogativi sul futuro di prodotti iconici come Kontakt, Reaktor, Maschine e Traktor.

Secondo i documenti d’insolvenza tedeschi, Prof. Dr. Torsten Martini è stato nominato amministratore con il compito di gestire la ristrutturazione aziendale. Questa figura ha ora il controllo sulle decisioni strategiche, inclusa la potenziale vendita di asset o divisioni aziendali, sottraendo di fatto il potere decisionale agli attuali dirigenti di NI.

La procedura d’insolvenza preliminare in Germania è una fase giudiziaria che protegge gli asset dei debitori e verifica se siano possibili interventi per stabilizzare la situazione finanziaria dell’azienda. Non significa che le luci si spengano da un giorno all’altro: le operazioni quotidiane continuano, poiché l’obiettivo è pagare i creditori proteggendo al contempo l’azienda da azioni legali.

Un debito insostenibile

I problemi di Native Instruments non derivano da un fallimento dei prodotti o del business core, ma da un carico di debiti accumulato attraverso acquisizioni costose.
Documenti finanziari del dicembre 2023 mostravano un debito di circa 250 milioni di sterline contro guadagni EBITDA (utili prima di interessi, tasse, ammortamenti) di soli 25 milioni. Con gli attuali tassi d’interesse, questa sproporzione rende impossibile per le operazioni ordinarie sostenere il peso del debito.

Nel novembre 2025, la Commissione Europea aveva approvato l’acquisizione del controllo congiunto di Native Instruments Group GmbH da parte di Bridgepoint Group Holdings e Bain Capital Credit, subentrati a Francisco Partners, che deteneva la maggioranza dal 2021. In sostanza, i creditori avevano già preso il controllo dell’azienda prima che si arrivasse alla procedura formale d’insolvenza.

Cosa succede a iZotope, Plugin Alliance e Brainworx?

La situazione è complessa e articolata. Nel 2022, Native Instruments aveva creato l’ombrello Soundwide, riunendo sotto la Native Instruments GmbH i brand iZotope, Plugin Alliance e Brainworx. Tuttavia, non tutte le entità operative rientrano nella procedura d’insolvenza.

Mo Volans, General Manager di Plugin Alliance e Brainworx, ha chiarito nella community Facebook di Plugin Alliance Audiophiles che Plugin Alliance non fa parte della procedura d’insolvenza. Le operazioni in Germania (Langenfeld) e negli Stati Uniti continuano normalmente, con rilasci di prodotti, supporto e servizi invariati.

Rimane incerta la posizione di Native Instruments USA a Boston, successore di iZotope dopo l’acquisizione, anche se parte delle operazioni di iZotope è stata nel frattempo trasferita a Berlino.

L’eredità di un gigante

L’impatto di Native Instruments nel settore musicale è difficile da quantificare. Maschine, Komplete e Traktor sono workflow integrati hardware-software su cui migliaia di musicisti hanno costruito il proprio metodo di lavoro. Reaktor e Kontakt sono ecosistemi a sé, piattaforme su cui intere software house hanno sviluppato librerie e strumenti.

Fondata nel 1996, NI è stata tra le prime aziende a capitalizzare l’emergere dei sintetizzatori software, offrendo per anni una suite di versioni virtuali di strumenti elettronici fondamentali. Negli ultimi anni, l’azienda aveva spostato il focus sui contenuti, attraverso librerie e campionamenti.

Prospettive future

Le operazioni di base continuano. La procedura d’insolvenza non significa arresto immediato delle attività: al contrario, richiede che gli asset di valore trovino una nuova collocazione per ripagare i debiti. Kontakt, Reaktor e gli altri prodotti di punta devono assolutamente trovare un acquirente o continuare a operare, proprio per garantire il pagamento dei creditori.

Tim Exile, sviluppatore Reaktor di lunga data e fondatore di Endlesss (chiuso nel 2024), ha commentato su Bluesky che “le possibilità che le luci si spengano sono molto scarse. Entrare in questa fase di insolvenza rende in realtà molto più probabile un esito positivo per i clienti“.

Nei prossimi mesi diventerà chiaro come l’attuale struttura “Soundwide” verrà smembrata e venduta. Per ora, l’incertezza resta, ma gli asset di NI sono troppo preziosi per scomparire nel nulla.



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