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Una chitarra con corde sospese: l’esperimento matto di Mattias Krantz

Mattias Krantz ha costruito una chitarra con corde magnetiche fluttuanti: progetto estremo tra magneti pericolosi e accordatura impossibile.

Il liutaio e YouTuber svedese Mattias Krantz ha realizzato una chitarra elettrica che sembra uscita da un film di fantascienza: le corde non sono ancorate a nulla, ma fluttuano letteralmente sospese grazie a magneti di potenza industriale. Un progetto che ridefinisce il concetto stesso di tensione delle corde e che ha richiesto mesi di tentativi, infortuni e soluzioni ingegneristiche al limite dell’assurdo.

Quando i magneti diventano pericolosi

Tutto è iniziato legando piccoli magneti alle estremità delle corde. Problema: le corde fluttuavano, ma erano talmente lente da poter essere letteralmente spazzate via con un soffio d’aria, e soprattutto non producevano alcun suono.

La soluzione? Passare ai magneti al neodimio di grado commerciale più potente disponibile sul mercato. Così potenti che, durante i primi test, due magneti si sono scontrati con tale violenza da intrappolare le dita di Krantz tra di essi. Serviva anche un avvertimento sanitario, evidentemente.

Cinque tentativi e un’incudine distrutta

Nonostante l’upgrade magnetico, il problema della tensione persisteva: forzare i magneti a lavorare attraverso un gap d’aria comportava una perdita di efficienza del 90%. Krantz ha quindi ordinato magneti cinque volte più potenti, che si sono lanciati verso il ponte con tale velocità da spezzare in due il pezzo di legno usato come schermatura. Come un vero maestro di karate, come lui stesso ha commentato con ironia.

Ma non era finita: i magneti individuali per ogni corda entravano in conflitto tra loro, quindi Krantz ha optato per un unico magnete gigante per tutte le corde. Imballato come una granata, così potente che durante un test su un’incudine da fabbro non è più riuscito a staccarlo. Ha dovuto ordinarne un altro.

Accordare? Un incubo di un giorno intero

Con il magnete definitivo, le corde finalmente potevano stare vicine senza scontrarsi. Ma accordare la chitarra è diventato un problema inedito: girare una meccanica cambiava l’intonazione di tutte le altre corde.

La soluzione è stata progettare un ponte custom che permette di regolare l’intonazione agendo sulla lunghezza delle corde tramite viti sul ponte stesso, un po’ come i fine tuner di un Floyd Rose. Risultato: accordare la chitarra ha richiesto un giorno intero.

Una chitarra aliena (ma funzionante)

Il risultato finale è uno strumento con una struttura metallica necessaria per resistere alla tensione dei magneti, e con caratteristiche del tutto inusuali.
Il ponte flottante può essere manovrato come una leva del vibrato per fare i bending.

“Non riuscivo a credere di stare suonando una chitarra in cui le corde non erano attaccate a nulla”, ha dichiarato Krantz durante i test.

È improbabile che Fender, Gibson o altri brand famosi prendano spunto dal progetto nel breve termine, anche solo per il numero di avvertenze legali che un simile design comporterebbe. Ma l’esperimento dimostra quanto sia complesso rivoluzionare un’architettura collaudata come quella della chitarra elettrica moderna: non basta un’idea folle, servono ingegneria, pazienza e, a quanto pare, una scorta infinita di magneti.



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