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Fabio Zontini: 30 anni tra liuteria storica e sperimentazione artistica a 360°

Dal laboratorio di Raspagni a oggi: Zontini costruisce allo "Stradivari" della chitarra spagnola Torres, sperimenta con Arlecchino e "nasconde" dipinti sotto la tavola armonica con Micaela Calliero.

Fabio ZontiniZontini Guitars – rappresenta una figura completa nel panorama della liuteria italiana: dedito allo studio e alla riproduzione della liuteria storica, costruttore di chitarre ispirate ai grandi maestri del passato, ma anche sperimentatore capace di spingersi oltre i confini dell’artigianato verso forme d’arte .

Al Roma Expo Guitars 2026 presenterà una chitarra ispirata ad Antonio De Torres – lo “Stradivari” della liuteria spagnola – con fasce e fondo in noce marezzato e tavola in abete torrefatto, strumento tradizionale versatile e adatto a tutto il repertorio chitarristico classico.

Il percorso di Fabio attraversa trent’anni di attività, dalla liuteria romantica del primo Ottocento fino alla chitarra classica moderna, passando per progetti insoliti come le chitarre Arlecchino (assemblate con legni di vari colori per creare effetti estetici innovativi) e il trittico La Sibilla e La Delizia, chitarre che celano al loro interno opere pittoriche a olio di Micaela Calliero, trasformandosi in veri e propri scrigni sonori.

L’illuminazione nel laboratorio di Carlo Raspagni

Fabio, come sei arrivato alla liuteria?

La musica è sempre stata molto importante per me, fin da bambino. Penso che si nasca con una predisposizione per il mondo dei suoni. Ma a un certo punto ho capito che la mia strada non era quella di farla, da musicista.

Quando è arrivata l’illuminazione?

Un pomeriggio di molti anni fa, nel laboratorio del liutaio Carlo Raspagni a Vignate, alle porte di Milano. Ci ero andato con un pretesto, diciamo che fui guidato lì da qualche forza misteriosa e difficilmente spiegabile. L’odore del legno, delle vernici, le chitarre appese, gli attrezzi consunti dall’uso e il vecchio banco da lavoro scavato dal tempo e dalla quiete operosa del liutaio esercitarono una forte suggestione su di me.

E hai deciso subito.

Uscito da quel luogo avevo già deciso qual era la strada da percorrere e siccome erano i primi giorni di settembre, feci in tempo a iscrivermi quello stesso anno alla Civica Scuola di Liuteria di Milano. Era il 1992. Da lì iniziò il mio viaggio.

Zontini Guitars

Liuteria storica: la base di tutto

Qual è il tuo approccio generale alla liuteria?

Il mio interesse principale riguarda la liuteria storica e i Maestri liutai che l’hanno resa grande. Nei miei trent’anni di attività mi sono interessato a vari autori e ho cercato di studiare gli strumenti costruiti da questi artigiani del passato cercando di riprodurne lo stile e l’essenza sonora. Trovo che realizzare strumenti senza prendere ad esempio questi modelli sia un po’ come cercare di costruire un palazzo ignorando la storia dell’architettura.

Come ti poni rispetto alla tradizione?

Personalmente tento di stare in un sottile equilibrio tra il rispetto della tradizione e il mio personale e originale contributo. Per un lungo periodo mi sono anche occupato del periodo romantico, realizzando copie di strumenti del primo Ottocento, poi il mio interesse si è spostato sulla chitarra classica dalla seconda metà dell’Ottocento fino ai giorni nostri.

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Roma Expo Guitars 2026: la limited ed. ispirata a Torres

Cosa porterai al Roma Expo Guitars?

Quest’anno al REG porterò una chitarra ispirata a Torres, con fasce e fondo in Walnut Marezzato e tavola armonica in abete torrefatto, con diapason di 640mm. È un progetto collaudato, che porto avanti ormai da parecchio tempo. Si tratta di uno strumento assolutamente tradizionale ma versatile e adatto a eseguire tutto il repertorio chitarristico. Monterà meccaniche Alessi e sarà il mio strumento Limited Edition.

Nella tua attività, comunque, non ci sono solo copie storiche.

Non mi piace fare sempre le stesse cose e quindi negli anni ho osato anche idee piuttosto insolite, come la serie delle chitarre Arlecchino, che erano realizzate assemblando legni di vari colori alla ricerca di un effetto estetico innovativo e d’impatto.

La Sibilla e La Delizia: quando la liuteria diventa arte

In alcuni casi sei andato oltre l’artigianato.

Sì, in alcuni casi ho voluto esplorare le strade che portano la liuteria verso una forma d’arte piuttosto che di artigianato. Esempi di ciò sono due strumenti, La Sibilla e La Delizia, che fanno parte di un progetto più ampio che al momento prevede la realizzazione di un trittico e che verranno realizzati ogni cinque anni nell’arco di un decennio (2020-2030).

Zontini Guitars

Cosa le rende speciali?

Queste chitarre hanno la particolarità di celare al proprio interno un’opera d’arte pittorica, realizzata a olio dall’artista Micaela Calliero. Ciò le trasforma in veri e propri scrigni sonori, con il loro messaggio in bottiglia da custodire e consegnare ai posteri.

Zontini Guitars

La Sibilla è anche protagonista di un film.

