Da Buenos Aires ad Arezzo, passando per una doppia formazione apparentemente lontana (tecnico chimico e chitarrista classico diplomato), Fernando Mazza di Mazza Guitars ha costruito negli anni un’identità riconoscibile a livello internazionale.
Le sue chitarre contemporanee, basate su lattice bracing (incatenatura a reticolo) e double top, sono oggi suonate da chitarristi come Ricardo Gallén, Stephanie Jones ed Eduardo Isaac, e vendute in oltre 30 paesi attraverso una rete di dieci rivenditori internazionali.
Presente alle passate edizioni del Roma Expo Guitars con modelli Limited Edition, Fernando Mazza rappresenta una generazione di liutai che cerca di evolvere senza negare il passato, costruendo strumenti pensati per le esigenze dei musicisti contemporanei: potenza, equilibrio, risposta rapida al tocco e stabilità nel tempo.
Dal Conservatorio Ginastera al banco da lavoro
Fernando, com’è iniziato il tuo percorso nella liuteria?
Prima di dedicarmi alla liuteria il mio percorso è stato segnato da due formazioni che a prima vista possono sembrare lontane, ma che oggi convivono naturalmente nel mio lavoro: da un lato mi sono formato come tecnico chimico, dall’altro come chitarrista classico diplomandomi al Conservatorio Alberto Ginastera di Buenos Aires.
E quando è scattata la scintilla verso la costruzione?
Durante gli anni di studio come chitarrista, la necessità di avere uno strumento di reale qualità ha iniziato a suscitare in me un interesse che andava oltre la semplice interpretazione. Non si trattava solo di suonare meglio, ma di comprendere perché una chitarra rispondesse in un determinato modo e come tale risposta influenzasse direttamente la musica.
Hai studiato liuteria in modo formale?
No, tutto il mio percorso è stato autodidatta, costruito attraverso l’osservazione, la sperimentazione, il metodo del tentativo ed errore e molte ore di ascolto critico. Con il tempo ho sviluppato un mio linguaggio costruttivo personale, ricercando un’identità propria sia nel suono sia nell’estetica di ogni strumento.
Però la formazione da chitarrista è stata fondamentale.
Assolutamente: aver studiato chitarra per molti anni è stato uno degli strumenti più preziosi. Mi ha permesso di avere un riferimento chiaro del suono che cercavo, di ottenere una messa a punto estremamente precisa e soprattutto di comprendere a fondo le reali esigenze del chitarrista, per poterle tradurre concretamente nello strumento.
La costruzione contemporanea come scelta precisa
Qual è la tua direzione costruttiva oggi?
Tutto il mio lavoro è orientato alla costruzione di chitarre da concerto. I miei modelli si basano principalmente su strutture lattice bracing e su chitarre a doppia tavola armonica (double top). Sebbene nel corso della mia carriera abbia costruito anche chitarre di concezione tradizionale, il suono e la risposta di questo tipo di strumenti non mi rappresentano pienamente.
Cosa cerchi, nello specifico, in una chitarra contemporanea?
Ricerco strumenti con equilibrio, potenza, sustain e soprattutto una risposta rapida e controllata. Oggi le esigenze dei musicisti sono molto elevate: richiedono chitarre con un potenziale sonoro superiore, capaci di proiettare in grandi sale, ma allo stesso tempo con facilità di esecuzione, precisione nella risposta e stabilità nel tempo.
La potenza non basta, quindi.
No: la chitarra contemporanea, se correttamente concepita, non è soltanto più potente. Deve permettere all’interprete di suonare con minor sforzo, offrire un ampio margine dinamico e rispondere con chiarezza sia nel pianissimo sia nei passaggi più impegnativi. Questo è l’equilibrio che cerco in ogni strumento.

La ricerca di un’identità sonora
Cosa significa per te costruire un’identità sonora propria?
Gran parte del mio lavoro è stata dedicata alla ricerca di una personalità sonora propria. Non si tratta unicamente di volume o di proiezione, ma di costruire strumenti con carattere, coerenza e una risposta prevedibile per il musicista. Ogni scelta strutturale, ogni spessore e ogni materiale sono pensati affinché la chitarra diventi un’alleata musicale, e non un ostacolo.
Con il passare degli anni questo approccio mi ha permesso di raggiungere un livello di sviluppo competitivo a livello internazionale. Le mie chitarre sono utilizzate da chitarristi di fama come Ricardo Gallén, Stephanie Jones, Eduardo Isaac e molti altri professionisti che cercano strumenti affidabili, espressivi e coerenti.
E dal punto di vista della distribuzione?
Ho venduto chitarre in oltre 30 paesi e collaboro con una rete di dieci rivenditori internazionali. Questo mi ha permesso di confrontare i miei strumenti con stili, scuole ed esigenze musicali differenti in tutto il mondo: questa diversità di musicisti e contesti continua a essere una fonte costante di apprendimento ed evoluzione.
Lattice bracing e double top: i modelli Mazza
Quali sono le caratteristiche tecniche dei tuoi modelli?
Il modello Lattice Bracing ha una tavola armonica in abete tedesco o cedro rosso con incatenatura lattice in legno di balsa e fibra di carbonio. Fondo e fasce sono in palissandro Santos multi-laminato, con possibilità di soundport, e doppio fondo con nomex. Diapason 650 mm, capotasto 52 mm, tastiera in ebano con 20 tasti, manico in cedro con rinforzo in ebano.
E il modello double top?
Ha caratteristiche simili ma con tavola armonica a doppio strato. L’ho confrontato direttamente con il lattice in uno studio acustico condotto dal chitarrista e produttore Enrique Mateu: sono due voci diverse dello stesso linguaggio costruttivo, pensate per rispondere a esigenze interpretative differenti.
Perché costruire chitarre
Cosa ti spinge a fare questo mestiere?
Non costruisco chitarre per prestigio né per esclusività. Lo faccio perché è una delle poche attività che non possono essere realizzate in altro modo. Ogni strumento richiede tempo, pazienza e un livello di attenzione che non ammette scorciatoie.
C’è anche una responsabilità particolare.
Sì: so che una chitarra può influenzare il modo in cui una persona studia, compone ed esprime la propria musica per decenni. È questa responsabilità a dare un senso profondo al mio lavoro. In un mestiere in cui il risultato non è mai completamente sotto controllo, ho trovato esattamente ciò che cercavo: accettare l’incertezza e trasformarla in suono.
Un modo personale di intendere la liuteria
Come ti posizioni rispetto alla tradizione e all’innovazione?
Mi sento parte di una generazione di liutai che cerca di avanzare senza negare il passato. Non desidero ripetere modelli storici né romperne radicalmente con essi: preferisco comprenderli a fondo e prendere decisioni consapevoli.
E il tuo laboratorio ad Arezzo?
Il mio laboratorio funziona secondo un altro ritmo: il ritmo del legno, dell’ascolto e del musicista che un giorno farà sua quella chitarra. È lì che trovo il vero significato di questo mestiere.
Roma Expo Guitars: una presenza consolidata
Fernando Mazza è stato protagonista delle passate edizioni del Roma Expo Guitars, presentando chitarre che hanno raccolto grande interesse tra musicisti e appassionati.
La sua partecipazione al REG ha rappresentato un’occasione per far conoscere al pubblico italiano e internazionale la ricerca sulla chitarra contemporanea, mostrando come lattice bracing e double top possano rispondere alle esigenze dei concertisti moderni senza perdere carattere e identità sonora.
Le chitarre Mazza continuano a essere un riferimento per chi cerca strumenti capaci di proiettare in grandi sale mantenendo controllo dinamico, precisione e stabilità, qualità che le rendono scelte ideali per interpreti professionisti in tutto il mondo.













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