La prima è stata La Sibilla, nel 2020, che custodisce al suo interno scene tratte dagli affreschi di Michelangelo presenti nella Cappella Sistina, e tra le figure che Micaela ha scelto di rappresentare è presente anche la Sibilla Delphica che dà il nome allo strumento.
Questa chitarra, fatto unico, sarà protagonista di un film cortometraggio (attualmente in fase di realizzazione e che vedrà la luce molto probabilmente in primavera) realizzato dal regista Fabio Selvafiorita con la partecipazione della concertista Elena Casoli, che verrà presentato nei più importanti Film Festival internazionali.

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E La Delizia?

Per La Delizia del 2025 io e Micaela Calliero ci siamo fatti ispirare dall’opera del pittore fiammingo Hieronymus Bosch, Il Giardino delle Delizie (1480-1490). Lo strumento che terminerà questo trittico vedrà la luce nel 2030 e a suo tempo ne sveleremo il soggetto.

Il progetto Torres FE14 Papier Mâché: un caso unico

C’è un altro progetto che ti rende unico.

Negli ultimi tre anni ho ripreso con impegno ed entusiasmo un progetto molto particolare, direi unico, a cui avevo cominciato a dedicarmi nel 2005: lo studio e la riproduzione della chitarra FE14 di Antonio De Torres detta Papier Mâché, che ha la caratteristica sorprendente di avere fasce e fondo in cartone anziché in legno.

L’originale è al museo di Barcellona.

Esatto: l’originale, del 1862, è conservato al Museu de la Música di Barcellona ed è l’unico esemplare realizzato dal grande liutaio andaluso, ma oggi non è più nelle condizioni di poter suonare. Con questa mia operazione ho avuto il merito di riprendere fedelmente la sua idea per dare ai musicisti la possibilità di far ascoltare un suono che era andato perduto.

È stata un’operazione pionieristica.

La cosa ha suscitato molto interesse a livello internazionale. La rivista giapponese Gendai Guitar ha dedicato un lungo articolo alla Papier Mâché; anche la Radio Nazionale Spagnola si è occupata di questo lavoro dedicandogli una puntata della nota trasmissione La Guitarra. Alcuni fra i più importanti dealers del mondo collaborano attualmente con me per questo progetto.
Prima del 2005 nessun altro aveva provato a replicare l’esperimento di Torres e per molto tempo sono rimasto l’unico a realizzare questi strumenti.

Federica Artuso e la Chitarra d’Oro

La collaborazione con Federica Artuso è stata fondamentale.

Dal 2023 questo mio lavoro si è avvalso della collaborazione di Federica Artuso, la quale ha realizzato un disco per l’etichetta Velut Luna, premiato all’ultimo Convegno Internazionale di Milano con la Chitarra d’Oro, utilizzando due repliche in cartone.

E nei concerti?

Federica nei suoi recital alterna una mia copia Papier Mâché a una chitarra Torres originale. Questo è successo anche l’anno scorso quando è stata invitata a esibirsi al Festival dedicato proprio ad Antonio De Torres che si tiene ad Almeria, sua città natale, in Andalusia. Per me è stato molto emozionante sapere che la mia chitarra veniva suonata per inaugurare il festival dedicato a colui che è considerato oggi lo “Stradivari della chitarra” e per giunta proprio nella sua città natale.

Avete anche creato un format conferenza-concerto.

Con Federica è nata anche l’idea di far conoscere la storia unica di questo strumento attraverso una conferenza/concerto replicata già in molte occasioni presso festival e rassegne musicali in Italia e all’estero. Il tutto è stato raccolto in un libro.

Oggi non sei più “solo”.

Ultimamente vedo che in varie parti del mondo alcuni liutai ci stanno provando. In Italia, con alcuni colleghi, è nato anche un piccolo gruppo che abbiamo battezzato Movimento Papier Mâché, con i quali sto organizzando un evento al Museo Nazionale degli Strumenti di Roma.

Un suono poetico contro la fredda tecnologia

Perché dedicarti a un progetto così particolare?

Trovo che la chitarra Papier Mâché sia uno strumento eccezionalmente poetico e affascinante, per quel che riguarda la sua storia e la sua estetica ma soprattutto per le sue caratteristiche sonore, timbriche e musicali. Con estrema umiltà, presentandosi un po’ come una Cenerentola degli strumenti, è in grado di generare una raffinatissima sonorità che riporta chi la suona e chi l’ascolta a un’epoca gloriosa della chitarra e ad autori e interpreti che hanno fatto la storia del nostro strumento.

È anche una scelta filosofica.

Rappresenta per me anche un’occasione per tenere viva la memoria di un mondo delicato, suggestivo e romantico dove sempre più la fredda tecnologia entra prepotentemente ovunque e non risparmia nemmeno il nostro ambito. Al suono della Papier Mâché non si arriva con l’ausilio di costosi software per la progettazione e analizzatori di spettro, richiede di fare una strada diversa, antica, a misura d’uomo.

Zontini Guitars

Perché fare questo mestiere

Dopo trent’anni, perché continui?

Quello della liuteria è forse il mestiere più bello del mondo. È una frase che ho sentito dire all’inizio della mia carriera e che mi torna spesso in mente. È vero, è un lavoro meraviglioso realizzare strumenti musicali, anche se ti richiede una dedizione totale e ti porta a mettere in gioco tutte le tue risorse ed energie.

>>> Visita il sito ufficiale di Zontini Guitars
>>> Scopri di più sul Roma Expo Guitars 2026



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